La torre

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Francesco Lauretta, Angel liquor

S’era sentita un colpo dentro. Quando il cuore frana e poi pare poggiare sulla gomma. Su e giù, a stringersi e a slargarsi come gli storni in volo. Il podere verso la Contotta non ha più mezzadro, aveva detto il figlio grande. Se sposo, lo mando avanti io. Certo che sposava. Per esserci, la moglie [continua]

Disegno di Giambattista Pittoni

Il gesto saggistico, par excellence, consiste nel ricondurre il lontano al vicino. Così, dopo aver declinato le caratteristiche del saggio in una prospettiva prevalentemente europea, nella nostra rubrica non poteva mancare un capitolo dedicato al nostro maestro partenopeo. Presentiamo I Saggi Inventati di Enrico De Vivo (QuiEdit, 2013), attraverso il commento (dallo spirito saggistico, ça va sans dire) di Antonio Devicienti. [S. C.]

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Chi mi frequenta sa che a portarmi a cena fuori ci può essere di che divertirsi. Anch’io del resto ormai mi prendo con filosofia. Ho l’impressione perfino che alcuni mi diano appuntamento in certi locali a bella posta, o meglio lo preferirei, piuttosto di constatare come ci siamo ridotti. Uno scrittore del nord che non [continua]

Opera di Carlo Berté

Che cosa significa vivere, e scrivere, e sentirsi insomma scrittore, in una provincia di frontiera come questa? Lo chiedo al mio amico Guido Conterio, l’unico a cui credo valga la pena chiederlo da queste parti. Con Guido, che è fine scrittore, di stile immaginoso, credo di condividere una certa sofferenza nel vivere da queste parti, entro confini tanto angusti. Incontro il mio amico in una caffetteria del centro, e lo coinvolgo nella discussione dopo avere ordinato due cappuccini e due croissant (non è vero, altro che croissant, ci stiamo scrivendo email, ma fingiamo che ci sia davvero una caffetteria attorno a noi, e che l’aroma dei cappuccini ci inviti a non essere troppo malinconici nei nostri ragionamenti). [C. M.]

Fotografia di Francesca Andreini

Primo uragano  Il vento sale e si spande, rincorre se stesso, incurante degli ostacoli. Che sibilano e ruggiscono, soffiano, scricchiolano. I camini e le ringhiere, gli spigoli, le foglie. Tutto ha preso vita e fa rumore, animato da questo vento pazzo. Le saette fanno rapidi tagli bianchi nel buio e dopo pochi secondi arriva il [continua]

Francisco Goya, Don Chisciotte

Ci vuole un po’ di follia per non impazzire: una vita lucida, controllata, assennata, porta con sé il triste peso dell’inadeguatezza, che si stempera solo dissetandosi dai calici della dolce non-curanza (follia, insipienza, stoltezza – chiamatela come volete, basta che tenga lontana la coscienza). Pretendere di essere felici al cospetto di un universo sconfinato, e [continua]

Il camaleonte

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Disegno di Davide Racca

… perché non possiamo che essere provvisori nell’approssimare una conoscenza, per chiarire a noi stessi le ragioni delle nostre presenze e ridefinire le sembianze della nostra pelle… e per che cosa poi? per salvarne le apparenze? certo la realtà è una feroce illusione; ma l’illusione è una realtà ancora più feroce… perché sa essere anche [continua]

BOTTIROLI equilibrio

Avevi guardato verso il basso. Eri in piedi su una fettuccia rossa di nylon, larga non più di cinque centimetri. All’inizio non avevi fatto nemmeno in tempo a chiederti cosa ci facessi lì, né a capire come riuscissi a rimanere in piedi senza precipitare. Se non ricordavi male, non avevi mai preso lezioni da equilibrista. [continua]

Jep

Rendiamo omaggio a Paolo Sorrentino e al suo “La grande bellezza”, pubblicando un estratto da un testo di Michel Foucault, scritto all’epoca per l’opera di Proust, ma validissimo anche per il film appena premiato del nostro compaesano esimio.

Dopo la festa

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Edvard Munch, Dopo la festa

Festa di compleanno in location pseudo-chic vicino Caserta. Cena in pompa magna, con tutti i notabili del feudo e loro vassalli. Pessima idea della festeggiata: mettermi al tavolo con estranei, per favorire una socializzazione di cui nessuno, in fondo, ha voglia. Nome del tavolo “Ortensia”: grande fiore inodore. Di fronte a me, giovane donna, brutta [continua]

Polemiche, Amicizia, Estraneità

Nel mese di agosto dell’anno 2003, agli albori del web e delle prime esperienze di scrittura in Rete, ci capitò di partecipare a diversi dibattiti e polemiche. Una discussione, in particolare, ebbe una certa eco, coinvolgendo scrittori ruotanti attorno alla rivista “Nazione Indiana” come Tiziano Scarpa, Antonio Moresco, Carla Benedetti, Raul Montanari e molti altri. Discutevamo, tra le altre cose, del termine “comunità”, prendendo spunto da alcuni libri allora molto in voga del filosofo Roberto Esposito. Qui di seguito pubblichiamo un passaggio (adattato) da uno dei nostri interventi, seguito da una breve lettera che ci scrisse lo stesso Roberto Esposito. Tutti i particolari del dibattito sono leggibili nello “ZiBook” intitolato “Polemiche, amicizia, estraneità”, edito da “Zibaldoni e altre meraviglie” e scaricabile gratuitamente sul nostro sito o su tutti gli store online.

Osvaldo Licini, Amalasunta n. 3, 1950

Per chiudere l’anno in bellezza, Massimo Rizzante ci fa dono di un articolo che affronta la questione della letteratura e della sua necessità da un punto di vista inconsueto e, nonostante le apparenze, ben poco alla moda. Un testo che, mentre va al di là delle chiacchiere e delle elucubrazioni accademico-giornalistiche, cerca di raggiungere il “medio” tra Oriente e Occidente – rappresentando inoltre la migliore “razo” dell’ultimo libro di Rizzante, “Scuola di calore” (Effigie, 2013).

Zibook - gli ebook di Zibaldoni

Letture a sorpresa

Un "giocattolo" di Roberto Papetti (fotografia di Stefano Tedioli)

Di recente, il regista francese Jean Luc Godard ha dichiarato a un giornalista: “Mi sembra osceno che gli uomini siano sempre raggiungibili”. Si riferiva all’immancabile domanda sul perché non possedesse un telefono cellulare. Stavolta però il grande artista si sbagliava. Lo posso dire con cognizione di causa visto che neanch’io ho un cellulare, non l’ho [continua]

Carrera Papa

Cari amici, come forse sapete, collaboro da più di tre anni a “Europa”, che è il giornale del PD. Di solito parlo dell’America e qualche volta dell’Italia vista dall’America. Questo articolo, che ho scritto a commento del caso Englaro, non è stato pubblicato. Non critico la decisione del giornale, so benissimo che ci sono equilibri politici [continua]