Bazar

Storia di un racconto

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Solo pochi giorni fa, a Londra, dove ora vivo, mi ero alzato dalla scrivania per concedermi un po’ di rilassamento, per far correre i pensieri da soli, senza costringerli a seguire una strada prefissata. Fermo davanti alla finestra, osservavo il tranquillo torneo delle auto e dei passanti sul passaggio zebrato appena sotto casa. La fila [continua]

La morte di Tonino

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Classe 1938. Ne nacquero quasi trecento in quell’anno, tra quelli che se ne sono andati e quelli che sono morti, moltissimi da piccoli. Ora in paese quelli del trentotto non sono più di una decina e io ne conosco solo due, credo si ritenessero amici di Tonino, ma lui non aveva amici. Tonino solo una [continua]

gabbiani

La realtà in larga misura si va trasformando sempre più in una colossale fotografia, e il fotomontaggio è già avvenuto: è nel mondo reale”. Luigi Ghirri   Meno di niente Il nonno e la bambina sulla panchina mangiano il gelato. Un giovane soldato passeggia con il suo amore mano nella mano, cuore nel cuore… Queste [continua]

sartre

Le vetrine delle librerie parigine espongono libri e foto di Jean-Paul Sartre. Commentano la Mostra che la Bibliothèque Nationale ha dedicato al filosofo nel centenario della nascita. Compendiano – per immagini, copertine di libri, foto d’epoca – l’avventura di un intellettuale che ha sempre cercato di essere “in situazione” e ha attraversato il suo tempo [continua]

Faccia

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faccia

Dalla rivista RIGA, numero 24 dedicato a Saul Steinberg, a cura di Marco Belpoliti e Gianluigi Ricuperati, MARCOS Y MARCOS, 2005.
La rivista sarà presentata a “Milano libri” il prossimo 7 giugno dai curatori e da Tullio Pericoli e Giuseppe Di Napoli.

la_sagrada

Come mai non sono stato respinto da quel carcinoma marrone che costituisce la facciata della Natività? Avrei dovuto esserlo. Mentre non c’è nulla di innaturale nell’attrazione esercitata dalla facciata della Passione, con quelle sculture di Subirachs meravigliosamente vere nel loro irrealismo, nel loro straniamento post cubista dislocato equilibratamente in spazi ampi e lineari, puliti. Troppo [continua]

progetto

Ho deciso di pubblicare questo scritto di dodici anni fa senza toccarne neanche una virgola, lo lascio tale e quale (oppure è questo il mio intervento-aggiornamento, lasciarlo stare). Ma è importantissimo lasciare la data, 1992. È offerto a Zibaldoni e altre meraviglie. La prima idea di un almanacco (dei narratori) risale a Aelia laelia (io e Giorgio Messori, e ne parlammo negli anni 80 con Gianni Celati); quegli appunti però li scrissi dopo il seminario-presentazione di Narratori delle riserve, che non fu molto bello; poi alcuni, in seguito a queste sollecitazioni ormai condivise di un almanacco, fecero Il Semplice, cui io non aderii. Ecco.

3 figure

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3_figure

1. L’idea di un dipinto Stamattina il mare nostro era grigio Un nastro d’arancio all’alba gli stava sopra e stasera che le nubi tutte si sono dissipate questi colori freddi di novembre, prima di notte nuovamente l’arancio, sono così tersi che non ci sono versi   *   Mi dici della casa che vorresti che [continua]

il_tasso_di_lambrate

Quell’anno il cielo di Lombardia sembrava essere immune da qualunque perturbazione. Le nuvole passavano minacciose al di là delle Alpi, dirette verso l’Europa centrale, e le previsioni giorno dopo giorno confermavano l’alta pressione che dalle Azzorre faceva sentire i suoi effetti fino a Milano. Un sole primaverile, davvero troppo caldo per la stagione ancora invernale [continua]

l_impossibile_avventura

Mama Africa (Feltrinelli, 1993) di Maria Rosa Cutrufelli si presenta come il diario di un viaggio in Zaire ed Angola svoltosi tra il marzo 1975 e il novembre 1976 ma scritto a più di dieci anni di distanza dall’evento originario. La protagonista è una giornalista che si era recata in Africa al fine di raccogliere [continua]

E dico la fine

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I hide myself within my flower, That fading from your Vase You, unsuspecting, feel for me – Almost a loneliness” Emily Dickinson Ti volti mi guardi e non vedi nessuno. Non si muore di niente, ma sempre in qualcuno.   * ‘Ma ora resteremo buoni amici, vero?’, disse rientrando nelle sue mutande. Furfante.   * [continua]

Il 25 aprile

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Il giorno che ho conosciuto la Katia Buraschi doveva esserci la solita sfilata coi gonfaloni comunali, i drappi delle medaglie d’oro alla resistenza, i vecchi dell’ANPI in prima fila e la banda che suona le canzoni partigiane come Bella ciao e Fischia il vento. Poteva essere una delle tante sfilate meste della memoria vagamente tristi [continua]

L'immagine che illustra questi versi è di Davide Racca.

Doppio ritratto a Giuseppe Caccavale Il mio sguardo lucido è finito nella tua luna opaca dietro grate di una finestra di ottobre. Abbiamo parlato a lungo di tua madre che contava i soldi che ti contavano (pochi del resto se escludevi quelli che non ti davano da bere). Potevi prendere a calci una lattina all’epoca [continua]