Walser

La letteratura, ha detto Giorgio Manganelli, è menzogna. Ma la menzogna è il suo rigore: “tutto è esatto e tutto è mentito”. Cerimoniale bugiardo, essa “possiede e governa il nulla”. Niente di tutto questo in Walser. La sua scrittura non mente e ancor meno governa il nulla.

Sgnaolin Industrial

Il silenzio del rumore delle valvole a pressione I cilindri del calore, serbatoi di produzione”. Franco Battiato, Pollution Voglio odorare il sapore celeste del ferro Voglio vedere il profumo sanguigno del fuoco Esiste lo so! Onoro il braccio che muove il telaio Onoro la forza che muove l’acciaio”. CCCP, Socialismo e barbarie Non riesco ancora [continua]

Sierra Leone

Nei giocattoli c’è un qualche dio nascosto, molto puerile ma molto sfrenato. I giocattoli non hanno organi, come diceva Kleist, ma sui loro corpi si innestano pròtesi di tutti i generi che scatenano balzane fantasie. Collo torto argento olivo Nuca da ragioniere Testa tubo catodico a popone E il cucuzzolo scintoista del Giappone Bocca merla [continua]

tot paz

Quando c’era la Fera di Zangh, che era più la grande dell’anno, e capitava d’autunno, c’erano quelli che affittavano il letto ai forestieri, e i padroni di casa dormivano sulle scale. Sapevano infilarsi nella Sala Roma, al cinema Stabile meglio di un raggio di sole. Odoravano di mosto pure gli angeli custodi, gli piacevano gli [continua]

Quint Bucholz Libro 3

In un passo di Umano, troppo umano di Nietzsche, tratto dal paragrafo Il libro diventato quasi un uomo, si legge: “È cosa che non finisce mai di sorprendere uno scrittore il fatto che il libro, non appena si sia staccato da lui, continui a vivere una vita per conto proprio; per lui è come se [continua]

Hans Wollschläger

«Io non sono costretto a scrivere. Al contrario, quando devo scrivere qualcosa, mi dico: come mai non ho potuto impedirlo?». Queste parole siano ingaggiate come epitome dell’opera di Hans Wollschläger, il cui gesto estetico, estremo nella sua sicurezza, strapotente in tutte le sue declinazioni, in Germania – con una tale simultaneità di impieghi – non [continua]

kafka

Davvero mi è capitato per alcuni attimi di trovarmi a passeggiare con Kafka. Era una bella giornata di primavera a Merano, Maia Bassa, in una strada, fra orti e giardini, luminosa e deserta che portava alla pensione Ottoburg… Ma è meglio forse procedere con ordine. Kafka mi ha sempre attirato e respinto per quel mondo [continua]

Benati Poetry

Ah, consumatrice di spettacoli Dove sei stasera? al cine? Sei andata a vedere il film che ha vinto il Leone di Venezia O quello che ha vinto l’Orso di Berlino? Era quello che parlava di uomini e donne Se non sbaglio Di un rapporto Che tu chiamavi intrigante Ammirando la complicità che hai visto fra [continua]

DC

I. Nella prima delle quattro parti che compongono Vertigini di Winfried Georg Sebald,  Henry Beyle, a cinquantatre anni, rievoca l’impresa del passaggio del Gran San Bernardo, cui aveva partecipato diciassettenne a seguito delle truppe napoleoniche. Si tratta di una lunga riflessione sulle incertezze della memoria. Nel ricordo di quella fatica, fra tanti episodi, le immagini [continua]

er curare la vostra follia

ho finalmente un cazzo che tocca con la punta l’infinito. quando incontro una donna lascio che sia ogni atomo a gioire e sento che anche il cielo è un osso assai sotttile. non era così fino a quando avevo gli occhi pensosi e il corpo interrato nella polvere del mondo. sono quarantasette anni che butto [continua]

Le fate tragiche di Robert Walser

Tutti cadiamo. Questa mano cade. Guardati intorno e tutto intorno cade. “Ci vogliono proprio le umiliazioni per sollevarmi alla pura gioia di Dio?”, si chiede il giovane Giuseppe Marti, impiegato tuttofare di casa Tobler, nel libro di Robert Walser, L’assistente. Una domanda, questa, che con grazia fulminea rivela Walser molto più di quanto non facciano [continua]

Banditore

Il ricordo del Meraviglioso Libro Inventato è legato al viaggio in Francia di dieci anni fa con Giorgio e Fabio. Il libretto me lo aveva prestato Enzo Garramone, un signore dalla barba bianca, collezionista di fumetti degli anni quaranta e cinquanta, uomo di una gentilezza estrema, un po’ allucinata; signore di altri tempi, dalla voce [continua]

Zibook - gli ebook di Zibaldoni

Letture a sorpresa

FIRSA Kleist

All’inizio del 1799 Heinrich von Kleist si fidanza con Wilhelmine, figlia del generale Von Zenge. Nel 1800 parte per un lungo viaggio durante il quale – come il poeta rivela alla ragazza nel suo epistolario – confida di guarire dalla misteriosa malattia che gli impedisce di sposarsi. In una lettera del 18 settembre 1800 lo scrittore ricorda a Wilhelmine la tazza che le ha donato in occasione del loro fidanzamento. Questa tazza, tuttora conservata in un museo di Lipsia, ornata di papaveri e fiordalisi, contiene una sciarada intraducibile: l’interno reca la parola Vertrauen, «fiducia», l’interno del piattino la parola uns, «noi»; l’esterno la parola Einigkeit, «concordia»: cioè «Fiducia in noi, concordia tra noi». Heinrich von Kleist e Wilhelmine Von Zenge non si sposeranno mai.