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12 gennaio 2005  

C’è verità solo nei fenomeni
di Mattia Mantovani

        Un uomo, dopo aver letto più e più volte un romanzo apparso postumo di un grande scrittore francese, si mise in testa che c’è verità solo nei fenomeni e da quel momento in poi osservò le cose del mondo per trovare una conferma della propria convinzione.
        Si mise insomma a studiare gli eventi che accadono, nel senso che studiava i fenomeni del mondo e le reazioni morali che gli esseri umani avevano nei confronti dei fenomeni stessi.
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9 gennaio 2005  

Il desiderio
di Antonio Prete

        Tu che mi leggi, non t’è mai successo di stare davanti ai tuoi ricordi come davanti a un sogno che vorresti raccontare e non sai però quali sono le cose da dire e quelle da non dire, perché queste ultime forse appartengono non proprio al sogno com’era ma ai suoi contorni, o al pensiero del sogno che t’è venuto dopo?
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6 gennaio 2005  

Bevendo acqua
di Cosimo Bizzarri

        Dopo l’operazione mi han fatto passare dalla sala operatoria al room postoperatorio attraverso una specie di montacarichi. Il room postoperatorio tutti lo chiamano solo room ed è un posto tutto asettico con delle stanze da tre letti con i muri azzurrini e ci vanno quelli appena operati perché devono stare in situazione di massimo riposo e igiene. Infatti i parenti ti possono venire a trovare solo un’ora al giorno e tutti bardati con una tutina e una cuffia.

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3 gennaio 2005  

Lu ruttu de la vora
di Gianluca Virgilio

        La cosa più bella che ti possa capitare dopo tre giorni di pioggia battente è svegliarti in un mattino di domenica, che sai di non dover andare a scuola e puoi uscire e andare dove ti pare. Giulia, appena le ho proposto di andare a visitare i laghetti che si erano formati nelle campagne qui intorno, con gli occhi ancora chiusi ha detto che si sarebbe vestita in un battibaleno, e così è stato. Nella sua mente si deve essere verificata come una inondazione che l’ha svegliata di colpo, lei che ogni mattina deve essere tirata giù dal letto con mille stratagemmi e precauzioni.

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30 dicembre 2004  

Tsunami
di Gianni Celati

        Il dottore si sveglia quando arrivano sul litorale. Trema, poi si drizza sul sedile: “Guarda, guarda!”. Indica degli uomini là sul molto vicino al frangiflutti, mentre i cavalloni si levano sopra di loro, alti e bianchi. Anche l’amico li vede. In distanza sembrano sfollati, forse disoccupati, forse solo sfaccendati girovaghi. Tutto lo sfondo del mare è plumbeo, tranne per le ondate bianche e spumose contro i frangiflutti. Si vede il lungo molo come un nastro che si spinge in mezzo al mare, in mezzo alla furia delle onde, e là schierati in file quegli uomini.

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28 dicembre 2004  

Diario della fine
di Gianluca Virgilio

   "È possibile una serenità ancora più profonda
che si regge sulla base di un dolore inestinguibile"

Karl Jaspers, La morte (in La mia filosofia, Einaudi, Torino 1981 [1946], p. 199)

"La morte di mia madre è come la mia morte, poiché lei mi ha trasmesso
tutte le sue infermità. So come regolarmi circa il mio futuro"

E. M. Cioran, Quaderni 1957-1972 (Adelphi, Milano 2001 [1997], p. 472)
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23 dicembre 2004  

Per questo Cristo, mi sono fatto turco!
Vittorio Imbriani riscritto da Enrico De Vivo

        Una volta c'era un giovane che aveva litigato con la moglie, e io intervenni a metter pace. Non sono cose facili, queste, ma ero quasi riuscito a farli rimettere insieme, e così mi venne di dire al giovane di prendere a vivere con sé la suocera. Non l'avessi mai detto. Il giovane mi rispose infuriato: "Per questo Cristo, mi sono fatto turco!", che non capii cosa significasse, fino al giorno in cui mi hanno raccontato la storia che segue.
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20 dicembre 2004  

La via di Petrarca/ 2
di Giorgio Messori

        È chiaro che ai tempi di Petrarca non c'erano le odierne tecnologie. Ma credo che una certa disposizione spirituale, che Petrarca delinea nel suo trattato sulla vita solitaria, abbia comunque maggior familiarità con l'insondabile degli apparecchi che si possono spedire oggi per esplorare le profondità di quest'abisso.
        Sempre nel suo trattato sulla vita solitaria, all'amico vescovo di Cavaillon Petrarca dice: "Conosco invero fiumi assai più grandi per lunghezza di corso e per portata d'acqua, ma di sorgenti nessuna.
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17 dicembre 2004  

La via di Petrarca/ 1
di Giorgio Messori

        A sprofondare nel pozzo della natura sembra chiaro che gli uomini scompaiono. Parlando di quella grande storia del mondo naturale che sono le Georgiche di Virgilio, il poeta Iosif Brodsckij osserva che per raccontare una storia di questo tipo Virgilio ha dovuto omettere gli uomini, non ci sono "personaggi" in quest'opera. "Se il tempo", ha scritto Brodskij, "avesse una penna e decidesse di scrivere una poesia, i suoi versi parlerebbero di foglie, erba, terra, vento, pecore, cavalli, alberi, mucche, api. Ma non di noi. Al massimo delle nostre anime".
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14 dicembre 2004  

Dialogo di bambini che giocano alle costruzioni seduti per terra
di Enrico De Vivo

Amedeo: Il Papa ha il morbo di Alzheimer.
Vincenzo: Che cos'è?
Amedeo: È quella malattia che ha avuto zio Giruzzo, che tremi.
Vincenzo: Ho capito, gli tremano tutte le mani, ma la testa no.
Amedeo: È una cosa brutta.
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11 dicembre 2004  

Parrella e le altre
di Gustavo Paradiso

 Un lettore di professione è in primo luogo chi sa quali libri non
leggere; è colui che sa dire, come scrisse una volta mirabilmente
Scheiwiller, 'non l'ho letto e non mi piace'. Il vero, estremo
lettore di professione potrebbe essere un tale che non legge quasi
nulla, al limite un semianalfabeta che compita a fatica
i nomi delle strade, e solo con luce favorevole.

Giorgio Manganelli, Il Padrino, in Lunario dell'orfano sannita

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8 dicembre 2004  

Arami i campi del pensiero
di Laura Mautone

Nella incerta archeologia dei sentimenti
si affacciano i ricordi.
(Quanto tempo è passato?)
Quanto è cambiato questo paese:
le sue strade, le sue case
i suoi cavalcavia
le sue stagioni.
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5 dicembre 2004  

Leggere Toma
di Nico Mauro

  Indurirci lentamente, poco per volta, come una pietra preziosa -
e rimanere infine quietamente immoti
per la gioia dell'eternità.

F. Nietzsche, Aurora

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