
Richieste
In
una città americana, una cittadina di
nome Marksville che si trova in mezzo al delta
del Missisipi River, un uomo di centosessantadue
chilogrammi di peso, impiegato saltuariamente
presso una locale pompa di benzina, dopo essere
entrato nella vasca da bagno non è più
stato in grado di uscire.
Sembra
che l'uomo si sia sforzato per ore, prima di
rinunciare, e che tutti i tentativi si siano
rivelati assolutamente inutili, dato che ogni
volta tornava inesorabilmente a scivolare dentro
la vasca. Perfino l'idea di riempirla, nella
speranza che l'acqua potesse spingerlo a galla,
non ha dato nessun risultato, infatti, sul punto
di massimo galleggiamento, al momento di girarsi,
dopo aver fatto uscire una certa quantità
di massa corporea, la parte restante all'interno
della vasca continuava a essere eccessiva, come
ha dichiarato lo stesso uomo in un'intervista
a un giornale locale, trascinandolo di nuovo
all'interno, con l'unico risultato di travasare
inutilmente enormi quantità d'acqua sul
pavimento del bagno. Alla fine della giornata,
stroncato dall'immensità di questi sforzi,
l'uomo aveva anche smesso di chiedere aiuto,
trattandosi peraltro di una casa piuttosto isolata.
Esausto
per le inutili fatiche ma nient'affatto avvilito,
l'uomo incastrato nella vasca da bagno ha pensato
che sarebbe stato molto meglio desistere, risparmiando
le forze in attesa che qualcuno si preoccupasse
della sua sparizione. Verranno pure a cercarmi,
pensavo, ha dichiarato nel corso della sua intervista,
durante la quale ha poi chiarito il piano organizzativo
che aveva predisposto per resistere in quella
situazione.
Per
il bere non c'erano problemi, ha detto, mi potevo
arrangiare con l'acqua del rubinetto, anche
se non era così semplice dato che la
testa e il rubinetto erano ai due lati estremi
della vasca. Per il mangiare, la sua speranza
era che prima di esaurire le immense riserve
corporee, come le ha definite lui stesso, qualcuno
si preoccupasse effettivamente della scomparsa.
Quanto al problema del cambio di temperatura
e dell'aria fresca della notte, in un primo
tempo ha fatto scorrere l'acqua calda, ma successivamente,
vista la scomodità di dormire nell'umido,
l'uomo ha preferito coprirsi col tappetino del
bagno, al quale è arrivato col braccio
sinistro e non senza snervanti tentativi, come
ha dichiarato. Sono trascorsi sei giorni in
questa situazione, sei giorni durante i quali
ogni tanto l'uomo chiedeva aiuto a voce alta,
ma soltanto per scrupolo, ben sapendo che nessuno
sarebbe stato in grado di sentirlo.
Contrariamente
alle sue aspettative, non è stato il
titolare della pompa di benzina a preoccuparsi
della prolungata assenza, bensì il titolare
del supermercato che ha informato lo sceriffo,
il quale ha poi immediatamente provveduto a
mandare una pattuglia di controllo. Fortunatamente,
quando il vice sceriffo ha suonato alla porta
di casa, l'uomo incastrato nella vasca non era
addormentato e ha potuto, benché con
un esile filo di voce, chiedere aiuto.
Dopo
aver fatto irruzione ed essersi resi conto del
problema, gli agenti, compiuti alcuni tentativi
per estrarlo dalla vasca, si sono accorti che
non avrebbero potuto ottenere alcun risultato,
essendo soltanto in due, e di conseguenza hanno
fatto ricorso ai vigili del fuoco.
L'uomo,
al momento di essere soccorso, risultava piuttosto
imbarazzato, ha dichiarato il vice sceriffo
in un'intervista apparsa sullo stesso giornale
locale. Alla domanda della giornalista che chiedeva
ragione di tale imbarazzo, il vice sceriffo
ha risposto che forse il motivo poteva essere
nella sporcizia che si era raccolta al di sotto
l'uomo. Dal canto suo, alla giornalista che
voleva ulteriori chiarimenti intorno alla natura
di tale sporcizia, l'aiutante del vice sceriffo
ha precisato che al di sotto dell'enorme massa
corporea, sulle pareti della vasca da bagno,
c'era spiaccicato un vero e proprio strato di
escrementi, gli escrementi di una settimana,
ha aggiunto. E sempre il vice sceriffo ha poi
concluso la sua dichiarazione dicendo che col
passare del tempo l'imbarazzo dell'uomo si attenuava
visibilmente, e poco prima che i vigili del
fuoco giungessero con l'argano e l'imbragatura,
l'uomo incastrato nella vasca ha avanzato delle
richieste. Che almeno qualcuno gli andasse a
prendere un Hamburger, avrebbe detto con tono
supplichevole.
Dormire
Ovidio
Sacchetti, dopo che era stato preso come fattorino
al municipio, appena finita la giornata di lavoro,
alle tre del pomeriggio, saliva in bicicletta
e si metteva a pedalare senza un dove. Aveva
fatto vent'un anni in ceramica, vicino ai forni
di cottura, e lavorare come fattorino al municipio
non gli sembrava nemmeno un lavoro.
La
sua non era una bicicletta da corsa, ma una
normale bicicletta da città, e Ovidio
Sacchetti pedalava nelle zone del centro poi
se ne andava da qualche parte in periferia,
a casaccio. I momenti che s'annoiava di pedalare
si fermava davanti a un bar, entrava e ordinava
un caffè, e se c'era la Gazzetta
dello Sport era a posto, si metteva seduto
a un tavolino e stava lì delle mezz'ore
a leggere.
Leggeva
tutto, rileggeva anche quello che aveva già
fatto in tempo a leggere la mattina, durante
l'orario di lavoro, quando per ingannare i tempi
morti della sua professione di fattorino, andava
nel bar sotto al Municipio e almeno ne approfittava
per informarsi.
I
pomeriggi che girava in bicicletta, dopo che
s'era stancato di un bar, tornava in sella e
via pedalare a più non posso, fino a
sera. Capace che faceva altre tappe, in qualche
altro bar, prima di tornare a casa, e ogni volta
ordinava un caffè. Se vedeva dei giornali
nuovi era contento. Avevano cominciato a mettere
sui tavolini dei giornali come il Corriere,
la Repubblica, la Stampa,
e se c'era uno di questi giornali la pausa si
faceva più lunga.
Alla
fine di una giornata, dopo che aveva pedalato
un bel po' e aveva letto di tutto, dopo che
era tornato a casa e dopo che aveva cenato,
quando la giornata era proprio completamente
finita e rimaneva solo di andare a letto, Ovidio
Sacchetti tutte le volte aveva da lottare con
lo stesso problema, dato che prima di andare
a letto era veramente stanco nei muscoli, a
forza di pedalare, e nella testa a forza di
leggere, ma appena andava a letto non c'era
verso di prendere sonno. Sarà colpa dei
caffè, pensava ogni sera, devo prenderne
meno, e invece il giorno dopo, quando entrava
in un bar non sapeva cosa prendere e allora
per poter stare lì a leggere il giornale
ordinava un caffè.
Ormai
andava a letto prevenuto, nervoso come una bestia
al momento di sdraiarsi, convinto che tanto,
nonostante la sua stanchezza, era tutto inutile.
Meglio un altro giro in bicicletta anziché
sdraiarsi, pensava. Ma non diceva niente alla
moglie, stava zitto e faceva le prove. Rimaneva
sdraiato un quarto d'ora, un quarto d'ora senza
chiudere occhio, passato a rivoltarsi tra le
lenzuola, poi si alzava di scatto. Adesso vado
a fare un giro in bicicletta, vedere se mi addormento,
diceva con rabbia. La moglie era già
mezzo addormentata ma sentiva le parole del
marito e si svegliava. Finiva che le metteva
addosso l'insonnia anche a lei, solo che la
moglie, la mattina dopo, aveva da alzarsi con
la prospettiva di passare tutto il giorno a
girare padelle e pentoloni nella cucina della
mensa.
Va
là deficiente, in bicicletta! era capace
di dirgli la moglie. Oppure, se rimaneva un
po' più nel sonno, quando lui la svegliava,
la moglie gli diceva qualcosa sotto forma di
consiglio. Ma va a prendere un Tavor e torna
subito a letto, diceva.
Una
sera che la moglie era caduta in un sonno profondo,
come se quel giorno si fosse riempita di fatica
fino all'orlo, quella sera Ovidio Sacchetti,
a sentirla dormire così bene, s'era innervosito
più del solito, e mentre s'è alzato
di colpo l'ha completamente scoperta, ci vediamo
poi domani, ha detto Ovidio Sacchetti scendendo
dal letto. La moglie s'è svegliata di
soprassalto e gli ha parlato improvvisamente.
E tornare in ceramica? Osvaldo, non sarebbe
meglio se torni in ceramica?
Quella
sera Ovidio Sacchetti ha strangolato la moglie
e s'è addormentato di fianco al cadavere.
La mattina dopo, quando ha visto la moglie ancora
a letto, l'ha scossa per il braccio, alzati,
che è tardi, ha detto il marito, ma la
moglie non si alzava. Allora Ovidio Sacchetti
ha acceso la luce e ha visto la faccia della
moglie contratta nella smorfia dell'orrore,
occhi aperti e bocca spalancata.
Subito
dopo l'arresto, davanti al magistrato che gli
chiedeva il perché dell'insano gesto,
Ovidio Sacchetti ha risposto con poche parole.
Mi ha chiamato Osvaldo, ha detto Ovidio Sacchetti
al magistrato, mi ha chiamato Osvaldo, però
quella sera, dopo che l'ho strangolata ho preso
sonno subito.
In forma splendida
Mio
suocero e lo zio di mia moglie sono stati chiamati
dalle autorità amministrative del cimitero
di Andrano, in provincia di Lecce, per assistere
alla riesumazione del cadavere del padre, morto
diciotto anni prima. I due, come sono venuto
a sapere da mia moglie, settantatre anni lo
zio e settantasette il suocero, dopo l'apertura
della bara, constatata la condizione delle ossa,
si sono sistemati per terra con una scopetta
da focolare e una vecchia spazzola per vestiti
e hanno provveduto a pulire accuratamente tutte
le ossa del padre, compreso il teschio. Durante
il lavoro, che hanno organizzato in serie, lo
zio con la scopetta per tirar via il grosso
e il suocero con la spazzola per lucidare, i
due hanno più volte apprezzato lo stato
di conservazione delle ossa, ma ogni volta,
quando si trattava di spazzolare un nuovo osso,
al momento di soppesarlo attentamente per esprimere
una stima, finivano in disaccordo. In particolare,
stando a mio padre, ha detto mia moglie, lo
zio tendeva a esagerare sempre di qualche etto.
Tu non sei giusto, ha detto mio suocero al fratello,
ti fai sempre condizionare il giudizio. Riguardo
la durezza si sono trovati invece completamente
d'accordo. Siamo sempre stati di razza dura,
ha detto lo zio al fratello mentre provava la
consistenza di un femore picchiandolo sul palmo
della mano sinistra. Al ritorno, dopo che le
ossa erano state disposte nell'ossario e nuovamente
murate, il padre di mia moglie aveva fretta
di arrivare a casa. Appena entrato, dopo essersi
lavato le mani, si è subito seduto a
tavola e si buttato a capofitto sul piatto fumante.
Mia suocera gli ha chiesto com'era andata, come
aveva trovato suo padre. In forma splendida,
ha risposto con la bocca piena di fagioli.