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| 19
febbraio 2005 |
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Memoria
di uno sconvolgimento antico
di
Laura Mauriello
Caro
Enrico,
mi
soffermo brevemente (ma anche: seriamente,
tragicamente, al limite dell'addio) sulle
implicazioni che riguardano non
tanto lo scrivere (il mio men che meno:
leggo assaissimo, scrivo pochissimo), quanto
l'altro o gli altri per cui si scrive, o
meglio quel sentimento dell'altro in sé,
lavorante e trasformativo, che lubrifica
"a chiacchiere" il motore dell'oblio,
l'altro o gli altri per cui si scrive non
essendo che l'altro o gli altri in cui sparire,
disseminarsi dissolversi andare a morire.
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| Fantasticare
sui popoli/ 1 |
16
febbraio 2005 |
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L'ultima
favola
di
Enrico De Vivo
Zibaldoni
e altre meraviglie inaugura
con questo testo una sezione
speciale dedicata al tema
del Fantasticare sui popoli.
Seguiranno interventi, racconti e saggi
inediti di Antonio Prete, Gianni Celati
e altri, nonché adattamenti significativi
dalle opere di Giacomo Leopardi e Giambattista
Vico.
I
lettori interessati a partecipare al dibattito
possono far pervenire i loro interventi
al solito indirizzo: info@zibaldoni.it.
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| 13
febbraio 2005 |
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Gino/
21
di
Francesca Andreini
Riprendiamo,
a partire da oggi e dal Capitolo
Ventunesimo, la pubblicazione
di Gino, il romanzo
inedito di Francesca Andreini. Chi volesse
leggere i capitoli precedenti, può
cercare negli Archivi
(per Autore o per Titolo)
della prima serie di Zibaldoni
e altre meraviglie.
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| 10
febbraio 2005 |
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Lucania
di Franco Arminio
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1
siamo nei pressi di tricarico
il paese di scotellaro.
in cielo c'è un falco
gli alberi sono tranquilli e distanti. |
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| 7
febbraio 2005 |
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Giacomo
Leopardi e la luna salentina
di
Antonio Prete
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Il
26 novembre 2004, alle ore 11.00,
nell'Auditorium-Biblioteca del Liceo
Scientifico Statale Antonio
Vallone di Galatina, Antonio
Prete ha tenuto una relazione su
Giacomo Leopardi davanti ad una
affollata platea di studenti liceali.
Ne pubblichiamo il testo, sbobinato
da Roberta Marra, studentessa del
Liceo Scientifico di Galatina, e
rivisto dall'autore. Il titolo è
redazionale. |
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| 4
febbraio 2005 |
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Una
lunga fedeltà
di
Gianluca Virgilio
Ci sono scrittori che accompagnano la
nostra vita, divenendo tacite guide dei
nostri giudizi e comportamenti, a cui
rimaniamo fedeli non per assuefazione,
bensì per un desiderio di conoscenza
che sembra continuamente alimentato dal
nostro rapporto con loro. Se non aprissimo
più le pagine di certi libri, non
tradiremmo questi scrittori-guida, tradiremmo
noi stessi, dimenticheremmo quello che
siamo e non sapremmo più orientarci
nella vita.
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| 1
febbraio 2005 |
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La
marchesa accomodata
di
Mili Romano
Per preparare la marmellata di cotogne
secondo la ricetta della bisnonna Cucù
ci vuole:
- cotogno grattugiato, chilo uno
- zucchero etti 300/400
e poi si procede così: si sbolliscono
i cotogni, non troppo cotti. Quando sono
al punto giusto si mettono a raffreddare
e si grattugiano, dopo grattugiati si
passano nel crivello per venire più
fini e si mescolano allo zucchero facendoli
bollire ancora quanto basta finché
diventano di un rosso dorato.
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| 30
gennaio 2005 |
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Una
furbata
di
Angelo De Vivo
"È
tutto a posto signor Manzione, buon viaggio".
Gennaro
sorrise e ringraziò.
Il
sole splendeva in quella giornata di settembre,
uguale a tante altre giornate di settembre,
nella grigia città dove viveva
e lavorava, lavorava e viveva.
"Le
notizie non sono buone, Gennaro".
Questo aveva detto il dottore.
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| 27
gennaio 2005 |
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Mortadella
di
Rocco Brindisi
A
dieci faceva l'aiuto sacrestano a San
Michele, lo sguardo svanito di un santo
delle figurine, ma con il naso lungo,
plebeo, che sembrava appiccato con lo
sputo, così come sembravano incollati
i capelli, le orecchie e l'anima. Si mangiava
pure le parole, a ragione di una fame
arretrata, non faceva mai mancare il carbone
acceso nell'incensiere, spegneva le candele
con la grazia che ci metteva l'Angelo
a soffiare sopra le stelle quando faceva
giorno, perché non facesse una
brutta figura il sole.
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24 gennaio 2005 |
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Er Ciuanghezzú
di Paolo Morelli
Zhuang Zi (o Chuang Tzu, come si scriveva una volta, o Ciuanghezzù, come qui romanescamente viene tradotto), è l'intestatario del secondo grande libro del taoismo, che risale a 2500 anni fa. Questo libro porta in sé una filosofia comica, per mostrarci la nostra alienazione quotidiana a tutti i "si dice", "si fa così", "si deve pensare così" - fino a perderci nel mare delle parole astratte, che ci rendono tanto più imbecilli quanto più si crede d'essere sapienti.
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21 gennaio 2005 |
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Piccolo tributo a un posto
in cui mi è capitato di vivere/ 2
di Giorgio Messori
Insomma non so ancora dire se amare Khiva oppure no, perché una certa rigidità funeraria ti entra comunque nelle ossa e nel cervello. E certo che se poi da Khiva si arriva a Bukhara sembra proprio di passare da un medio evo lugubre, barbarico, a un rinascimento dolce e luminoso, perché si rimane immediatamente colpiti dalla vivibilità e vivacità di Bukhara, dal piacere di passeggiare in una città dove anche di sera molti girano in bicicletta, come in un antico borgo italiano.
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18 gennaio 2005 |
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Piccolo tributo a un posto
in cui mi è capitato di vivere/ 1
di Giorgio Messori
Quando ho fatto un concorso a Roma per insegnare all’estero, un concorso che per certi versi è stato perfino umiliante, almeno per quel che riguarda l’esame orale che è stato davvero ridicolo, agli occhi di un osservatore esterno, e per me appunto umiliante perché mi son trovato ad essere trattato come neanche mi era mai successo alle scuole elementari, con delle domande astruse dove dovevo indovinare delle risposte...
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15 gennaio 2005 |
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Per un ritorno dell'analfabetismo
di Enrico De Vivo
Io credo che bisogna ripensare a tutta la questione di come
si impara a scrivere quando si è bambini, e a quel passaggio
che compiamo prima di arrivare alla lettura silenziosa,
cioè la lettura sillabando con la voce le parole scritte,
e quindi riflettere su quando si rompe quel filo
che collega la voce alla scrittura.
Gianni Celati
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