Articoli di Gianvittorio Randaccio

RANDACCIO Quarto

Welcome to Quarto, ti saluta un graffito colorato alla rotonda che porta in via Eritrea, appena sceso dal ponte Palizzi. Tu sei in macchina, ma pensi che se avessi preso la 57, adesso magari saresti seduto e tranquillo, a osservare la gente che si muove spedita da Quarto Oggiaro verso il centro, mentre tu faresti [continua]

RANDACCIO Sempione

A Milano, in pieno centro, chiusa tra il Castello Sforzesco e l’Arco della Pace, c’è una città nella città, fatta di alberi, foglie, panchine e laghetti: è il parco Sempione. Ogni città che si rispetti, per quanto strana, ha anche delle strade, e il parco Sempione ha tutte le carte in regola per non sfigurare: [continua]

RANDACCIO Borgese

Piccolo inventario di cose, persone, esercizi commerciali presenti e assenti a Milano, in via G.A. Borgese, scrittore, 1882-1952, stilato durante e dopo brevi osservazioni tra il settembre e il dicembre 2012.   Cose –          Un tavolino di plastica blu con due sedie ugualmente blu su un balcone del primo piano del palazzo all’inizio della via, [continua]

RANDACCIO Gadda

Se uno è a Milano e si trova a fare un giro in zona Sempione, poco distante dall’Arena, deve essere proprio attento per capire, a un certo punto dei suoi spostamenti, che è capitato in Largo Gadda: in effetti, e lo dico per esperienza diretta, basta chiedere alle vecchine che chiacchierano sulle panchine di piazza [continua]

RANDACCIO Vie

Bianciardi e Mastronardi: vendesi. No agenzie. Sembra uno strano scherzo del destino quello che accomuna Luciano Bianciardi e Lucio Mastronardi nello stradario di Milano. Sradicati, poco compresi e un po’ emarginati nella loro vita di uomini e scrittori, adesso lo sono anche in quella di titolari di strade nella città che li ha ospitati per [continua]

Randaccio PENSIERI

I “pensieri di confine” sono quei pensieri che stanno ai bordi di altri pensieri e che non riescono a entrare all’interno della superficie pensierosa, rimanendo così in una situazione ibrida e collocandosi là dove si possono solo intuire o al massimo intravedere, ma mai cogliere del tutto e fare propri come gli altri. A volte [continua]