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Fantasticare
sui popoli
 
Gino
... è sempre possibile scappare
"tra le corna" del dilemma

Enzo Melandri

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  Per Robert Walser/ 5

18 dicembre 2005  

La singolare felicità del metodo della matita
Note a proposito della micrografia di Walser
di Werner Morlang

        Quando fu possibile, nell'ottobre 1957, dieci mesi dopo la morte di Walser, al pubblico senza dubbio ristretto al quale la cosa poteva interessare, gettare uno sguardo su un manoscritto dell'ultimo periodo di attività di Walser, immediatamente un'aura di stravaganza e di mistero aleggiò intorno a questa minuscola scrittura.

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  Un altro Novellino/ 1

5 dicembre 2005  

Un altro Novellino
di Enrico De Vivo

        Questo libro contiene innumerevoli storie piacevoli ed esemplari. Vi si ascoltano parlate fiorite, vi si narrano alte cortesie; vi si registrano stupefacenti saggezze, immense virtù e generosi doni, così come li facevano nel tempo passato molti uomini veramente nobili - così come oggi quasi nessuno fa più.

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  Per Robert Walser/ 4

21 novembre 2005  

Guardando attraverso la lente
Esperienze di un decifratore
di Bernhard Echte

        "Guardando attraverso la lente. Esperienze di un decifratore", è questo il titolo del modesto contributo che presento nell'ambito dell'iniziativa bolognese. Ma non voglio fare giri di parole; preferisco entrare subito in argomento e dirvi che l'esperienza fondamentale del decifratore Echte è stata quella dell'errore. Per dirla con Franz Hessel, 'Gli errori degli amanti'; anche così avrei potuto intitolare questa mia relazione.



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  Fantasticare sui popoli/ 17

18 novembre 2005  

Idee per un Almanacco del viaggiatore
di Gianni Celati

        È da tanto tempo che avevo per la testa l'idea d'un Almanacco del viaggiatore (formato tascabile, per viaggianti attuali) rivolto a:
        1) tracciare una figurazione del viaggio antitetica a quella del turismo attuale (usando "Le voyage" di Baudelaire come una specie di codificazione di partenza);

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14 novembre 2005  

Don Chisciotte
di Antonio Prete

        Don Chisciotte è il desiderio che attraversa il mondo, i suoi ostacoli. Un desiderio che si rafforza ad ogni negazione, si conferma in ogni delusione. Don Chisciotte è anche l'imitazione assidua, meticolosa, ossessiva di un modello: la cavalleria, come è stata vissuta da Amadigi di Gaula.

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  Per Robert Walser/ 3

7 novembre 2005  

Come reimparai a scrivere
di Robert Walser

       Caro, stimatissimo dottor Rychner,
       Le restituisco senza indugio in allegato la correzione (in precedenza del tutto arbitrariamente tenevo per me le correzioni; ora come vede, non più). Mi concedo alcune osservazioni a costo di venire considerato da Sua eccellenza un chiacchierone.


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3 novembre 2005  

Ma io dialogo con Tondelli per andare oltre il passato
di Enrico Palandri

       Caro Belpoliti, ti rispondo attraverso "Zibaldoni e altre meraviglie", che ha sollecitato una mia risposta al tuo articolo dal titolo "Riconoscersi in Tondelli non è fare generazione".
       La recensione coglie alcuni punti, da un'angolazione diversa e simmetrica alla mia, su cui credo valga la pena insistere. Io dico:
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31 ottobre 2005  

Riconoscersi in Tondelli non è fare generazione
di Marco Belpoliti

       Esiste una "generazione-Tondelli"? Per Enrico Palandri, scrittore, autore venticinque anni fa di un libro fulminante, "Boccalone", la risposta è positiva. Egli rivendica non solo l'appartenenza a quella generazione, ma se ne fa anche il portabandiera. Il libro che ha scritto, "Pier", è una sorta di autobiografia che vuole essere nel medesimo tempo una riflessione su Tondelli e sulla sua eredità.
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  Per Robert Walser/ 2

24 ottobre 2005  

Robert Walser, l'invisibile
di Mattia Mantovani

       Robert Walser è stato un poeta nascosto e invisibile: il suo nascondimento e la sua invisibilità si sono verificati in vari modi e su vari piani, coinvolgendo la persona, l'opera e la scrittura (o meglio la grafia).


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20 ottobre 2005  

Passi di fine inverno
di Rocco Brindisi

       Non lo vedevo da più di dieci anni. Si era trasferito a Firenze con la madre e il fratello. Mi ricordai di lui dopo essere scappato dal cinema dove mi ero rifugiato per trovare un po' di compagnia: mezz'ora di un film americano con Dom De Louise, un comico che fa la parte di un operaio innamorato della pastasciutta: non ho mai sopportato le storie, la parlata, il doppiaggio degli italiani d'America.
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17 ottobre 2005  

Diario del mio trasferimento
(Giugno-settembre 2002)
di Gianluca Virgilio

        Giugno. In questi giorni sto esaminando i miei ragazzi di quinta. È l'ultimo incarico al Nord. Il ministero, difatti, mi ha trasferito, su mia richiesta, in un istituto vicino a casa, a più di mille chilometri dalla sede in cui ora mi trovo: da Zogno in Val Brembana a Casarano nel Salento.
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