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ZIB II serie
 Anno I, numero 2 - Aprile 2003
"La scuola delle merlettaie cieche (4)" di Giuseppe Cacccavale, Pastelli su vetro colorato, cm 42,5 x 30.
"E come a messagger che porta ulivo
tragge la gente per udir novelle"
(Dante Alighieri, Purgatorio, II 70-71)
In questo numero

      Inauguriamo con questo secondo numero la sezione Preludi con un testo di Enrico De Vivo sulla lettura e la scrittura. Nella sezione Zibaldoni un saggio di Antonio Prete dal titolo Sulla scrittura dello Zibaldone, riprende e rilancia le osservazioni di Gianni Celati sulla linea leopardiana della prosa (vedi la sezione Archivi), offrendo notevoli spunti per una rilettura dello Zibaldone di Leopardi. Di seguito si può leggere la seconda parte degli Scritti zibaldoniani di Gianluca Virgilio.
      Nella sezione Altre meraviglie si troveranno le note diaristiche di Giorgio Messori (La città del Pane e dei Postini), le osservazioni appassionate di Rocco Brindisi (Viaggi), un racconto su un personaggio indefinibile (Ballata di un guastafoto qualunque) di Paolo Morelli, un patchwork di leggende contemporanee a cura di Stefania Fumagalli (Le storie di Sonia), altre compilazioni del Piccolo sillabario astrale di Alessandro Banda e una favoletta di Gianluca Virgilio. E ancora, Mattia Mantovani continua a proporre riflessioni tra il morale e il faceto con altre Chiacchiere distratte, Ave Ghirelli racconta una storia d’amore con le donne al centro di tutto, e Paolo Ruffilli, Dulcis in fundo, presenta Dieci  poesie inedite.
      I testi di questo secondo numero sono illustrati con immagini tratte da opere varie (affreschi, disegni, etc) di Giuseppe Caccavale, artista napoletano che vive in Francia, del quale ci parla Erri De Luca in un'intensa riflessione dal titolo Porto storie (nella sezione Immagini).
      Non dimenticate, infine, di scorrere la seconda e ultima parte de Il terremoto e la scienza – “meraviglioso libro inventato” da declamare tutto a viva voce, in compagnia allegra e consonante: questa volta, l’illustre principe dell’analfabetismo, Domenico Chiummiento, vi offre non solo consigli efficacissimi per scampare alle sventure, ma anche numeri utili per il gioco del lotto.
      Buona lettura!

Sommario
  Preludi
Forme di meditazione
di Enrico De Vivo
"Con queste due poesiole scritte qualche tempo fa, ricordo di aver pensato al fatto che forse leggere e scrivere sono forme di meditazione, attività che possono farci sentire (diventare) leggeri e profondi al tempo stesso…".

  Zibaldoni

Sulla scrittura dello Zibaldone
di Antonio Prete
“Il tempo che abita lo Zibaldone è come custodito da due confini. Da una parte c’è il silenzio, un silenzio che separa un pensiero dall’altro: sospensione e discontinuità in cui si può cogliere il riverbero dei giorni, delle letture nei giorni, il trascorrere delle stagioni, delle festività, degli anniversari, si può ascoltare insomma il rumore del tempo esteriore…”.

Scritti zibaldoniani/ 2
di Gianluca Virgilio
“La poesia è paga delle sue parole. Non presenta argomenti e non li richiede. Essa può assumere le più diverse forme, le più inconsuete. Si pensi all'enciclopedico poema dantesco o a quella breve poesia leopardiana dal titolo L’Infinito”.
  Altre meraviglie
 
 Diari divaganti  
La città del Pane e dei Postini/ 2
di Giorgio Messori
“Proviamo allora a immaginare una storia (è solo un esperimento). Per compiacere il professore dell’accademia immaginiamo la storia di un giovane terrorista che abita in città. Costui non ha ancora fatto niente ma è già pronto ad agire…”.

 Ristampe imperdibili  
Il terremoto e la scienza/ 2
di Domenico Chiummiento
“SEBBENE PER QUESTO FORSE NON/ mancheranno persone che la prenderanno/ per sciocchezza, mentre invece alla fine del mio/ trentesimo anno di prova, sono raggiunto a/ penetrare, l’avvenire dei cattivi terremoti,/ per mezzo del mio regolamento registrato,/ appresso l’avvenuto dei cattivi terremoti…”.

 Relazioni pericolose  
Cheveux
di Ave Ghirelli
“Lei era bella. Dico “era” perché adesso non so più come sia. Non la vedo. Tutto è iniziato quando mi balzò in testa l’idea di fargliela scontare a quell’uomo che così crudelmente mi aveva sottratto ai suoi fuggevoli, e sia pure, ma tanto amati abbracci…”.

 Osservazioni appassionate  
Viaggi
di Rocco Brindisi
“Ci sono notti sempre più miti, d’inverno. Umide. Non le sopporto, specie se devo alzarmi e arrivare, a piedi, alla stazione. Quando ritorno è una mattina di sole. Mancano pochi minuti per il treno. Una ragazza fuma sul cavalcavia, ha l’aria trasognata…”.

 Compilazioni astronomiche  
Piccolo sillabario astrale/ 2
di Alessandro Banda
“Scipione. La notte. Scipione e la notte. La vasta notte di Cirta, capitale della Numidia. E Scipione era solo nell’enorme notte numida; solo col suo grande nome, di cui si sentiva indegno: tribuno militare nauseato di guerra, fortemente tentato di morire…”.

 Operette morali  
Chiacchiere distratte/2
di Mattia Mantovani
“In una fredda sera d’inverno, con la temperatura che si aggirava intorno agli zero gradi centigradi, un uomo tornò a casa, consumò la cena e cominciò improvvisamente a riflettere se la vita andava da qualche parte…”.

 Favole dai non luoghi  
La rondine del supermercato
di Gianluca Virgilio
“Aveva fatto capolino con le sue compagne dietro le grandi vetrate, attratta da un insolito luccichio che proveniva dall’interno e subito, spiccando il volo in gruppo, era penetrata nel grande salone circolare su cui si affacciavano i negozi...”.

 Leggende contemporanee  
Le storie di Sonia 
di Stefania Fumagalli
“Dal 1996 al 1999, nel corso delle mie ricerche sulle leggende contemporanee in Val Brembana, ho incontrato decine di adolescenti. In un certo senso, benché insegnassi già da qualche anno in una scuola superiore, posso dire di averli scoperti proprio allora…”.

 Storie dalle città  
Ballata di un guastafoto qualunque
di Paolo Morelli
“Sconvoltoni illustrissimi, e voi assuefatti integrali con cui ho brigato per dieci anni e più, statemi a sentire. Dato che non vi vedo da un po', mentre cercavo qualcosa da dirvi per passare il tempo da svegli, m'è venuto in mente che fra noi allora ce n'era uno né meglio né peggio…”.

 Dulcis in fundo  
Dieci poesie
di Paolo Ruffilli
“Così, di colpo
mi colgo sullo specchio

stretto nell'abbraccio

mentre mi proietto

oltre me stesso:

contratto desiderio

e strazio di un soggetto

che mima la fusione. Ma…”.

 Presentazioni  
Porto storie
di Erri De Luca
“Quando ci stacchiamo dal posto di origine, noi di sud siamo denti cavati da mascella. L’estirpazione non lascia radici, ma la forma di un vuoto, un buco estorto. Ce ne andiamo col nostro dialetto ammaccato, lo pronunciamo poco, dentro un affanno, in qualche canzone…”.