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8 dicembre 2004  

Arami i campi del pensiero
di Laura Mautone

immagine di Luigi Latino

 


 

 

 

 

 

 

 





Nella incerta archeologia dei sentimenti
si affacciano i ricordi.
(Quanto tempo è passato?)
Quanto è cambiato questo paese:
le sue strade, le sue case
i suoi cavalcavia
le sue stagioni.

Eppure ci affanniamo a ricercarli
- i ricordi -
a spolverarli
soppesarli analizzarli.
Che cos'è la prospettiva? - mi domandavi.
Solo un banale punto di vista,
uno sguardo perpendicolare alla chiesa
mentre si alza il vento fresco della sera.


*


Identità e differenza
- la vera patria in fondo
è
il linguaggio
-
un linguaggio universale
che contiene ogni lingua, ogni voce,
una mistica dei significati
nella quale
ci troviamo senza sapere
da dove e per dove.


*


Arami i campi del pensiero
di notte, Dio

(quanto manca ancora al giorno?)

quanto durerà ancora il giorno?
quanto a consumarsi la luce?


*


Mi sento a casa nel tuo corpo
forse perché mi rimane
irrimediabilmente estraneo
quanto più penso di ricordarlo.
Latte e corteccia.


*


Le vie di Roma
in mezzo alle parole
sembrano colorate di rosa
e Trastevere con le sue luci
e tovaglie a quadri
ci accoglie nei suoi vicoli
come nell'intimità
della nostra casa.


*


Una serie di poesie
lunghe come la pagina
di un quadernetto:
non si capisce
se finisco di scrivere
perché non c'è più spazio
o perché
è un giro di pensieri
che si richiude
su se stesso.

Non lo so ancora,
ma continuo a scrivere
e questo mi fa sentire
in buona compagnia


*


Trattino

La geografia di un paesaggio
nella storia
si disegna nei cartelli
lasciati come frammenti del passato
e
nella lingua
i nomi / come identità
perse e ritrovate
si incontrano in un trattino

Merano-Meran

quasi cicatrice di una ferita
mai sanata.


        L'immagine che illustra questo testo è di Luigi Latino