Viaggiare

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Il cortile del Centro "La lucertola" di Ravenna

“Ma i veri viaggiatori partono per partire: cuori leggeri, come palloni in alto vanno, il loro corso mai vorrebbero smarrire, dicono sempre ‘andiamo!’ ed il perché non sanno”. Charles Baudelaire, Il viaggio, tradotto da Antonio Prete   Un viaggio può essere motivato da un desiderio di evasione. Per tutto l’anno siamo costretti a risiedere nel [continua]

Fotografia di Andrea Repetto

L’amico scrittore venuto qui a riposare dalle beghe cittadine, dalle polemiche, dai livori della metropoli si aggira i primi giorni con il sorriso beato, le narici dilatate a inspirare l’aria che lui reputa fresca e incontaminata, le orecchie tese a cogliere il silenzio. Lo conduco apposta in quartierini tranquilli, per compiacerlo, lontano dal traffico che [continua]

1 Godot

Questo è Godot. Come faccio a saperlo? Non ne ho idea, è così e basta. Tutt’a un tratto era qui e ha detto di essere Godot. Ovviamente ho subito dubitato e pensato: Godot, ma è quello che aspettano sempre nell’opera teatrale di quell’irlandese. Loro aspettano e lui non arriva. Vabbè, ma che ci si può [continua]

Vacanze stellari

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Un tempo si partiva per l’Africa nera o per l’estremo Oriente in cerca di esotismo e di sole, di paesaggi incontaminati e di Natura vergine, di brividi e avventura. Oggi, più prosaicamente, per rigenerare una desolata esistenza ministeriale, si emigra verso una confortevole stazione orbitale, con sconti vertiginosi tutto compreso, di solito nella cintura degli [continua]

moresco

“Lei è il signore che chiude?”, mi ha gridato oggi pomeriggio un bambino, intento a giocare con un altro alla rotonda della Besana, temendo che io fossi il custode che chiude il cancello a una certa ora. “No, sono il signore che apre!”, gli ho gridato in risposta, continuando a camminare a grandi passi sotto [continua]

Cortazar

Quante città sanno essere anche una biblioteca, anche una macchina delle storie, anche un collidere e mescidarsi d’innumeri universi? Non molte, a ben pensarci. E Parigi sembra possedere in grado supremo tale capacità. Passeggiava, da solo, imboccando da Rue Martel dove abitava la Rue du Faubourg Poissonnière. Lavavano la strada secondo l’uso parigino, facevano scorrere [continua]

Andreini

Ho preso una quantità di pillole che mai avrei creduto di poter ingurgitare nello stesso giorno. Gialle, marroni, bianche e rosina. Toni naturali, pasticche enormi. Ho faticato a buttarle giù nonostante i litri di acqua e una gola tutto sommato ubbidiente. Forse era il cervello che si ribellava… “Ma sei matta? Vorrai mica prenderle tutte???!!!”, [continua]

Opera di Francesco Lauretta

Sono un accanito ascoltatore di radiocronache calcistiche. Niente a che vedere con la visione e le telecronache. Ascoltare il calcio alla radio è secondo me come la cecità per il veggente, al di là del contenuto prettamente tecnico è passibile di visioni profonde. Del resto i saggi dicono che con la vista si può diventare [continua]

PALADINO Orlando furioso 1

A Montaigne si può arrivare in molti modi e quello più semplice – la lettura diretta dei Saggi – è sempre il migliore. Ciononostante è anche l’approccio che esige una dedizione continua; e che presuppone anche la capacità di navigare in mari particolarmente quieti, come sono gli oceani più grandi, profondi e mai totalmente esplorati. Pare semplice Montaigne, ma [continua]

Disegno di Davide Racca

“Il corpo è un organo per affondare nell’esterno, come pietra, lichene, foglia”. Gianni Celati, Verso la foce   In questi giorni sto rileggendo l’opera di Gianni Celati nel Meridiano Mondadori appena pubblicato (gennaio 2016).  Sono quasi duemila pagine (compresi gli apparati), nelle quali scorre l’intera vita dello scrittore, da Comiche a Selve d’amore, passando attraverso [continua]

Fiori di carta

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Da un ann’e mezzo, mio adoratissimo Carlo, incorpavo questa voglia qui, di venirti a trovare. Sai, son’uno di quei tombarol’impenitenti, morbosi verso le locazioni di morte degli scrittori, specie se poco o nient’impulpitati, quell’audaci penne sul margine. Per cui, pensa che ti ripensa, nonostant’una nottataccia poco dormita sulla groppa, nell’avvio infuocato d’un pomeriggio di fine [continua]

Soliti7

Questa volta valico i confini della valle in cui mi trovo a vivere, ma invece di prendere l’auto e scivolare lungo la tratta autostradale più cara d’Italia, o prendere il treno e perdermi nella tratta ferroviaria più lenta d’Europa, mi lascerò trasportare dai libri. Ecco, “Il delta” di Kurt Lanthaler (Alphabeta edizioni, 2016) è il [continua]

W.Nardon.foto.Liberazoni

L’intenzione era chiara, ma non era una delle più facili da realizzare: volevano assistere a una liberazione, volevano seguire qualcosa che avrebbe conquistato la libertà proprio in quel pomeriggio, perciò si erano accordati per trovarsi subito dopo pranzo. Alfio D. ci pensava da qualche tempo: cosa succede quando qualcosa che è stato rinchiuso ritrova la [continua]

turoldo

Cento anni fa, in novembre, nasceva a Coderno del Friuli David Maria Turoldo, che è stato molte cose. Sacerdote in direzione ostinata e contraria, soprattutto, e poeta. All’interno di questa produzione ispirata dai testi biblici sta anche un gruppo di poesie riferite direttamente alla Resistenza. Camillo De Piaz, confratello e sodale di Turoldo fin dal [continua]

Zibook - gli ebook di Zibaldoni

Letture a sorpresa

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Ho ripensato a che cosa succede a Starbuck quando il Capitano Achab tira le cuoia nel Moby Dick di Melville quella sera d’ottobre all’Alumni House in University Street a Grand Forks nel North Dakota. In effetti credo che la follia vera che Melville ha voluto rappresentare con Moby Dick raggiunga in quel preciso momento il [continua]

Dipinto di Dino Baldi

Così come l’uomo non resta mai lo stesso uomo, e un uomo dei tempi andati non è uguale all’uomo che siamo noi adesso, allo stesso modo anche l’anima che abbiamo dentro non è stata sempre uguale, e le anime dei tempi di Omero avevano una vita diversa, erano diverse esse stesse, erano quasi impaurite di [continua]