Articoli di Claudio Morandini

NAZZANO family

Dipingo la vita!, mi dice l’anziana pittrice accogliendomi all’ingresso della sua personale. Io, di mio, non ci sarei entrato, nella saletta comunale in cui si esibiscono gli artisti del paese: ma la nipote dell’artista, mia collega un mucchio di anni fa, mi ha intercettato per la strada, e senza lasciarmi scampo mi ha invitato a [continua]

Giorgio Morandi, Nevicata

In città, un paio di mesi fa, in giornate improvvisamente già calde, una troupe televisiva riprendeva alcuni esterni per un serial poliziesco tratto da una serie di gialli di successo e ambientato, pensa te, proprio qui: spostavano insegne, spargevano neve artificiale sulle aiole, facevano indossare cappotti un po’ a tutti, cose così – e tutto [continua]

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Chi ha in mente i grandiosi barboni di Parigi, che bloccano il traffico urlando della fine del mondo, viaggiano come signori in carrozze del métro che la loro puzza prodigiosa ha svuotato, si trascinano dietro quintali di pattume che hanno raccolto con sussiego negli angoli delle vie più alla moda, giudicherà modesto il personaggio di [continua]

Fotografia di Andrea Repetto

L’amico scrittore venuto qui a riposare dalle beghe cittadine, dalle polemiche, dai livori della metropoli si aggira i primi giorni con il sorriso beato, le narici dilatate a inspirare l’aria che lui reputa fresca e incontaminata, le orecchie tese a cogliere il silenzio. Lo conduco apposta in quartierini tranquilli, per compiacerlo, lontano dal traffico che [continua]

Soliti7

Questa volta valico i confini della valle in cui mi trovo a vivere, ma invece di prendere l’auto e scivolare lungo la tratta autostradale più cara d’Italia, o prendere il treno e perdermi nella tratta ferroviaria più lenta d’Europa, mi lascerò trasportare dai libri. Ecco, “Il delta” di Kurt Lanthaler (Alphabeta edizioni, 2016) è il [continua]

Mario Lanzione, Abissi cosmici

Per molti, dalle mie parti, i segni misteriosi che sembrano rimandare a chissà quali arcani sono quasi una fissazione: i fossili sui gradini delle scale, per esempio, quegli spessi punti interrogativi su ciò che è accaduto in ere remote, o certi sbreghi sui muri che sembrano sagome umane disegnate da un bambino o da un [continua]

Giardino

Tocca stavolta ai pensionati che finalmente liberi e in piedi, dopo essere stati seduti in ufficio per decenni, prendono in affitto un ritaglio di terra in montagna e ci piantano le patate. Hanno aspettato per tutto l’inverno, il naso appiccicato alla finestra, e finalmente, quando arriva la primavera, senza nemmeno salutare salgono sull’utilitaria con tutto [continua]

Teschio

Da qualche giorno è in libreria il nuovo libro di Claudio Morandini, Neve, cane, piede (Exorma edizioni). L’autore ha offerto a ZIBALDONI un capitolo inedito del romanzo, presentato qui con una riflessione introduttiva.

Trovo una bella (cioè inquietante) trasposizione della vita in provincia nell’ultimo romanzo del belga Bernard Quiriny, “Le village évanoui”, che ho letto nell’edizione francese pubblicata da Flammarion nel 2013 (immagino che qualche editore italiano prima o poi lo farà tradurre). Una immaginaria ma credibilissima cittadina nel bel mezzo della provincia francese, Châtillon-en-Bierre, quieta fino alla [continua]

Francesco Lauretta, Idola, olio su tela, 1998

Visto che mi avanza qualche ora e stare in casa mi deprime, metto la giacca ed esco in cerca di Madonne. Non è difficile scovarne: la città ne è piena. C’è da chiedersi perché: capisco le figure sacre nelle cappelle dei crocicchi di montagna, là dove la vita un tempo era più dura e grama, [continua]

Grandville spettacolo

Meritano il nostro pieno rispetto le compagnie teatrali che battono tutte le province più lontane d’Italia con i loro Goldoni, i Verga, i Pirandello, le Aulularie, le riduzioni da Manzoni, i soliti titoli insomma, davanti a scolaresche che magari non sono mai state a teatro e il teatro non sanno cosa sia e ci si [continua]

MONRADINI LATTARICO

Conversazione con Jean-Francois Lattarico, professore di Letteratura italiana presso l’Université Jean Moulin – Lyon 3, che si interessa da sempre di letteratura e melodramma dei secoli XVII e XVIII. Suo campo d’indagine privilegiato è il Barocco italiano.

Francesco Lauretta, Tutto quello che puoi è niente, olio su tela, cm. 149x216, 2007

Ieri, fino a tarda sera, gli operai del Comune hanno piazzato gli altoparlanti sui balconi lungo la via centrale, poi hanno tirato cavi tra un altoparlante e l’altro, poi hanno fatto una o due prove audio. Gli altoparlanti funzionavano benissimo, come ho potuto constatare anch’io dal mio letto. Non è una sorpresa: da tempo so [continua]

Benedetto pessimismo   Accompagno in giro per la città l’amica scrittrice di sofisticata tormentosità, che stasera presenterà un suo libro recente in un caffè libreria del centro. Si fa presto a finire il giro: cento metri a destra, e la strada si perde in una periferia di nessun interesse; altri cento metri nell’altra direzione, e [continua]

Walker Evans Passengers, 1938

Un romanzo da noi poco conosciuto di Charles-Ferdinand Ramuz, Si le soleil ne revenait pas (Se non tornasse il sole, del 1937; in Italia non lo si vede da una lontana edizione Jaca Book del 1982) racconta di una piccola comunità di montagna che per sei mesi l’anno rimane all’ombra, in un villaggio incassato tra [continua]