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Leopardi e il mistero della scrittura cinese

Finalmente il primo volume della collana “Bazar”. A partire da un excursus all’interno dello “Zibaldone”, Paolo Morelli scrive un testo fresco e attuale su uno dei tanti percorsi inconsueti e originali del pensiero poetante leopardiano, che potrebbe ben costituire un emblema di tutta l’opera del poeta recanatese.

«Della Cina di oggi tutti sanno che è un problema, tutti intuiscono la sua forza e la pericolosità per i cosiddetti equilibri, per niente solo economici, del nostro mondo comunque ancora in auge, dicono. Ora immergendoci nelle investigazioni leopardiane possiamo risalire a sorgenti insolite che, se non spiegano, almeno avvalorano o preconizzano un futuro in cui ci sarà poco da fare per la sofisticata e fragile mentalità europea e occidentale. Un ciclone o un effetto sismico di potenza, quella sì, difficilmente immaginabile si abbatterà sulle già compromesse certezze di questa parte di mondo e, preceduto e accompagnato dai venti economici e finanziari cambierà per sempre simmetrie ed equilibri consolidati da millenni. Ma non si tratta certamente di una profezia, solo di una delle premesse a un discorso più vasto, che può includere anche insegnamenti e àncore di salvataggio».


Mosso dalla convinzione fantastica che tutto il mondo si possa toccare attraverso lo studio delle parole che vi scorrono, Giacomo Leopardi, a partire dal 1821, comincia a studiare la scrittura cinese. La sua tesi è che, dopo l’introduzione della scrittura dipinta o geroglifica, l’uomo aveva conservato ancora la sua natura primitiva, ma che con l’invenzione della scrittura in cifre aveva rapidamente fatto progressi nel senso dell’artificiosità. Invece si trova di fronte una civiltà allo stesso tempo vetusta e ricca, ma che conserva la sua scrittura primigenia, con ininfluenti variazioni. A partire da un excursus all’interno dello “Zibaldone”, Paolo Morelli scrive un saggio fresco e attuale su uno dei tanti percorsi inconsueti e originali del pensiero poetante leopardiano, che potrebbe ben costituire un emblema di tutta l’opera del poeta recanatese.


Paolo Morelli è nato e vive a Roma. Tra gli altri, ha pubblicato Vademecum per perdersi in montagna (Nottetempo, 2003); Er Ciuanghezzù (Nottetempo, 2004); Caccia al cristo (DeriveApprodi, 2010); Il trasloco (Nottetempo, 2010). È nell'antologia Narratori degli anni zero (a cura di A. Cortellessa, Ponte Sisto ed. 2012). Da anni studia la lingua e la cultura cinese. Ha tradotto Pseudo-Omero, Zhuang Zi, Lao Zi, Poe, Rabelais (Predizioni pantagrueline per l’anno perpetuo, Ed. di passaggio, 2012). Come performer ha curato gli spettacoli Animali Parlanti, A passo di Walser, Jazzcéline e Parentele Fantastiche. Del 2013 è Racconto del fiume Sangro (Quodlibet).

Price(EUR): €2.99

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