Sterminato e irripetibile taccuino di una creatura fantastica, “In cuniculum” verrà dato alle fiamme dallo stesso Lapin a Ibiza, il giorno di capodanno del 1985. “Zibaldoni e altre meraviglie” offre qui l’edizione integrale delle pagine sopravvissute a quel rogo, nelle quali ancora risuona l’incessante zampettio dell’ustionata e rauca fanfara di Lapin: pupazzi ventriloqui, fischietti, lepòradi, padri degeneri che incitano il proprio figlio all’assassinio e al colpo di stato, vampiri tirolesi, cani, tamburi, nacchere, ossa che crollano, artigli di gallina, testimoni estremi di un incenerito mondo delle meraviglie.


Finalmente il primo volume della collana “Bazar”. A partire da un excursus all’interno dello “Zibaldone”, Paolo Morelli scrive un testo fresco e attuale su uno dei tanti percorsi inconsueti e originali del pensiero poetante leopardiano, che potrebbe ben costituire un emblema di tutta l’opera del poeta recanatese.


Ecco un libro al cospetto del quale bisogna svestire i panni dell’uomo moderno e disporsi a farsi rapire dai fantasmi di un altro mondo. In esclusiva per “Zibaldoni e altra meraviglie”, Barbara Fiore ha tradotto per la prima volta in italiano uno dei più sorprendenti diari di viaggio della letteratura moderna, il “Viaggio a Timbuctù” del mitico René Caillié, in cui un pellegrino innamorato dei propri sogni insegue il destino attraverso deserti e popolazioni africane sconosciute, sempre sul punto di morire e sempre pronto a resuscitare.


Un bel ripasso di storia della letteratura dagli albori del web. Un concentrato spumeggiante di idee, proposte, visioni, alterchi, polemiche, contraddistinto dall’entusiasmo e dall’ingenuità che animano sempre tutti gli inizi. In questo “ZiBook” si incontrano scrittori e personaggi più e meno noti, tutti incredibilmente e irrimediabilmente attratti – come in un castello di Atlante d’oggigiorno – dalla magia dell’espressione immediata e improvvisa (il “commento”!) all’interno della Rete.


Come un vero e proprio Almanacco d’altri tempi, da tenere sempre a portata di mano per trovare un po’ di sollievo dai ritmi frenetici della vita quotidiana, questo libriccino tocca il cuore senza alcuna leziosità. Adattissimo anche ai bambini, non fosse altro perché l’autore, tra le altre cose, è anche il più meraviglioso dei giocattolai italiani.


Nicolas de Stael, Le soleil (1952)

Esultanza. Sfrenatezza. Esultanza trattenuta a stento. Non potevo che rispondere in maniera sproporzionata davanti all’eccesso di materia cui mi ero trovato di fronte quando l’avevo sorpresa davanti alla porta del poggiolo a stirare. Avevo aperto la porta e me l’ero trovata di schiena, intenta a stirare una camicia, con tutto quanto di glorioso erompeva da [continua]

Durante una recente manifestazione nella Grecia martoriata, intervistato da un giornalista tv un signore anziano ha dichiarato: “In una vera democrazia, come cittadino dovrei avere il diritto di non saper niente di economia, e lo Stato dovrebbe proteggermi”. La risposta è implicita, non teniamone conto. Piuttosto quello che colpisce è un problema non da poco, [continua]

A ritroso

di in: De libris (1)
MANDOLINI

Raccolgo, qui, una vasta selezione di versi e prose tratta dai volumi ad oggi pubblicati. A questa si aggiunge, in apertura, una scelta di componimenti per la quasi totalità inediti e, comunque, mai inseriti in una silloge. Fatta eccezione per alcuni testi provenienti dall’ultimo libro dato alle stampe, la stragrande maggioranza degli altri è stata sottoposta ad un lavoro, più o meno consistente, di revisione; una riorganizzazione, riordinazione e riscrittura con “la mano”, con “lo sguardo” ed il gusto di oggi. Per tutto quanto appena indicato si può quindi affermare che A ritroso è, per il sottoscritto ed in buona sostanza, un lavoro nuovo. Il titolo rimanda al modo in cui i singoli brani sono stati inseriti nell’opera: dai più recenti ai più datati, appunto. [DANILO MANDOLINI]

La parte segreta

di in: Bazar (0)
Gaius_Cornelius_Tacitus

Giulia Agricola al marito Publio Cornelio Tacito    Roma, anno LXXXIX, il 10 marzo   Se questi tempi sono crudelmente ostili agli esempi di dignitoso valore, se il narrare la propria stessa vita è un indizio di fiducia nel valore morale delle azioni più che un segno di presunzione, se è vero quello che scrivesti [continua]

Yemen, 1988

di in: Timbuctù (0)
ANTONGINI Yemen

In attesa dell’imbarco, tento di recuperare le poche notizie che ho di questo posto del mondo: lo Yemen, regno degli aromi, della mirra, dell’incenso; le tracce di Bilqis, la favolosa regina di Saba, saranno ancora leggibili? Il sito di Ma’rib, antica capitale del suo regno, pare sia ora visitabile anche se con qualche rischio. L’operazione [continua]

Indaco

di in: Bazar (0)
LACCETTI Indaco

Ci sono costruzioni, chissà perché, a lungo sbiadite nel ricordo, un qualche lungomare, Marsiglia credo, vecchio ospedaletto di miserabili, cortile e chiostro, una banchina, enormi spire di corde, una nebbia di sogni nell’orgoglio e nell’impotenza presto consumati, quando allora, sì, un destino di infaticabili fulmini e straordinarie marce, sentiero limpido di glorie diciottenni, e poi [continua]

Il mulo

di in: Minimanimalia (0)
Disegno di Davide Racca

… lo sento! lo sento, sì che lo sento, il calore del vento… arriva forte e chiaro il segnale del tempo! la gemma dal pistillo e il bruno spento del bianco inverno si reinventa… il verde prima inerme, tenue, poi più spesso, scuro, linfatico, violento… richiamo struggente di stagione, polline, alcove volanti nel cuore dei [continua]

Zibook - gli ebook di Zibaldoni

Letture a sorpresa

SCRIMA Chisciotte

Ne parlano e lo invocano Miguel de Unamuno, José Ortega y Gasset, María Zambrano, ma anche Luigi Pirandello e Thomas Mann: Don Chisciotte (o, a seconda dei punti di vista, il suo creatore Miguel de Cervantes) è l’eroe moderno per eccellenza, l’uomo creatore di mondi, avversario e complice segreto del ridicolo. In breve: il simbolo [continua]

NAZZANO family

Dipingo la vita!, mi dice l’anziana pittrice accogliendomi all’ingresso della sua personale. Io, di mio, non ci sarei entrato, nella saletta comunale in cui si esibiscono gli artisti del paese: ma la nipote dell’artista, mia collega un mucchio di anni fa, mi ha intercettato per la strada, e senza lasciarmi scampo mi ha invitato a [continua]