L'immagine è le lettera "N" della serie Frammentato abbecedario di un viaggio, di Raffaella Garavini.

Il fascino della nebbia; non vedere il paesaggio oltre una certa misura; contagio della nebbia ai pensieri: confusione. “Quaderno a cancelli” di Carlo Levi è l’ultimo libro che il “Giove buono” ha scritto. Anno 1973. Un libro di cui nessuno parla. A leggerlo non si capisce molto: tutto è come sognato, tutto è come un [continua]

L'immagine è le lettera "L" della serie Frammentato abbecedario di un viaggio, di Raffaella Garavini.

che si debba pubblicare solo in internet? (come una volta hanno scritto Enrico De Vivo e Gianluca Virgilio in un forum pubblico, anche se poi Enrico De Vivo mi ha spiegato che non è una posizione da prendere alla lettera). in realtà credo che bisogni articolare. bisogna dire che i libri sono in mano al [continua]

L'immagine è le lettera "A" della serie Frammentato abbecedario di un viaggio, di Raffaella Garavini.

Questo scritto è tratto dal blog collettivo www.nazioneindiana.com [26 marzo 2003]. È parte di un intervento letto al convegno “Che cosa ci aspettiamo dalla letteratura”, organizzato da Radio Popolare a Milano (giugno 2002).

La linea leopardiana

Le frasi prescritte, il pensiero confezionato, hanno perso il ricordo di questa mobilità eccitatoria delle parole, che in Leopardi viene in primo piano. Ed è questo il nucleo della sua “ultrafilosofia”, che pone in primo piano le affezioni, gli stati di sensibilità, messi a funzionare come il pennino oscillante d’un barometro.

Zibook - gli ebook di Zibaldoni

Letture a sorpresa

Rizzante FANTASTICAZIONE

C’è una dedica e una cartina geografica all’inizio di Narratori delle pianure. La dedica suona così: ‘A quelli che mi hanno raccontato storie, molte delle quali sono qui trascritte’. La cartina segna gli spostamenti di un anonimo viandante. Chi narra non ha nome. Il suo è un intento antico: raccogliere di paese in paese delle storie [continua]

Come reimparai a scrivere

“Sono grato al metodo della matita che si è conseguentemente assimilato al sistema del ricopiare alla maniera burocratica. A questo sistema devo veri e propri tormenti, ma questo tormento mi ha insegnato la pazienza ed è in forza di questa pazienza che sono divenuto un artista”.