Una
furbata
di
Angelo De Vivo
"È tutto a posto signor Manzione,
buon viaggio".
Gennaro sorrise e ringraziò.
Il sole splendeva in quella giornata di
settembre, uguale a tante altre giornate
di settembre, nella grigia città
dove viveva e lavorava, lavorava e viveva.
"Le notizie non sono buone, Gennaro".
Questo aveva detto il dottore.
Appena fuori dal portone era entrato in
un bar. Aveva chiesto un caffè e
dove fosse il bagno. E nel bagno aveva pianto
grosse lacrime, col cuore che gli batteva
forte.
Nello studio del dottore non ci era riuscito.
Aveva ascoltato in silenzio, solo chinando
leggermente la testa, e poi era uscito ringraziando.
Una mattina, quasi un mese dopo, era passato
davanti all'agenzia di viaggi e guardando
un cartello l'idea era venuta.
Era entrato a chiedere informazioni ed il
giorno dopo aveva acquistato un viaggio
per le Isole di Capo Verde.
Il sole splendeva in quella giornata di
settembre, uguale a tante altre giornate
di settembre, nella grigia città
dove viveva e lavorava, lavorava e viveva.
Il cartello parlava di finanziamenti a tassi
zero, da rimborsare a partire dall'anno
successivo.
Tanto, pensava salendo la scala dell'aereo,
tra un anno sarò morto.
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