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ZIB II serie
 Fughe
 Filippo Muratori, disoccupato
  di Mario Valentini

Fotografia di Pino Musi

         Così, da questi quartieri, diceva tale Filippo Muratori, laureato e disoccupato, parlando ad alta voce con la sua fidanzata di certi programmi televisivi che raccontavano la guerra:

         "C'è quel giornalista. Come si chiama? Quello che mandano in mezzo alle guerre. Ma non proprio in mezzo alle guerre, perché non ci andrebbe in mezzo alle guerre. Vicino alle guerre, ma lontano dalle guerre. Dove le bombe non lo possono raggiungere. Ma lui si sente comunque in mezzo alle guerre e parla come uno che fa le guerre. Quello lì, come si chiama? Sembra uscito da un fotoromanzo. Quello che quando c'è un attentato sembra contento. Gli viene dentro l'eccitazione, quando c'è un attentato. Può dire che è stato in mezzo alle guerre, anche se non c'è stato. Come si chiama quel giornalista? Se ne sta chiuso in albergo. Si fa riprendere di fronte o di tre quarti nella sua camera d'albergo. Ci mette uno sfondo, dietro, secondo me, per far vedere che si trova nel centro di una città minacciata dalle guerre, in mezzo alle bombe. Ma non si trova in una città minacciata dalle guerre. Perché la guerra è oltre il confine e lui manco ci mette piede una volta oltre il confine. Se ne sta al di qua. Al di qua del confine, in una camera d'albergo e dice di essere in mezzo alle guerre. Ma non c'è in mezzo alle guerre, perché è oltre il confine. Come si chiama? Quello che si mette davanti a una telecamera e si fa riprendere di tre quarti? Quel giornalista abbronzato? Come si chiama? Quello che si mette la maschera antigas per fare vedere che è in mezzo alle guerre. Ma non è in mezzo alle guerre, perché la guerra è oltre il confine e lui se ne sta tranquillamente nella sua camera d'albergo. Quello che non ha mai messo piede fuori dalla sua camera d'albergo, come si chiama? Quello che dice di essere in mezzo alle guerre ma pare che parla dal giardino di casa sua? Si chiude in albergo con il cameraman. Quello che quando fanno il collegamento pare che ha appena finito di giocare a briscola, poi gli danno la linea e lui fa finta di essere in mezzo a mille attentati. Ma non è in mezzo a mille attentati, ha appena finito di farsi la doccia. Come si chiama quello lì? Quello che gioca a briscola tutto il tempo e poi copia i dispacci dei giornalisti della camera accanto, prima di fare il collegamento? Io quello non lo sopporto. Quello che pare su un trampolino di lancio. Un trampolino di lancio sulla strada del cinema. Quello che del giornalismo non gliene frega niente, vorrebbe fare il cinema. Come si chiama? Si mette di lato, così lo riprendono meglio, e ride, e intanto nelle zone di guerra, quelle vere, al di là del confine, non dove parla lui, la gente muore bombardata. Io quello non lo sopporto. Sta lì in albergo tutto il tempo a giocare a briscola con il cameraman. Fanno le battaglie navali per ingannare l'attesa. Si vede benissimo che hanno appena finito di fare il cruciverba, aspettando i collegamenti internazionali. Ma come si chiama quello lì? Quello con i denti bianchissimi, tutto abbronzato? Quello che si fa fare le riprese artistiche, dall'alto, in mezzo alla gente affamata che assalta i furgoni alimentari, per far vedere che è andato nei posti dove si muore di fame. Ma non ci è andato. Ci è andato solo una volta, oltre il confine, si è fatto fare due riprese dall'alto ed è tornato in albergo a giocare a briscola. Quello che ogni tanto scende in strada e poi torna subito in camera a farsi una doccia, come si chiama? Per ingannare l'attesa del collegamento prende il sole in balcone. Poi, al primo collegamento utile, è tutto abbronzato. Così spiana la strada per fare del cinema o i fotoromanzi. Si mette di lato, di tre quarti, per fare più figura con gli spettatori, fa vedere i denti bianchissimi e si fa riprendere così dal suo cameraman. Intanto il suo cameraman gli tira i pallini di carta, in diretta, per fare gli scherzi. Lui ride e quando finisce il collegamento finiscono la partita di briscola. Ma come si chiama quello lì? Faceva i fotoromanzi! Tocca il sedere alle hostess dell'albergo e gioca a tressette con il cameraman, tutto il giorno. Poi, quando gli danno il collegamento, fa capire che c'è l'allarme e si trova in pericolo. Beve del whisky nella hall dell'albergo e poi sale su a fare i collegamenti. Poi si mette le maschere antigas in diretta e fa sentire che c'è l'allarme. Per far capire che ha del coraggio, sta fermo. Dice "c'è l'allarme, dovrei scendere, ma starò fermo", e non scende. Fa tutto questo per fare la parte di quello che rischia la vita per l'informazione. Ma non rischia la vita per l'informazione. Gioca a briscola per l'informazione, si fa le docce per l'informazione e una volta alla settimana scende in strada a fare le riprese. Perché la guerra è oltre il confine e lui non c'è mai stato oltre il confine, ci sono altri colleghi oltre il confine, sotto il fuoco delle bombe. Che infatti non sono riposati come lui e dei morti sotto le bombe ne parlano, perché li hanno visti. Lui no, fa finta di essere in guerra e in effetti quando parla, parla come uno sta facendo la guerra, ma come uno che sta facendo la guerra dal giardino casa sua, o ai giardini pubblici, in gita domenicale. Come si chiama quello lì? Quello sciacallo dell'informazione! Che gli piace solo farsi inquadrare con gli effetti speciali in sottofondo e mettersi di tre quarti, per aprirsi la strada nel cinema. Quello che pare che è stato lui a comandare la guerra e ora sta lì nelle retrovie, lontano dal confine dove la gente viene ammazzata, a giocare a tressette con il cameraman. Come si chiama? Quello sciacallo dell'informazione che nella sua vita ha sempre sognato di fare Ben Hur! Di fare strada a cinecittà! Ma siccome a cinecittà non lo vogliono si è dato all'informazione e fa lo sciacallo in televisione! Io quello non lo sopporto! Gli piacciono gli effetti speciali e quando c'è un effetto speciale si mette la maschera, ma si vede benissimo che ha appena finito di prendere il sole in balcone. Come si chiama quel giornalista?"

         Questo diceva il laureato e disoccupato Muratori Filippo, commentando in privato le immagini televisive con la sua fidanzata, che lo ascoltava in silenzio senza sapere come fare a calmarlo.


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