| Per
fare del deserto un giardino
di Enrico De Vivo
e Gianluca Virgilio
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"Bisogna
avere alla mente che il conflitto
è comune ad ambo le parti
e giustizia è contesa, e
tutto accade seguendo la legge della
contesa e della necessità"
|
| (Eraclito,
fr. 15) |
Noi
partiamo da una considerazione molto semplice
riguardante lo stato della letteratura contemporanea.
Essa, come tutte le altre attività
intellettuali e scientifiche, è prostituita
al mercato in un modo addirittura inverecondo.
Nella piccola come nella grande editoria
si aggira un branco di lenoni che mediano,
consigliano, indirizzano secondo i loro
interessi e gli interessi dei loro capi
il mercato delle idee e dei libri. Sono
i sensali del richiamo all'ordine, i magnaccia
della falsa letteratura, questo nuovo oppio
da somministrare ad un lettore sonnolento,
inteso ad un piacere pagato al prezzo di
copertina. La genìa dei mediatori,
esponendo nelle vetrine delle librerie,
addobbate e pittate come tante prostitute,
le copertine dei titoli più seducenti,
propagandando su rotocalchi più o
meno specialistici soltanto i "prodotti
giusti", sta distruggendo ogni possibilità
di ricerca e di innovazione. Contro questa
masnada di furfanti, per dirla con Dante,
"rispondere si vorrebbe
non con le parole ma col coltello a tanta
bestialitade".
Con
questo stato d'animo, dunque, inauguriamo
la nuova pagina collegata alla rivista Zibaldoni
e altre meraviglie. Sentiamo, infatti,
la necessità di avviare una franca
discussione, aprendo il presente spazio
a interventi di polemica che siano contro
lo status quo non solo del "mondo letterario",
ma anche dei meccanismi subdoli che regolano
il mondo culturale in genere. Non vogliamo
ridurre, quindi, il nostro discorso avversativo
a una rivendicazione di "poetiche"
o di "posizioni intellettuali".
Ci interessa, in Col coltello,
segnalare il punto medio in cui la letteratura
viene a contatto con il mondo che la esprime,
l'apertura lungo la quale dalla lettura
di un libro o dalla visione di un film riusciamo
a intravedere meglio il mondo nel quale
viviamo. In poche parole, dalle polemiche
che allestiremo in questo spazio, anche
grazie alla partecipazione dei lettori,
di quanti vorranno offrirci il loro contributo,
ci aspettiamo di capire che cosa dobbiamo
farcene dei libri e della cultura. Se ancora
possiamo farcene qualcosa!
A
partire da queste considerazioni, è
necessario secondo noi fondare una discussione
sulla letteratura di oggi, su quello che
vogliamo e su quello che facciamo. La comunità
avvenire, la scrittura zibaldoniana,
l'uso del web in funzione letteraria, il
boicottaggio della comunità
data, questi sono i temi che
vogliamo porre all'ordine del giorno in
Col coltello, nell'attesa
che ogni opera riacquisti finalmente la
sua vera dimensione comunitaria. Agli scrittori
in via preliminare diciamo: abbandonate
il vostro orto in mezzo al deserto e lavorate
con noi per fare del deserto un giardino!
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"Il
conflitto è padre di tutte
le cose e di tutte è re;
e gli uni fece dei, gli altri uomini:
gli uni servi, gli altri liberi" |
| (Eraclito,
fr. 14) |
In
giro esistono libri seri e posizioni intellettuali
vive che si contrappongono allo sfacelo
o perlomeno cercano e propongono soluzioni
ai problemi della nostra età. È
nostra intenzione farci carico della responsabilità
di parlare di tali libri e di accogliere
tali posizioni radicali, e di concedere
loro lo spazio che spesso immeritatamente
viene loro sottratto. Col coltello
sarà il link della polemica pura,
in senso eracliteo, della polemica che fa
intravedere l'armonia, la quale
non appartiene mai a questo mondo:
armonia discorde... ; e sarà anche
lo spazio, dunque, in cui i libri che meritano
la considerazione del lettore riceveranno
il giusto riconoscimento che spetta ad essi.
Partiremo,
tra qualche settimana, con un articolo di
Carla Benedetti, che ci sembra sintetizzi
bene tutte le questioni che ci interessa
porre in questo spazio; in particolare,
Benedetti affronterà il problema
dei "mediatori culturali" e degli
addentellati infiniti della società
dello spettacolo e della "incomunicazione
globale".
Vorremmo
che il link Col coltello
costituisse la faccia dinamica e mondana
del nostro lavoro zibaldoniano. Vi raccoglieremo
articoli, interventi, recensioni a libri
che ci sembrano interessanti, anche da altre
riviste, da altri giornali e siti, con l'unico
scopo di mettere idee vive a confronto e
in "polemos". Chiunque volesse
intervenire, naturalmente sarà liberissimo
di scriverci. Non diciamo che siamo aperti
a tutti perché non è in questi
termini che va posta la questione. Noi siamo
aperti a tutti coloro che vogliano o possano
dare nuova linfa al "polemos",
anche non essendo d'accordo con noi, ma
soltanto con lo spirito che ci anima. Potete
scriverci al solito indirizzo: info@zibaldoni.it.
Questo
link non sarà aggiornato a scadenza
fissa, trimestralmente, come invece continuerà
ad uscire la rivista Zibaldoni e altre
meraviglie. Diamo a questo spazio una
cadenza più libera, sciolta e dinamica,
aderente ai ritmi della nostra
attualità. Aggiorneremo Col
coltello, dunque, ogni qual volta
lo riterremo necessario, sia per dare espressione
a una nostra esigenza di discussione sia
per venire incontro a quanti vorranno fornirci
le loro sollecitazioni e le loro opinioni.
Daremo avviso della pubblicazione di nuovi
testi con una mail a tutti i nostri amici,
ovvero a coloro che faranno richiesta di
essere inseriti nella nostra mailing list
(scrivendoci sempre a info@zibaldoni.it).
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