Messori Buio

Giorgio Messori è morto ieri mattina. Lo salutiamo pubblicando questo scritto che ci inviò tempo fa.     * Fin da subito andare nel Giura è stato innanzi tutto cercare i paesaggi di Gustave Courbet. Già a Mouthier erano apparse le rupi dipinte in un suo quadro, e proseguendo lungo la Loue verso Ornans, il [continua]

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11. Tempo e spazio, un’analogia con i tappeti d’Oriente Nei poemi cavallereschi manca quel termine di riferimento che è il tempo lineare della Storia, fatto di frazioni uniformi con cui misuriamo tutto in secoli, anni, mesi. Dunque non ci sarà la formula: “Nel tal giorno, o mese, Orlando arrivò nel luogo x”; bensì: “Orlando (di [continua]

NArdon Villaggio

I. Un racconto di Kafka, Il villaggio vicino, reca in sé alcuni elementi distintivi del mondo dello scrittore praghese e, con essi, un quadro dei limiti delle azioni umane in quel particolare contesto. Lo si può citare per intero: “Mio nonno soleva dire: “La vita è incredibilmente breve. Oggi, nel ricordo, mi si accorcia a [continua]

MAgrelli Canzoentta

La sua relazione non dovrebbe intitolarsi Dada, ma Dudu [Tu, tu]” F. Kafka La chiamano TV ma il vero nome è un altro, più subdolo, più scaltro, il vero nome è TU. Tu credi di guardarla, ma è lei a fissarti, e intanto si realizza l’incanto, ti sorride, ti parla, ti dà del tu, ti [continua]

De Vivo Novellino

XI. Un discepolo infame C’era un medico molto rinomato, di nome Giordano, che aveva un discepolo. Un giorno veniva convocato al capezzale di un fanciullo molto ammalato, e il discepolo, per acquistar pregio ai danni del maestro, andava dicendo al padre del fanciullo che suo figlio sarebbe certamente morto. Poi faceva aprire la bocca al [continua]

Angelica e altri pupi

… ma seguitiamo Angelica che fugge. Fugge tra selve spaventose e oscure…” Ariosto, Orlando Furioso, I, 32-33 1. Eroi che girano a vuoto All’inizio del poema ariostesco, Angelica che fugge nella selva ci trascina subito in un mondo dove tutti agiscono in stati di incantamento o di fissazione prodotti dal gioco della sorte. La bella [continua]

Andreini Awa

Il sole tramonta trascinandosi dietro le piroghe, in fila sul mare indaco, verso la luce cadente. Awa guarda e aspetta l’ora favorevole per comprare il pesce, alla fine del giorno. A quell’ora puzza e ha l’occhio spento, allora costa meno. Mentre le piroghe scivolano al largo e anche il trambusto della città sembra silenzioso. Tacitato [continua]

Borriello Isola

Fra le tante pagine acute di Bataille, ce n’è una, poco nota, in cui l’autore legge Hemingway e il suo mondo dominato dal valore della forza, alla luce di Hegel e della sua morale del Servo e del Signore. Secondo questa morale, il predominio dei signori sugli schiavi, dei padroni sui servi, si fondava, e [continua]

Walser Bischel

Il giorno di Natale del 1956, nei dintorni di Herisau, Robert Walser fu trovato morto nella neve. Era morto durante una passeggiata solitaria. Robert Walser era ed è una leggenda, una favola triste. La sua morte è la morte del poeta, quel poeta che egli stesso ha descritto cinquant’anni prima – quando ne aveva ventotto [continua]

25aprile2006

Tristissimi 25 aprile morti in piedi, sull’attenti al cimitero qualche osso perso per la strada nel sole sfacciato freddo – o è lo stesso, tutto raggi gamma noi sordi al 70% sentiamo gente che parla come da un altro mondo. 5 pianeti occorrono alla fame dei terrestri terroristi in favore della pletora ma il re [continua]

Messori Engadina

Che il paesaggio svizzero possa somigliare a un’illustrazione non è solo un luogo comune. Arrivando dall’Italia, e lasciandosi alle spalle la caligine dell’estate, mentre salivamo per il passo del Bernina tutto appariva più nitido, ben disegnato e distinto: le casette sui pianori, la ferrovia che s’arrampica sul passo, le nuvole bianche nell’azzurro. E anche i [continua]

Marotta Soglie

inquiete luci nell’impaziente traversata tra l’acqua e il vento che mormora confuse onde alla cenere di navigli spenti – il lampo intermittente ha l’impeto stupito di foglie sorprese in passaggi di stagione, nomadi in tracce certe d’esilio più prossime al privilegio che in visibilio di cadute riporta alla dimora invernale dell’origine: – un solo giorno, [continua]

Campana Castagno

La Falterona è ancora avvolta di nebbie. Vedo solo canali rocciosi che le venano i fianchi e si perdono nel cielo di nebbie che le onde alterne del sole non riescono a diradare. La pioggia à reso cupo il grigio delle montagne. Davanti alla fonte hanno stazionato a lungo i Castagnini attendendo il sole, aduggiati [continua]

VAlentini Vangeli

I. Vangelo del cavaliere De Stefani Perez, di Santa Ninfa, raccontato da un suo zio sequestrato dai ladroni. Trascritto nell’800 da Giuseppe Pitrè. 1. In quel tempo Gesù camminava per la campagna. C’erano tutti gli apostoli. E una sera, andando per via, successe che venne buio. Gesù chiamò Simon Pietro e gli disse: “Pietro, cosa [continua]

Prete Steiner

La grande tradizione del sapere letterario e filosofico è giunta davvero al capolinea? La letteratura, come invenzione di mondi, meditazione sull’esistente e sull’impossibile, conoscenza e interpretazione del reale, dei suoi limiti, della sua parte nascosta e invisibile, è ancora possibile? C’è ancora posto per i classici, in un mondo in cui il sapere è prevalentemente [continua]

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Letture a sorpresa

Devicienti Notte def

L’ombra, il buio, i dadi, il coltello, il vino, la carne, la notte nel giorno. Piaga d’orrido coltello squarcio nel sospiro della carne – la morte sopravviene nella notte di Roma. Tutto ricomincia in disperazione in fuga. Spiegare il mondo? – A colpi larghi di pennello panneggiare rossi – rinfacciano a Dio quanto crudele la [continua]

02 Sgnaolin

Di fronte a casa mia, dall’altra parte della strada, ci sono due vecchi. Uno di 80, l’altra di circa 85 anni. Si chiamano Ivano e Mariotta. Sono insieme da una vita e stanno diventando sempre più sordi. Lui parla a Mariotta appoggiando il mento alla sua spalla destra e bisbigliandole parole inintelleggibili; lei mette la [continua]