“Flippers”, di Olivo Barbieri
“Flippers”, di Olivo Barbieri

Politica poetica

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Il ventesimo secolo ci ha lasciato un’eredità poetica straordinaria quanto ingestibile. Se ne siamo eredi è solo per ragioni cronologiche, non perché ce ne sentiamo veramente degni. Le avanguardie storiche, l’espressionismo, il modernismo, le neo-avanguardie, il rinnovamento dell’epica, la lingua lanciata verso l’ubriacante libertà dal referente, lo strutturalismo sempre seguito a ruota dal neo-orfismo, sono [continua]

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Presentiamo una scelta di poesie dall’ultimo libro di Alessandro Carrera, Beato chi scrive, appena pubblicato da Nottetempo: “Beato chi scrive e chi fa a meno delle spiegazioni. Perché la poesia non è scritta per gli esseri umani, che infatti non la leggono. Chi scrive poesie crede di parlare ai suoi simili ma in realtà scrive per gli angeli, che leggono tutto. Il modo di leggere degli angeli, però, non è quello degli uomini. Gli uomini hanno tempo. Poco, ma ne hanno. Gli angeli non hanno tempo.Hanno l’eternità, ma l’eternità non è il tempo. L’eternità è un solo istante che non passa mai. Nell’eternità, l’unica poesia che si può leggere è quella che si coglie con un solo colpo d’occhio. Non c’è tempo per girare le pagine, nell’eternità. Beato chi è letto dagli angeli, allora, tutto intero su una pagina da non girare mai e che viene ricomposta senza posa, mostrando in trasparenza tutto quello che vi è stato e vi sarà scritto”.

Liz

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RIZZ Scuola

Esce in questi giorni Scuola di calore di Massimo Rizzante, un libro in cui protagoniste sono le donne, ma destinatari del messaggio poetico sono gli uomini e la civiltà che hanno edificato. Civiltà spesso violenta e distruttrice proprio a spese delle donne. Presentiamo qui di seguito una poesia tratta dal libro, edito da Effigie. Segnaliamo che in ZIBALDONI sono presenti anche altri testi analoghi, postati negli anni scorsi dall’autore e confluiti poi nel libro attuale.

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Ultima puntata dei giambi elettorali di Daniele Ventre. Grazie a lui e all’infernale Hieronymus Bosch, siamo dunque giunti al giorno che vorrebbero farci credere fatidico. Che dio ce la mandi buona!

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In compagnia del giambico Daniele Ventre e dell’infernale Hieronymus Bosch, ZIBALDONI s’incammina pensosamente verso le prossime elezioni politiche. Sette puntate tachicardiche, popolate di figure grottesche di scrittori politici banchieri, da scandire ad alta voce e in buona compagnia, per purificarsi dalle scorie velenose delle propagande.

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In compagnia del giambico Daniele Ventre e dell’infernale Hieronymus Bosch, ZIBALDONI s’incammina pensosamente verso le prossime elezioni politiche. Sette puntate tachicardiche, popolate di figure grottesche di scrittori politici banchieri, da scandire ad alta voce e in buona compagnia, per purificarsi dalle scorie velenose delle propagande.

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In compagnia del giambico Daniele Ventre e dell’infernale Hieronymus Bosch, ZIBALDONI s’incammina pensosamente verso le prossime elezioni politiche. Sette puntate tachicardiche, popolate di figure grottesche di scrittori politici banchieri, da scandire ad alta voce e in buona compagnia, per purificarsi dalle scorie velenose delle propagande.

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In compagnia del giambico Daniele Ventre e dell’infernale Hieronymus Bosch, ZIBALDONI s’incammina pensosamente verso le prossime elezioni politiche. Sette puntate tachicardiche, popolate di figure grottesche di scrittori politici banchieri, da scandire ad alta voce e in buona compagnia, per purificarsi dalle scorie velenose delle propagande.

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In compagnia del giambico Daniele Ventre e dell’infernale Hieronymus Bosch, ZIBALDONI s’incammina pensosamente verso le prossime elezioni politiche. Sette puntate tachicardiche, popolate di figure grottesche di scrittori politici banchieri, da scandire ad alta voce e in buona compagnia, per purificarsi dalle scorie velenose delle propagande.

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In compagnia del giambico Daniele Ventre e dell’infernale Hieronymus Bosch, ZIBALDONI s’incammina pensosamente verso le prossime elezioni politiche. Sette puntate tachicardiche, popolate di figure grottesche di scrittori politici banchieri, da scandire ad alta voce e in buona compagnia, per purificarsi dalle scorie velenose delle propagande.

DIVICIENTI Universo

Ti ricordo, Maestro, nel crepuscolo dei miei giorni ancora colmi di libri, d’amore ardenti, come m’insegnasti che dev’essere ordita tramatura di vita, d’intelletto, di sapienza. Cavalco l’ippogrifo alato della mia anca sciancata che mi fa deforme nel corpo brutto, storpio – ma immenso era, è il richiamo degli spalti arditi degli universi, dei mondi: specchianti [continua]

Eliana Petrizzi, Casa di carne

Consuelo Dopo quarant’anni, cammino lungo una discarica, dove bambini e gabbiani si dividono i rifiuti, e inciampando nella parola «occupazione» abbasso la testa piena di libri, ciotole vuote in un porcile inondato di merda   Simile a una cagna che per troppo tempo ha allattato cuccioli abbandonati e ora si cura solo dell’orizzonte, mi siedo [continua]