| (Discorso
breve di commiato tenuto da un professore nel
piccolo camposanto del rione, fra stele spase
a caso sull'erba, in un'alba grigia e faticosa,
battuta da un vento di tempesta profumato di salsedine
che frustava i cipressi e mischiava lecci e ippocastani,
in occasione della cremazione di due amici morti
abbracciati)
___È ragionevole
comportamento quello degli uomini alti. Essi si
piegano accompagnandosi a qualche basso, molto
più basso di loro. Questi ultimi alzano
la testa all'insù, e il contatto è
stabilito. Inevitabile che a lungo andare gli
uomini alti ingobbino a frequentare uomini più
bassi, mentre i bassi acquistano all'inizio un
buon portamento, un po' rigido magari e a scapito
talvolta delle cervicali. Naturale che sia gli
uni che gli altri preferiscano portare lo sguardo
ad alzo zero, e così finiscano per frequentare
in maggioranza persone più o meno alla
loro altezza. Siccome però uno non può
star lì a discriminare le amicizie, avviene
piuttosto spesso che questi due tipi umani si
incontrino, con le conseguenze del caso. Un uomo
alto, mettiamo con cristiana predilezione per
gli inferiori, lo vedremo curvarsi molto presto,
e a volte si dà il caso che da anziano
debba faticare nel cercare lo sguardo di un amico
di lunga data, molto più basso, il quale
nel frattempo si è mantenuto sì
dritto come un fuso, ma legnoso, e con l'artrosi
che gli impedisce di addrizzare la testa e lo
sguardo, anche solo di quel poco che servirebbe
a incontrare l'altro. In un'occasione simile vedremo
i due parlarsi guardando in direzioni differenti,
l'uno a terra, come se avesse perso qualcosa,
l'altro in alto, ben sopra la capoccia dell'uno,
vedremmo una accanto all'altra una specie di effe
maiuscola e una í con l'accento acuto,
che sarebbe il collo piegato all'indietro.
___Quando il vento
prende a fischiare scorgeremo la í col
suo accento farsi sotto, e la Effe accettarla,
come a ripararla nel turbine che se li porta via...
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