Bazar

Bevendo acqua

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Dopo l’operazione mi han fatto passare dalla sala operatoria al room postoperatorio attraverso una specie di montacarichi. Il room postoperatorio tutti lo chiamano solo room ed è un posto tutto asettico con delle stanze da tre letti con i muri azzurrini e ci vanno quelli appena operati perché devono stare in situazione di massimo riposo [continua]

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La cosa più bella che ti possa capitare dopo tre giorni di pioggia battente è svegliarti in un mattino di domenica, che sai di non dover andare a scuola e puoi uscire e andare dove ti pare. Giulia, appena le ho proposto di andare a visitare i laghetti che si erano formati nelle campagne qui [continua]

Tsunami

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L'immagine che illustra questo testo è di Luigi Ghirri.

Il dottore si sveglia quando arrivano sul litorale. Trema, poi si drizza sul sedile: “Guarda, guarda!”. Indica degli uomini là sul molto vicino al frangiflutti, mentre i cavalloni si levano sopra di loro, alti e bianchi. Anche l’amico li vede. In distanza sembrano sfollati, forse disoccupati, forse solo sfaccendati girovaghi. Tutto lo sfondo del mare [continua]

L'immagine è un ritratto di Ippocrate

È possibile una serenità ancora più profonda che si regge sulla base di un dolore inestinguibile” Karl Jaspers, La morte (in La mia filosofia, Einaudi, Torino 1981 [1946], p. 199) La morte di mia madre è come la mia morte, poiché lei mi ha trasmesso tutte le sue infermità. So come regolarmi circa il mio futuro” [continua]

L'immagine è di Luigi Latino

Un lettore di professione è in primo luogo chi sa quali libri non leggere; è colui che sa dire, come scrisse una volta mirabilmente Scheiwiller, ‘non l’ho letto e non mi piace’. Il vero, estremo lettore di professione potrebbe essere un tale che non legge quasi nulla, al limite un semianalfabeta che compita a fatica [continua]

L'immagine è di Luigi Latino

Nella incerta archeologia dei sentimenti si affacciano i ricordi. (Quanto tempo è passato?) Quanto è cambiato questo paese: le sue strade, le sue case i suoi cavalcavia le sue stagioni. Eppure ci affanniamo a ricercarli – i ricordi – a spolverarli soppesarli analizzarli. Che cos’è la prospettiva? – mi domandavi. Solo un banale punto di [continua]

Immagine di Jan Vermeer.

Trascrivere, ovvero trasferire un pensiero, un’idea, una scrittura altrui sul proprio quaderno, mentre, nel frattempo, in noi tutto tace. La scrittura altrui ospite del nostro supporto, cartaceo o virtuale che sia, cui cediamo volontariamente il posto, per sopperire alla nostra défaillance, al ritirarsi del nostro pensiero. Trascrivere non è citare, poiché citare significa ricorrere ad [continua]

Spavento notturno

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Immagine di Luigi Latino

ALCETA Odi, Melisso: io vo’ contarti un sogno Di questa notte, che mi torna in mente In riveder la luna. Io me ne stava Alla finestra che risponde al prato, Guardando in alto: ed ecco all’improvviso Distaccarsi la luna; e mi parea Che quanto nel cader s’approssimava, Tanto crescesse al guardo; infin che venne A [continua]

Immagine di Luigi Latino

Due mazzarinesi, ‘mbriachi fino alle nasche come scimmie, uscirono dalla taverna ch’era notte; e per ragionarla meglio se n’andavano a braccetto a piacere dei piedi, un passo avanti e due indietro, che parevano a mare. A un punto, sul campanile della chiesa si levò la luna, tonda come una ruota e tutta raggiante; e quelli, [continua]

Dante Alighieri

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Immagine di Luigi Latino

Io sono nato negli anni Venti, proprio all’inizio, l’anno preciso non conta. Mio nonno bestemmiava spesso, soprattutto la domenica. Non bestemmiare, vilan bègher, diceva mia madre che voleva dargli del pecoraio, e tra bestemmie e rimproveri, sono andati in fretta gli anni Venti. Poi sono venuti gli anni Trenta. Io, per quello che mi consta, [continua]

Oggetti

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L'immagine di Luigi Latino

Oggetti 1 Vorrei portare su questo foglio degli oggetti. Né più né meno / che degli oggetti: un asciugamano un piatto o una forchetta e poi mettermi a guardarli / questi oggetti cercando nel loro ordinato stare lì / di raccontarmi. Di dispormi anch’io in mezzo a loro di ritrovarmi là dove tutto inizia / [continua]

La città è finita

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Immagine di Luigi Latino

“La città è ovunque: dunque, non vi è più città (…). Non abitiamo più città, ma territori (territori da terreo, aver paura, provare terrore!?). La possibilità stessa di fissare confini alla città appare oggi inconcepibile, o, meglio, si è ridotta ad un affare puramente tecnico-amministrativo. Chiamiamo città questa ‘area’ per ragioni assolutamente occasionali. I suoi [continua]