Congetture
sopra una futura civilizzazione dei bruti, e
massime di qualche specie, come delle scimmie,
da operarsi dagli uomini a lungo andare, come
si vede che gli uomini civili hanno incivilito
molte nazioni o barbare o selvagge, certo non
meno feroci, e forse meno ingegnose delle scimmie,
specialmente di alcune specie di esse; e che
insomma la civilizzazione tende naturalmente
a propagarsi, e a far sempre nuove conquiste,
e non può star ferma, né contenersi
dentro alcun termine, massime in quanto all'estensione,
e finché vi sieno creature civilizzabili,
e associabili al gran corpo della civilizzazione,
alla grande alleanza degli esseri intelligenti
contro alla natura, e contro alle cose non intelligenti.
Può servire p. la Lettera a un giovane
del 20° secolo.
(Giacomo
Leopardi, Zibaldone, 4279-4280)