Le
"note in condotta" sono scritture
raccolte nel diario di classe, con le
quali gli insegnanti registrano e sanzionano,
brevibus verbis, eventuali
comportamenti anomali o indisciplinati
degli alunni. Quando gli insegnanti
si trovano di fronte a comportamenti
eccezionali, violenti o bizzarri, da
parte di certi ragazzi (anche in certe
scuole, è chiaro), chissà
perché, la prima cosa che viene
loro in mente di fare è "scrivere
una nota sul registro".
All'epoca
del dibattito sull'abolizione del voto
in condotta (oggi invece è stato
reintrodotto: ma si sa, il mondo cambia,
e la scuola italiana cambia ancora più
velocemente del mondo), mentre tutti
discettavano a colpi di brillanti opinioni
su cosa fosse meglio per i giovani,
se castigarli di più o di meno,
insieme ad alcuni amici avevamo cominciato
a leggere e a trascrivere alcune "note
in condotta" prelevandole dai registri
delle classi in cui insegnavamo, perché
ci facevano ridere e pensare. "Donnarumma
si rifiuta di prendere il quaderno per
lavorare". "Chierchia dà
uno schiaffo al compagno Cestaro senza
alcun motivo". "D'Aniello
disturba le compagne creando disordine
e distrazione". Ecco un tipo di
scrittura, ci dicevamo, - quasi un genere
letterario -, animato da una naturalezza
e schiettezza solitamente estranee alle
asserzioni pedagogiche.
In
effetti, le "note in condotta"
sono come tante ginestre odorose nel
deserto espressivo e comunicativo della
scuola odierna: al di là della
loro immediata funzione pratico-repressiva,
offrono infatti un diletto e una felicità
inusitati, oltre a notevoli spiragli
di riflessione intorno a una scienza
ancora tutta da inventare, ma forse
utilissima: l'antropologia scolastico-pedagogica.
Attraverso le "note", - che
lette tutte insieme, riunite per classi,
danno anche l'idea di tanti teatrini
buffi con pose stilizzate ed eroismi
allegri -, si possono vedere
e capire cose che normalmente
- cioè con i normali strumenti
didattici: griglie, valutazioni, analisi
pedagogiche - nessuno vede
e capisce.
Che
cosa si vede e capisce?
Innanzitutto, bisogna considerare che
queste "note" costituiscono
le uniche scritture ufficiali prodotte
dall'istituzione scolastica, grazie
alle quali è possibile osservare
come si muovono i corpi (e non entità
astratte come "alunni", "docenti",
etc.) all'interno di un'aula: in particolare
i corpi dei ragazzi insofferenti ai
banchi, alle sedie, alle mura, agli
obblighi, agli orari; ma anche i corpi
degli insegnanti. Da rilevamenti di
questo genere - asciutti, precisi, fantasiosi,
realistici - si ricavano molte indicazioni
circa i modelli di comportamento in
uso, le dinamiche comunicative, le abitudini;
ragion per cui se si pensa anche solo
per un attimo a quello che potrebbe
venir fuori se agli insegnanti, invece
di compilare pile di scartoffie, fosse
concesso di tenere un diario libero,
scritto cioè in una lingua franca
e naturale, di quello che accade attorno
a loro, infine non avremmo bisogno di
andare a leggere storie inventate o
ipotesi azzardate in libri "di
genere" per capire come funziona
la scuola. Basterebbe poco: basterebbe
assegnare un parte del tempo a osservare
quello che sta fuori di noi e a farlo
risuonare poi per iscritto con lo stesso
stile sciolto e audace con cui sono
stilate le "note in condotta".
Potrebbero venir fuori tante mappe diverse
e articolate molto più interessanti
e coinvolgenti delle più acute
inquisizioni pedagogiche.
Ma
la moderna sapienza tecnopedagogica
su cui sono fondati ormai tutti i sistemi
educativi pretende e impone l'utilizzo
di uno sguardo distaccato e, conseguentemente,
di una lingua astratta che costringe
a rimuovere o distruggere tutto quanto
sa di naturale - laddove la luce della
ragione dovrebbe illuminare la natura,
non bruciarla. Perciò mi piace
pensare che la lingua franca usata dagli
insegnanti nella scrittura delle "note"
sia anche l'espressione di un desiderio
di naturalezza non scomposta o irrazionale,
che conceda finalmente di parlare di
cose e persone con cui si ha a che fare
quotidianamente per vivere, con la libertà
fantastica dei discorsi ordinari.
Un'altra
facile osservazione da fare a proposito
delle "note" è che
la comicità che emana da certe
descrizioni denota più l'impotenza
di chi scrive che una presunta, e alla
fin fine insostanziale colpa di chi
è punito. Come si può
punire infatti un ragazzo che improvvisamente
si mette a cantare? O uno che, interrogato,
presenta il quaderno di un altro? Oppure
quello che si mette a far girare il
mappamondo e ride? Se non avessero intenzioni
punitive, queste scritture parlerebbero
di momenti felici: di sogni di evasione
e di libertà: "Gargiulo
lancia missili di carta fuori dalla
finestra". Ma ciò che salta
in aria, a leggerle, è soprattutto
la sempre esagerata serietà delle
istituzioni (scolastiche e non solo),
accompagnata spesso alla pretesa di
manipolare ossessivamente e burocraticamente
i bisogni del corpo - e salta in aria
insieme alla fumosità astrusa
di tutti i gerghi pedagogici, evidentemente
troppo angusti e gelidi e inadeguati
a raccontare quello che realmente accade
in una classe. Il riso che promana alla
lettura di questo campionario di gag
ciniche, trabocchetti ingegnosi e ribellismi
infernali, seppellisce davvero tutte
le tristi "programmazioni",
"valutazioni" e "strategie"
- "disciplinari" e "interdisciplinari"
- e fa risorgere una scuola fatta semplicemente
di ragazzi spudorati e di adulti che
non sanno come affrontarli.
Dal
punto di vista dello stile, si potrebbe
tranquillamente dire che parliamo qui
di un vero e proprio genere letterario
con caratteristiche abbastanza nette:
poche righe, protagonisti fissi alunni
e insegnanti, ambientazione per lo più
in aule, descrizioni minute e secche
di eventi iperbolici, uso esclusivo
di certi tempi verbali (presente indicativo,
raramente passato prossimo).
Tuttavia,
le "note in condotta" sembrano
anche excerpta da cartelle
cliniche di un qualche acuto psichiatra,
asciutte e svelte osservazioni su pazienti
particolarissimi, nel tentativo di individuare
i segni di una malattia ancora sconosciuta.
Scritture di osservazione, quindi, ma
anche con un effetto estraniante particolare,
giacché nessuno saprebbe dire
mai la malattia di uno che si mette
a cantare o a tirare palline di carta,
e, come ho già detto, alla fine
è perlomeno curioso e misterioso
che delle scritture concepite per reprimere
o curare facciano l'esilarante effetto
di una gag, realizzata attraverso una
visione frontale che ha qualcosa della
catatonia, ma anche dell'abbandono impotente
e liberatorio a ciò che è
così e non può essere
altrimenti. Penso all'aspetto verbale,
con l'effetto dell'inesorabilità,
del presente indicativo, rilevabile
in quasi tutti gli scritti, che rafforza
la strana sensazione che queste "note"
- dotate di una stilizzazione, di una
innocuità e di una leggerezza
veramente rare (stavo per dire "letterarie")
- siano state scritte apposta per descrivere
con minuzia ciò che normalmente
"non esiste", ciò che
ufficialmente non deve "esser detto"
o "esser visto". E alla fine,
com'è noto, è proprio
il non esistente e il non
detto a incuriosire più
di qualsiasi studio o rilievo sistematico,
perché è ciò che
non vediamo e non sappiamo
a far pensare e riflettere, non quello
che vedono e sanno tutti. Gli insegnanti
autori delle "note", senza
accorgersene, realizzano in puro stile
etnografico delle osservazioni preziosissime
sul non visibile, edificano
una piccola mitologia, giacché
quei momenti in cui sanzionano con poche,
agili parole i loro alunni reprensibili,
sono gli unici in cui riescono a liberare
veramente il loro sguardo dai paraocchi
cui sempre più spesso sono obbligati
attraverso diktat ministeriali più
o meno riformistici e novatori - diktat
che hanno svilito quello che era uno
dei mestieri più nobili e antichi
del mondo, svuotandolo di vita e di
aria. Ebbene, nelle scritture immaginifiche
(creatrici di immagini) delle "note
in condotta" c'è invece
vita e aria: aria purissima e intensissima
vita, percezione del momento che fugge
e del suo collegamento con il tutto
che lo circonda, memoria dell'irruenza
del corpo, di una fantasia poetica,
dell'insofferenza per qualsiasi internamento.
Nelle
"note in condotta" insegnanti
e alunni tengono la medesima scena e
non si sa chi faccia ridere di più.
"Abagnale deride il professore
di Religione". La scuola finalmente
è spoglia delle astrazioni in
cui vorrebbe costringerla dall'alto
chi non la abita, mentre alunni e insegnanti,
con i loro difetti e umori instabili,
diventano gli attori protagonisti della
vicenda umana.
Che
sollievo: niente più "utenti"
o "dipendenti"! La liberazione
che procura il riso delle "note"
è davvero unica e preziosa perché
ottenuta grazie a una stilizzazione
letteraria molto semplice, che consente
un racconto piano e disteso del cosiddetto
"processo di apprendimento",
e soprattutto ci fa perdere completamente
la memoria di tanti paroloni complicati
che servono solo a rendere incomprensibile
e insopportabile quello che abbiamo
comunque bisogno di dirci per vivere
bene insieme.
*
Gli
esempi di "note in condotta"
che riporto qui sotto sono tratti dai
Registri di Classe degli anni
tra il 1998 e il 2002, di scuole medie
statali della Campania, delle quali
ometto i nomi. Tra parentesi ho indicato
l'autore della "nota" (in
qualche caso la firma sul diario di
classe non compare e io ho siglato:
Senza firma). Sia i nomi degli
insegnanti che dei ragazzini protagonisti
sono inventati, in ottemperanza alla
legge sulla privacy; qualsiasi riferimento
a nomi reali è quindi puramente
casuale.
Sarebbe
stato interessante estendere la ricerca
anche ai tempi passati, e raccogliere
le "note in condotta", ad
esempio, degli anni trenta, venti, o
dell'Ottocento, magari relative a territori
diversi. Però, andando a vedere,
ho scoperto che nelle nostre scuole
i Registri di Classe, dopo
pochi anni di giacenza in archivio,
sono inviati al macero. Eppure, quanto
avremmo bisogno di racconti e ricerche
che ci facessero capire con più
naturalezza ciò che ci circonda
e in cui siamo coinvolti ogni giorno
per dovere o per necessità. Altro
che indagini ministeriali, griglie,
psicopatologi, psicofarmaci, analisi
dettagliate di scrittori impegnati!
Le "note in condotta" ci insegnano
che a volte, per capire la scuola e
la cosiddetta realtà, basterebbe
leggere con curiosità poche righe
sperdute in documenti stranissimi che
illuminano con la prestezza e l'efficacia
del lampo.
Ringrazio
qui tutti gli amici con i quali ho spesso
letto e commentato le "note".
Una
prima versione di questo testo, molto
diversa e con altri esempi di "note",
è stata pubblicata nel dicembre
2000 nel numero 1 della rivista Per
Aria (leggi
qui
in coda
la recensione di Marco Belpoliti su
La Stampa del 19 gennaio 2001).
*
Dal registro
della classe II A
Scuola
Media Statale "***", Torre
Annunziata (NA)
1
- Scafa Bruno canta in classe e non
esegue i compiti assegnati. (Vanore)
2
- Donnarumma si rifiuta di prendere
il quaderno per lavorare. (Cirillo)
3
- La Rocca si distrae continuamente.
(Cirillo)
4
- Donnarumma lancia un pezzo di gesso
a Scafa. (Cirillo)
5
- Scafa Bruno viene a scuola senza penna,
abitualmente. (De Vivo)
6
- La Rocca esce senza permesso. (Senza
firma)
7
- Improvvisamente Donnarumma e La Rocca
si sono presi a botte. Ore 10,10. (Vanore)
8
- Donnarumma ha tentato di togliere
la sedia a Scafa Bruno. (Cirillo)
9
- Donnarumma ha dei comportamenti tali
da compromettere seriamente il buon
esito delle lezioni. Si richiede un
severo provvedimento. (Zeppetella)
Scrittura
in margine con altra grafia: Viene
ammonito severamente dal Preside. (Il
Preside)
10
- Donnarumma disturba Scafa Bruno e
non prende l'assegno. (Vanore)
11
- Laudano alle 11,30 non è in
classe. Entra alle ore 11,40. (Zeppetella)
12
- Donnarumma sputa sul cappotto di Scafa
Bruno. (Vanore)
13
- Donnarumma si trattiene fuori più
del dovuto. (Cirillo)
14
- Donnarumma disturba la lezione senza
soluzione di continuità. (De
Vivo)
15
- Donnarumma Biagio rompe il cappello
di Scafa Bruno. Deve essere accompagnato.
(Vanore)
16
- La Rocca non ha completato l'esercizio
perché è sempre distratto.
(Senza firma)
17
- Donnarumma si allontana senza permesso.
(Cirillo)
18
- Giorgio è assente nel cambio
dell'ora. (Senza firma)
19
- Donnarumma è stato quattro
ore di seguito giù al cortile.
(Cirillo)
20
- La Rocca e Donnarumma disturbano continuamente
Scafa. (Senza firma)
21
- Giorgio grida inutilmente in classe.
Donnarumma non scrive. (Senza firma)
22
- Donnarumma si rifiuta di scrivere.
(Senza firma)
23
- Donnarumma lancia la penna a Scafa
Bruno. (Senza firma)
24
- Donnarumma gioca in classe. (Vanore)
25
- L'alunno Donnarumma infastidisce e
molesta la compagna Salernitano. Si
richiedono severi provvedimenti. (Zeppetella)
Scrittura
in margine con altra grafia: Deve
assolutamente essere accompagnato da
un genitore. (Il Vicepreside)
26
- Napoli imbratta il banco d'inchiostro.
(Vanore)
27
- Napoli e Donnarumma non portano mai
il quaderno di Musica. (Rocco)
28
- La classe II A si comporta in modo
inqualificabile durante l'ora di Geografia,
per cui si richiede la convocazione
dei genitori per informarli sul comportamento
dei figli. Laudano è escluso
perché era in Segreteria a fare
le fotocopie. (Zeppetella)
29
- Donnarumma soffia il naso e poi lancia
il fazzoletto. (Vanore)
*
Dal registro della classe
I B
Scuola
Media Statale "***",
Gragnano (NA)
1
- Scotto e Gargiulo Raffaele non hanno
portato l'occorrente di religione.
(Cascone)
2
- Pepe, Gargiulo e Cestaro non hanno
il quaderno di religione. (Cascone)
3
- Durante il cambio docente 4°-5°
ora Gargiulo Raffaele e Vuolo litigano
con calci e pugni. (Vico)
4
- La classe si comporta in maniera scorretta.
(Liguori)
5
- Gargiulo Catello lancia la gomma.
(Senza firma)
6
- Gargiulo Raffaele dà uno spintone
al compagno Guarracino Valerio. (Esposito)
7
- È venuta la madre di Sansone
Luigi a riferire che suo figlio viene
continuamente infastidito in classe,
e fuori la scuola viene picchiato da
alcuni compagni. (Liguori)
8
- Chierchia prende in giro il compagno
Stile. (Negro)
9
- Vuolo esce dall'aula senza il permesso
dell'insegnante. (Negro)
10
- Chierchia dà uno schiaffo al
compagno Cestaro senza alcun motivo.
(Esposito)
11
- Mascolo Saverio deve venire accompagnato.
(Vico)
12
- Gargiulo Catello lancia i missili
di carta fuori dalla finestra. (Esposito)
13
- Gargiulo Raffaele canta e si diverte
in modo non consono. (Ventre)
*
Dal registro della classe
II B
Scuola
Media Statale "***",
Gragnano (NA)
1
- Cestaro e Rosanova bisticciano in
classe. Sono ammoniti. (D'Auria)
2
- Bambace e D'Aniello si comportano
in modo scorretto per cui entreranno
solo se accompagnati. (D'Auria)
Scrittura
in margine con altra grafia: La
madre di D'Aniello verrà alle
13,30. (Verdoliva)
3
- Cestaro e D'Aniello litigano durante
la 4° ora di lezione in IB. (Vico)
4
- Cestaro e D'Aniello saranno accompagnati
dai genitori. (Cascone)
5
- Schettino lancia senza motivo un evidenziatore
a Santaniello. (D'Auria)
6
- Rosanova e Schettino, al rientro in
classe dalla visita alla mostra, si
comportano in maniera scorretta dando
pugni sul banco. (Ventre)
7
- Somma e D'Aniello hanno disturbato
l'andamento scolastico. (Esposito)
8
- Cestaro viene allontanato dall'aula
perché disturba la spiegazione.
(D'Auria)
9
- Somma continua a parlare durante la
spiegazione. (D'Auria)
10
- Guarracino, Bambace, Giordano e Rosanova
ricevono un avviso per i genitori, che
devono intervenire a scuola per discutere
con i docenti la situazione scolastica
dei figli. (De Vivo)
11
- Rosanova e Schettino si comportano
in modo scorretto bloccando per la maniglia
la porta ed impedendo di far entrare
in classe l'insegnante. (Molinaro)
12
- D'Aniello disturba continuamente con
un atteggiamento poco responsabile.
(Cavaliere)
13
- Tutta la classe si distrae in continuazione.
(Molinaro)
14
- Somma Nicola gira per la classe senza
permesso. (D'Auria)
15
- D'Aniello disturba le compagne creando
disordine e distrazione. (D'Auria)
16
- D'Aniello si rifiuta di buttare la
gomma da masticare. (Molinaro)
17
- D'Aniello risponde in modo arrogante
all'insegnante. (Cavaliere)
18
- D'Aniello esce senza chiedere il permesso.
(Cascone)
19
- Coscarelli e Donnarumma continuano
a chiacchierare nonostante siano state
ripetutamente avvisati. (D'Auria)
20
- D'Aniello si alza senza permesso disturbando
la lezione. (D'Auria)
21
- Somma è scorretto in classe.
(Cavaliere)
22
- Schettino, D'Amora Giuseppe e Cestaro
non si impegnano minimamente durante
l'esercitazione di geometria. (D'Auria)
23
- D'Aniello continua a disturbare nonostante
sia stato ripreso. (Cavaliere)
24
- D'Aniello deve essere accompagnato
dalla madre per motivi disciplinari.
(D'Auria)
*
Dal registro
della classe I A
Scuola
Media Statale "***",
Gragnano (NA)
1
- Zurolo dimentica i libri.
2
- Tortora lancia la penna al compagno.
3
- Aprea ha un comportamento scorretto
in classe. Non osserva alcune regole.
4
- Bali non è attento e, ripreso,
non riconosce l'errore.
(Tutte
queste note sono dell'insegnante Esposito)
*
Dal registro
della classe I C
Scuola
Media Statale "***",
Gragnano (NA)
1
- Russo si alza senza permesso.
(D'Auria)
2
- Di Brigida, Esposito, Somma, Longobardi
e Coppola chiacchierano durante l'esecuzione.
(D'Auria)
3
- Volpino esegue il compito assegnatogli
ma lo strappa invece di consegnarlo.
(Bruno)
4
- DiLorenzo lancia il borsello di Iozzino.
Viene ammonito. (D'Auria)
5
- Staiano e Criscuolo si alzano senza
permesso. (D'Auria)
6
- Criscuolo ha usato un linguaggio scorretto
verso il compagno. (Vico)
7
- Langella infastidisce il compagno
Di Lorenzo. (Senza firma)
*
Dal registro della classe
II A
Scuola
Media Statale "***", C.mare
di Stabia (NA)
1
- Capriglia e De Martino nonostante
i continui richiami disturbano la lezione.
(Firma illeggibile)
2
- De Falco lancia pezzetti di gesso.
(Firma illeggibile)
3
- Il signor Corseto riferisce di un
comportamento scorretto dell'alunno
Capriglia. (Firma illeggibile)
4
- Capriglia deve essere accompagnato
dalla madre. (Firma illeggibile)
5
- De Martino e De Falco danno schiaffi
alla compagna Valentina Capriglia. (Firma
illeggibile)
6
- De Martino nonostante i continui richiami
disturba la lezione. (Firma illeggibile)
7
- De Martino non entra in classe se
non giustificato. (Firma illeggibile)
8
- De Martino non segue la lezione. (Firma
illeggibile)
9
- Abagnale fa cadere Cascone. (Firma
illeggibile)
10
- Visto che l'alunno De Martino Vincenzo
ha avuto un comportamento irresponsabile
ed imprevedibile nel percorso dalla
scuola alla cattedrale in occasione
del Precetto Pasquale, si consiglia
di escluderlo dalle prossime visite
di istruzione o uscite sul territorio
che eventualmente si svolgeranno. (M.
D. Marinis)
*
Dal registro della classe
I F
Scuola
Media Statale "***", C.mare
di Stabia (NA)
1
- Esposito e Giammarco disturbano la
lezione di matematica. (Firma illeggibile)
2
- Graziano, Colombo... (Nota incompleta
e senza firma)
3
- Di Nola spinge il compagno di banco
facendolo cadere. (Firma illeggibile)
4
- Di Nola disturba la lezione. (Firma
illeggibile)
5
- Solare e Di Nola fanno gesti scorretti
nei riguardi delle ragazze. (Firma
illeggibile)
6
- Cascone, Preciso e Fontana non hanno
fatto i compiti di matematica. (Firma
illeggibile)
7
- Di Nola dà uno schiaffo a Martinelli
che ricambia con Colombo. (Firma
illeggibile)
*
Dal registro
della classe II F
Scuola Media Statale
"***", C.mare di Stabia (NA)
1
- Bisogno dà fastidio alla compagna.
(D'Ambrosio)
2
- Visconti e Bisogno... (Nota incompleta
e senza firma)
3
- Iaccarino e Avallone danno continuamente
fastidio. (Firma illeggibile)
4
- La classe è stata allontanata
dall'aula di informatica in quanto molti
alunni disturbavano. (Senza firma)
5
- Avallone, Todisco, Di Martino si comportano
in modo infantile interrompendo spesso
le lezioni di Educazione Tecnica. (Firma
illeggibile)
6
- Mongillo è ancora sprovvisto
della maggior parte dei libri di testo.
(Firma illeggibile)
7
- Mongillo, Abagnale, Iaccarino... (Esposito)
8
- La classe è indisciplinata.
Non si riesce a fare lezione. Non hanno
il libro di testa. (Firma illeggibile)
9
- Mongillo e Abagnale disturbano la
lezione di matematica. (Senza firma)
10
- La classe si comporta in maniera scorretta,
numerosi e inutili i tentativi di farli
lavorare. (Senza firma)
11
- Atta si comporta sempre in modo infantile.
(Firma illeggibile)
12
- La classe IIF si comporta in maniera
scorretta. (Firma illeggibile)
13
- Avallone si è comportato in
modo scorretto ed è stato allontanato
dall'aula. (Firma illeggibile)
14
- La classe, alla lettura degli avvisi,
si ... (Nota incompleta e senza
firma)
*
Dal registro
della classe III F
Scuola Media Statale
"***", C.mare di Stabia (NA)
1
- Palma, Matrone e Oddo prendono in
giro le compagne. (D'Ambrosio)
2
- Rossi e Costante si comportano in
modo scorretto in classe. (Firma
illeggibile)
3
- Palma e Oddo disturbano il regolare
svolgimento delle lezioni. (Senza
firma)
4
- Carolei, Ferraro, Matrone e Oddo...
(Nota incompleta e senza firma)
5
- Palma litiga e minaccia i compagni.
(Cioffi)
6
- La classe è ammonita per aver
fatto scomparire le merende di Scotto.
(Cioffi)
7
- Frambetto disturba la lezione. (Firma
illeggibile)
8
- Nappo, Palma... (Nota incompleta
e senza firma)
9
- Palma, Oddo... (Nota incompleta
e senza firma)
10
- Oddo continua a disturbare la lezione
di matematica. (De Candia)
11
- Tomba si allontana senza permesso.
(Cioffi)
12
- Oddo continua a comportarsi in modo
scorretto. (Firma illeggibile)
Si aggiungono Tomba e Frambetto. (Firma
illeggibile)
13
- Frambetto legge il giornale mentre
si fa lezione di musica. (Firma
illeggibile)
14
- Palma... (Nota incompleta e senza
firma)
15
- Matrone e Tomba... (Nota incompleta
e senza firma)
16
- Palma si rifiuta di fare lezione.
(Firma illeggibile)
17
- L'alunno Frambetto aggredisce il compagno
Astroni. (Firma illeggibile)
18
- Frambetto continua a dare fastidio
nonostante i continui richiami. (Firma
illeggibile)
19
- Palma urla in calsse e litiga con
i compagni. (Firma illeggibile)
20
- Tomba, Buonocore, Nappo, Palma, Oddo
si rincorrono nell'atrio della sala
di informatica. (Cioffi)
21
- Palma ha spinto Buonocore, il quale
è finito su Frambetto rovinandogli
gli occhiali. (De Candia)
22
- L'alunno Buonocore toglie la sedia
al compagno mentre si siede, facendolo
cadere. (Firma illeggibile)
23
- Nappo si è trovata la maglia
nuova sporcata con una gomma. (Firma
illeggibile)
24
- Palma sputa su Nappo che reagisce
con uno schiaffo. (De Candia)
*
Dal registro
della classe III B
Anno scolastico 2001/2002
- Scuola Media Statale "Mosè
Mascolo", S. Antonio Abate (NA)
1
- La classe è ammonita per comportamento
inadeguato alla scuola. (Palumbo)
2
- Verdoliva Gabriele e Chirico Nando
hanno disturbato tutta l'ora di lezione
di canto, impedendo anche ai compagni
di usufruirne. (Malatesta)
3
- La classe, nonostante i continui richiami,
si comporta male. (Cioffi)
4
- L'alunno Verdoliva, nonostante i ripetuti
inviti, si comporta in maniera scorretta.
Chirico e Brasciello lanciano carte
mentre l'insegnante disegna alla lavagna.
(Milone)
5
- La classe III B, fino alla fine di
ottobre, rimarrà in classe. (Losco)
6
- La classe si comporta in modo scorretto,
pertanto viene trattenuta oltre l'orario
di uscita. (Cioffi)
7
- Verdoliva prende il mappamondo dall'armadietto
e, nonostante i continui richiami, lo
fa girare e urla. (Cioffi)
8
- Gli alunni Verdoliva e Di Massa vanno
a disturbare in II B e litigano con
Nastro Vincenzo e Del Sorbo Alfonso.
Sono pertanto severamente ammoniti e
saranno contattati i genitori con le
cartoline. (Marmorato)
9
- Ferrara deride il prof di religione.
(Mascolo)
10
- Ferrara e D'Amora parlano continuamente.
(Cioffi)
11
- Verdoliva è stato allontanato
dalla classe per maleducazione. (Marmorato)
*
"Donnarumma
disturba in classe..."
di
Marco Belpoliti
Tra
le norme che la riforma della scuola
ha abolito c'è il voto di condotta,
e di conseguenza anche quelle famigerate
"Note di condotta" che gli
insegnanti da sempre scrivono sul "Diario
di classe", altrimenti detto "Registro",
e che nella sua burocratica secchezza
è il vero sismografo dell'andamento
della classe. Enrico De Vivo, un giovane
insegnante di Lettere della Scuola Media
"Manzoni" di Torre Annunziata,
che ha pubblicato nel 1999 un libro
molto bello, Racconti impensati
di ragazzini (Feltrinelli) - con
una lunga prefazione di Gianni Celati
-, in vista di questa scomparsa ha trascritto
trenta note, prelevate pari pari dal
diario della propria classe durante
l'anno scolastico 1998/1999. Si possono
leggere nel supplemento di due pagine
alla rivista Per Aria di Angri,
provincia di Salerno, insieme ad alcuni
appunti "per una antropologia scolastico-pedagogica":
"Scafa Bruno canta in classe e
non esegue i compiti assegnati";
"La Rocca si distrae continuamente";
"Donnaruma ha dei comportamenti
tali da compromettere seriamente il
buon esito delle lezioni. Si richiede
un severo provvedimento", e sul
margine con altra grafia: "Viene
ammonito severamente dal Preside";
"Laudano alle 11,30 non è
in classe. Entra alle 11,40"; "Napoli
imbratta il banco d'inchiostro";
"La Rocca e Donnaruma disturbano
continuamente Scafa"; "Napoli
e Donnaruma non portano mai il quaderno
di Musica"; "La classe II
A si comporta in modo inqualificabile
durante l'ora di Geografia, per cui
si richiede la convocazione dei genitori
per informarli sul comportamento dei
figli. Laudano è escluso perché
era in Segreteria a fare le fotocopie".
In testa al pieghevole c'è una
famosa immagine di Totò vestito
da Pinocchio, fissato in una delle sue
divertenti e anchilosate mosse. L'allusione
a Pinocchio-Totò non è
casuale perché, come hanno sperimentato
tutti gli insegnanti, quasi in ogni
classe ci sono almeno uno o due di questi
ragazzini ipercinetici che non stanno
mai fermi, si girano, escono dal banco,
lanciano oggetti, litigano con i vicini
e distraggono continuamente i compagni.
Sono loro i "malati" più
gravi che vengono tenuti d'occhio e
naturalmente perseguitati. I poveri
insegnanti, spesso in difficoltà
di fronte a queste manifestazioni eccezionali,
violente o bizzarre, richiamano, alzano
la voce, sbraitano, poi, extrema ratio,
scrivono sul registro una nota, nella
speranza di ottenere qualche risultato,
che di solito non viene. È come
se l'insegnante cercasse disperatamente
un aiuto nelle parole con cui fissa,
in modo apparentemente asettico, il
proprio imbarazzo di adulto. De Vivo,
trascrivendo quelle frasi, sottolinea
come le parole spesso oltrepassino beatamente
le intenzioni di chi le ha scritte,
con la loro precarietà o insensatezza
sancita da un sintomatico e imperioso
presente indicativo. Queste scritture
fanno venire in mente gli excerpta
dei quaderni di uno psichiatra, "asciutte
e svelte osservazioni sui pazienti,
nel tentativo di individuare (per poi
spiegare) i segni di una malattia",
ma anche le pose buffe di certi quadretti
umoristici. Assomigliano alle didascalie
di ingenui fumetti e colgono in modo
perfetto momenti irripetibili, in cui
la tensione nell'aula sale di colpo
all'acme e si risolve in una risata
generale, oppure nel suo contrario.
Le note sono nel complesso inoffensive,
dotate di una strana leggerezza, e lette
tutte di seguito fanno ridere nel loro
impaccio. Le "Note di condotta",
dice De Vivo, sono le uniche scritture
ufficiali dell'istituzione scolastica
in cui è possibile osservare
come si muovono i corpi dei ragazzi,
altrove definiti "alunni"
o "studenti". Questi corpi
sono insofferenti ai banchi, alle sedie,
agli obblighi e agli orari. La scuola
è per sua natura una istituzione
che ordina, disciplina, organizza i
corpi degli allievi, ma di questa attività
normativa non resta quasi mai traccia
scritta o testimonianza diretta. Ora
che le "Note di condotta"
andranno in cantina, non avremo più
strumenti attendibili per rilevare il
linguaggio muto dei corpi dei ragazzi.
Le scritture dei diari di classe servono
per capire le "realtà a
rischio" - perlopiù meridionali,
dice De Vivo, ma anche di tante scuole
delle periferie di Torino, Milano, o
della ricca e progredita Brianza - molto
meglio di indagini ministeriali o sapienti
ricerche psicologiche.
(Da
"La Stampa" del 19 gennaio
2001)