16.
Principio primo della civiltà.
Esiste presso i popoli incolti un genere
di costumanze, la cui mira sembra essere
il costume in generale: prescrizioni
meticolose e in fondo superflue (come
per esempio quelle in uso tra i Camciadali,
di non raschiare mai con il coltello
la neve dalle scarpe, di non infilzare
mai un carbone con il coltello, di non
mettere mai un ferro nel fuoco, altrimenti
la morte raggiungerà colui che
agisce in dispregio a queste cose),
che purtuttavia mantengono continuamente
nella coscienza la continua vicinanza
del costume, l'ininterrotta costrizione
a praticare il costume medesimo; per
rafforzare il grande principio con cui
comincia la civiltà: un costume
qualsiasi è meglio che l'assenza
di costumi.
19.
Eticità e inebetimento.
Il costume rappresenta le esperienze
di uomini passati su quanto si presumeva
utile e dannoso, - ma il sentimento
del costume (eticità) non
si ricollega a quelle esperienze come
tali, bensì all'età, alla
santità, alla indiscutibilità
del costume. E con ciò questo
sentimento agisce in opposizione al
fatto che si compiano nuove esperienze
e si correggano i costumi; vale a dire
l'eticità agisce opponendosi
all'origine di nuovi e migliori costumi:
essa inebetisce.
26.
Gli animali e la morale. Le
pratiche che vengono perseguite nella
società più raffinata:
cioè evitare accuratamente il
ridicolo, lo stravagante, il pretenzioso;
tener nascoste le proprie virtù
come pure le bramosie più ardenti,
mostrarsi equanime, inserirsi in un
ordine, diminuirsi, - tutto questo,
in quanto costituisce la morale sociale,
lo si può trovare grosso modo
ovunque, perfino al livello più
basso del mondo animale, - e solo a
questa profondità vediamo la
riposta intenzione di tutte queste amabili
precauzioni: ci si vuole sottrarre ai
propri persecutori e si vuol essere
avvantaggiati nel braccare la preda.
Perciò gli animali imparano a
dominarsi e a simulare in modo che molti,
per esempio, accordano i loro colori
al colore dell'ambiente (in virtù
della cosiddetta "funzione cromatica"),
si fingono morti, oppure prendono le
forme e i colori di un altro animale
o della sabbia, delle foglie, dei licheni,
delle spugne (quel che gli scienziati
inglesi designano con la parola mimicry).
Così il singolo si nasconde sotto
la generalità del concetto "uomo"
o nella società, ovvero si adatta
a principi, classi, partiti, opinioni
del tempo e dell'ambiente: e si troverà
facilmente la similitudine animalesca
per tutte le maniere sottili di fingerci
felici, riconoscenti, potenti, innamorati.
Anche quel senso della verità
che in fondo è il senso della
sicurezza, l'uomo lo ha in comune con
l'animale: non ci si vuole fare ingannare,
non ci si vuole indurre da noi stessi
in errore, si presta orecchio diffidenti
alle parole suadenti della passione,
ci si reprime e si rimane in guardia
contro se stessi; l'animale comprende
tutto questo al pari dell'uomo, anche
in esso l'autodominio germoglia dal
senso del reale (dalla saggezza). Similmente
l'animale osserva gli effetti che esercita
sulla rappresentazione di altri animali,
a partire di lì impara a riguardare
indietro su se stesso, a cogliersi "oggettivamente":
esso ha il suo grado di autoconoscenza.
L'animale giudica i movimenti dei suoi
avversari e dei suoi amici, impara a
memoria le loro peculiarità,
è su queste che prende le sue
misure: contro individui di una determinata
specie rinuncia una volta per tutte
alla lotta, e allo stesso modo, nell'avvicinare
molte varietà di animali, indovina
la loro intenzione di pace e di accordo.
Gli inizi della giustizia come quelli
della saggezza, della moderazione, del
valore, - insomma tutto ciò che
qualifichiamo con il nome di virtù
socratiche, è animalesco:
un corollario di quegli istinti che
insegnano la ricerca del nutrimento
e la fuga dai nemici. Se ora noi consideriamo
che anche l'uomo più elevato
si è innalzato e affinato appunto
soltanto nel modo del suo nutrimento
e nel concetto di tutto quanto gli è
ostile, ci sarà concesso di designare
come animalesco l'intero fenomeno morale.
(Traduzione
di Ferruccio Masini, dall'edizione Adelphi
del 1964)
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