Keller Ariosto

Dopo quella volta mi recai da lei di notte, ogni volta che potevo. Giuditta passava le giornate per lo più tutta sola, mentre io facevo lunghe escursioni per disegnare, oppure dovevo starmene silenzioso e con un’espressione grave in casa del maestro come in una scuola di sofferenze. Così in quelle notti avevamo di che chiacchierare [continua]

Daniell Haymanot-distesa

Ho letto da qualche parte, qualche tempo fa, che qualcuno di molto seguito, tipo la psicologa autrice dell’ultimo best seller, ha dato una autorevole definizione della felicità. Cos’è la felicità? Dice la psicologa (ma non mi ricordo se era davvero una psicologa perché ho la memoria molto labile) che la felicità è il raggiungimento degli [continua]

Imperfetto /2

di in: Bazar
Mantovani Imperfetto 2

“Vide allora la sua vita come un gioco nel quale si immaginava molto e ci si facevano tante idee ma si sapeva ben poco o forse perfino niente del tutto”   Ed ecco dunque senza troppi preamboli il Kariboni a colloquio con la Frattazzi Eberle, nel convincimento e nella speranza di appunto convincere la Frattazzi [continua]

Immagine mostra. Giordano Bruno

[…] Il parlare d’altro è molto interessante, forse di molto più interessante di quanto non sia il parlare di qualche cosa che ci si propone. Perché succede di parlare d’altro? Se io incomincio a parlare o a scrivere di un qualsiasi argomento, io credo di avere in testa un argomento. Questa è sempre una delle [continua]

Arminio Andretta

Appena sveglio mio figlio mi dice che c’è il sole come se fosse un miraggio. Ho la faccia gonfia per un dente infiammato. Ho i bronchi pieni di muco e la testa piena di cattivi pensieri. Dopo molti giorni davanti al computer ho voglia di andare all’aperto a prendere aria. Vado ad Andretta, il paese [continua]

Gino 31

Quel tiro di Osvaldo Prandi fu un brutto colpo, per il signor Ricci. Girava torvo e curvo adesso, come Gino non si ricordava d’averlo mai visto e con lui conciato così tutto il magazzino stillava stanchezza. Ma una mattina il signor Ricci si risvegliò di colpo. Quando furono le dieci e Marzio ancora non era [continua]

De Vivo Coccia

Ogni lettura, ogni atto linguistico è in fondo una forma di inatteso e subitaneo esilio. (O forse tutto ciò che vive è in esilio: in esilio da sé innanzitutto e dal proprio luogo. Vivere significa sempre essere fuori luogo). Si è improvvisamente gettati in un mondo ed in un’esistenza diversa da quella che ritenevamo essere la nostra. Comprendere in questi casi serve a poco; così come del tutto inutile è riuscire a capire di quale luogo si tratti.

Imperfetto /1

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Mantovani Imperfetto 1

Un tale Kariboni, critico cinematografico molto impegnato e lui stesso autore di alcuni cortometraggi o per meglio dire corti, entrava un giorno d’inverno nello studio di un medico dietologo perché essendo leggermente in sovrappeso e risultando alcuni suoi valori ematici non nella norma aveva appunto bisogno di essere visitato da un medico dietologo. Il medico [continua]

Gino /30

di in: Gino
Andreini Gino

Il romanzo di Francesca Andreini, Gino, si era concluso con il capitolo 29, nella seconda serie di ZIBALDONI E ALTRE MERAVIGLIE, con la corsa del protagonista sognante per le strade di Siena. Ora, inaspettatamente, ma con nostro grande piacere, riprende. Da dove? Dal capitolo 30, naturalmente, al quale seguiranno altri otto episodi, che – l’autrice [continua]

Morelli Fuoco

All’improvviso, di notte, da soli davanti a un caminetto in piena attività, sembra proprio che il fuoco parli, e a noi di capire quello che dice. Tra ubriachi spesso ci si capisce anche senza parlare la stessa lingua. Si trattava di un fuoco ciarliero e polemico un po’ a vanvera, come sono a volte i [continua]

Cattelan Hitler

“Aristotele dà questa definizione: il movimento è l’atto di una potenza in quanto potenza – quindi non il passaggio all’atto, ma l’atto di una potenza come potenza. Poi dice anche: il movimento è un atto imperfetto – a-telès – che non si possiede nella sua fine, non ha un fine”.

Messori Buio

Giorgio Messori è morto ieri mattina. Lo salutiamo pubblicando questo scritto che ci inviò tempo fa.     * Fin da subito andare nel Giura è stato innanzi tutto cercare i paesaggi di Gustave Courbet. Già a Mouthier erano apparse le rupi dipinte in un suo quadro, e proseguendo lungo la Loue verso Ornans, il [continua]

ang 1

11. Tempo e spazio, un’analogia con i tappeti d’Oriente Nei poemi cavallereschi manca quel termine di riferimento che è il tempo lineare della Storia, fatto di frazioni uniformi con cui misuriamo tutto in secoli, anni, mesi. Dunque non ci sarà la formula: “Nel tal giorno, o mese, Orlando arrivò nel luogo x”; bensì: “Orlando (di [continua]

NArdon Villaggio

I. Un racconto di Kafka, Il villaggio vicino, reca in sé alcuni elementi distintivi del mondo dello scrittore praghese e, con essi, un quadro dei limiti delle azioni umane in quel particolare contesto. Lo si può citare per intero: “Mio nonno soleva dire: “La vita è incredibilmente breve. Oggi, nel ricordo, mi si accorcia a [continua]

MAgrelli Canzoentta

La sua relazione non dovrebbe intitolarsi Dada, ma Dudu [Tu, tu]” F. Kafka La chiamano TV ma il vero nome è un altro, più subdolo, più scaltro, il vero nome è TU. Tu credi di guardarla, ma è lei a fissarti, e intanto si realizza l’incanto, ti sorride, ti parla, ti dà del tu, ti [continua]

Zibook - gli ebook di Zibaldoni

Letture a sorpresa