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9 maggio 2005  

Michele Kolhaas
Heinrich Von Kleist riassunto da Enrico De Vivo

        Verso la metà del XVI secolo, in Sassonia, in un piccolo villaggio, vive il mercante di cavalli Michele Kolhaas. Un giorno deve recarsi a Vittenberga per vendere dei cavalli e si trova a passare per le terre del signore di Tronka, proprietario di un castello, il quale lo obbliga a lasciargli in pegno del suo passaggio sulle sue terre due dei morelli che Kolhaas sta trasportando al mercato.

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6 maggio 2005  

Gino/ 26
di Francesca Andreini

Dall'alba fino a Siena

        Le dita rosa dell'alba spingevano in su il buio.
Striscia luminosissima e strinta, poi sempre più larga e chiara.

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  Fantasticare sui popoli/ 8

3 maggio 2005  

Altrove
di Henri Michaux

        Altrove (Quodlibet, 2005) è una delle opere più felici di tutto questo secolo. Pubblicato nel 1948, in quasi sessant'anni ha preso sempre più sapore, ed è diventato un libro senza tempo, come a pochi succede. Descrive paesi immaginari, come quelli evocati da antichi cronisti, da antichi viaggiatori fantastici.

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Primo maggio 2005  

Ma se fosse mai possibile...
di Antonio Ranieri

        La terra basta a nutrire assai più uomini, che non sono i seicento milioni che ora la calpestano. Ma se fosse mai possibile ad un uomo solo d'appropriarsela veramente tutta, quell'uomo solo vivrebbe, e i seicento milioni morrebbero tutti di fame. Di veramente infelici, di veramente mancanti delle cose necessarie alla vita, potrebbe non esserne né anche uno solo sulla terra.

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28 aprile 2005  

E dico la fine
di Laura Mauriello

I hide myself within my flower,
That fading from your Vase
You, unsuspecting, feel for me -
Almost a loneliness

Emily Dickinson 

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25 aprile 2005  

Il 25 aprile
di Ivan Levrini

        Il giorno che ho conosciuto la Katia Buraschi doveva esserci la solita sfilata coi gonfaloni comunali, i drappi delle medaglie d'oro alla resistenza, i vecchi dell'ANPI in prima fila e la banda che suona le canzoni partigiane come Bella ciao e Fischia il vento.

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  Fantasticare sui popoli/ 7

20 aprile 2005  

Gulliver l'antropologo
di Gianni Celati

        1. La leggenda della pazzia swiftiana

        Quando il reverendo dottor Jonathan Swift, decano nella cattedrale di San Patrizio a Dublino, completa la stesura dei Viaggi di Gulliver, ha ormai superato la cinquantina ed è in disgrazia politica. Vive in esilio e isolamento nella tristissima Irlanda di allora, per giunta afflitto da una labirintite cronica che lo lascia urlante e istupidito per giorni interi.

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18 aprile 2005  

Poesie scritte a Londra
di Davide Racca

Doppio ritratto

Il mio sguardo lucido
è finito nella tua luna opaca
dietro grate di una finestra
di ottobre.

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14 aprile 2005  

Il lupo di Dossena
di Gianluca Virgilio

        Accadde un sabato pomeriggio di alcuni anni fa, alle ore 16.30. Già il piccolo paese di Dossena era avvolto nelle prime tenebre della sera, il ghiaccio lo stringeva nella sua morsa, e tutti i camini fumavano, quando all'improvviso, negli interni riscaldati delle case, alcuni abitanti udirono un ululato lungo e profondo, che per molto tempo, dopo quella sera, sarebbe rimasto impresso nelle orecchie e nella memoria della gente.

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12 aprile 2005  

Gino/ 25
di Francesca Andreini

Via

        Gino non voleva guardare. Ficcò la faccia sul petto senza seno della Sara e lì cercò di dimenticare, anche solo per un istante, che stava per morire.

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8 aprile 2005  

Fa' presto, Padre
di Costantino Simonelli

        Non mi fraintendete, vi prego. Questo che vi dico vuole evitare solo la semplificazione. Ed è probabile che semplificando complicatamente, a mia volta, l'alimenti.
        Si sa che a Tor Vergata la mattina dopo la "Giornata della Gioventù", quelli che ripulirono i prati raccolsero, con i debiti attrezzi per la rimozione, centinaia e centinaia di preservativi.

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4 aprile 2005  

Tutti i poeti sono in esilio
di Antonio Prete

        Dal 10 al 12 marzo 2005 si è tenuto a Roma, presso l'Università "La Sapienza", un Convegno di studi sul tema dell'esilio, della migrazione e del "dispatrio", organizzato da Silvia Tatti e Franca Sinopoli in collaborazione con il Dipartimento di Letteratura italiana.
Riportiamo la relazione di Antonio Prete.

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  Fantasticare sui popoli/ 6

1 aprile 2005  

La morale, un fenomeno animalesco
Tre aforismi da Aurora
di Friedrich Nietzsche

        16. Principio primo della civiltà. Esiste presso i popoli incolti un genere di costumanze, la cui mira sembra essere il costume in generale: prescrizioni meticolose e in fondo superflue (come per esempio quelle in uso tra i Camciadali, di non raschiare mai con il coltello la neve dalle scarpe, di non infilzare mai un carbone con il coltello, di non mettere mai un ferro nel fuoco, altrimenti la morte raggiungerà colui che agisce in dispregio a queste cose), che purtuttavia mantengono continuamente nella coscienza la continua vicinanza del costume, l'ininterrotta costrizione a praticare il costume medesimo; per rafforzare il grande principio con cui comincia la civiltà: un costume qualsiasi è meglio che l'assenza di costumi.

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