Archivio Tag: Gianni Celati

BUON PAESANO 1

«Dovevo questo testo a Zibaldoni e altre meraviglie dal 22 dicembre 2002, giorno della sua fondazione. Ci sono voluti 15 anni esatti e un lungo apprendistato affinché venisse fuori. Ringrazio Walter Nardon per averlo indirettamente sollecitato e tutti coloro che hanno collaborato e contribuito alla crescita di Zibaldoni fin qui, fino alla fine della sua adolescenza, o forse più semplicemente fino alla fine». [Edv]

Massimo Rizzante ed Enrico De Vivo

S’intitola Il geografo e il viaggiatore. Lettere, dialoghi, saggi e una nota azzurra sull’opera di Italo Calvino e di Gianni Celati (Effigie, 2017) l’ultimo libro di Massimo Rizzante, poeta, saggista, traduttore e docente di Letterature comparate all’Università di Trento. Lo stesso Rizzante l’ha definito un libro su un’amicizia, quella tra Calvino e Celati, ma anche sull’amicizia come forma, forse l’ultima, in grado di renderci meno scontenti e più in dialogo con il mondo, ovvero meno sentimentali e più sensibili.

boccal

ENRICO PALANDRI, Boccalone. Storia vera piena di bugie Bompiani editore, 2017 – Collana: Tascabili narrativa   Per Bompiani, con una foto di copertina d’Enrico Scuro, torna in libreria il debutto di Enrico Palandri, Boccalone, trentotto anni dopo la prima edizione per L’Erba Voglio, la creatura editoriale di Elvio Fachinelli. Ambientato a Bologna, negli anni del movimento, [continua]

Rizz Geog

Il 5 ottobre è uscito il nuovo libro di Massimo Rizzante, Il geografo e il viaggiatore (Effigie, 2017). In esclusiva per i lettori di Zibaldoni proponiamo la prosa conclusiva che riassume con maestria immaginifica il contenuto saggistico dell’opera, dedicata a Gianni Celati ed Enrico De Vivo, qui nelle vesti insospettate di personaggi del racconto. In coda, una lettera inedita di Gianni Celati.

Disegno di Davide Racca

“Il corpo è un organo per affondare nell’esterno, come pietra, lichene, foglia”. Gianni Celati, Verso la foce   In questi giorni sto rileggendo l’opera di Gianni Celati nel Meridiano Mondadori appena pubblicato (gennaio 2016).  Sono quasi duemila pagine (compresi gli apparati), nelle quali scorre l’intera vita dello scrittore, da Comiche a Selve d’amore, passando attraverso [continua]

Dove pare a te

di in: BazarGianni Celati (2)
Gianni Celati ad Angri nel 2011 (foto di Enrico De Vivo)

Oggi è un giorno speciale, perché arriva un riconoscimento importantissimo per Gianni Celati: la pubblicazione delle sue opere narrative nella collana Meridiani di Arnoldo Mondadori. È un momento di grande gioia per Zibaldoni, che deve tanto allo scrittore ferrarese. Per festeggiare l’evento, proponiamo ai nostri lettori una nuova rubrica speciale, che raccoglie tutti i testi scritti da Celati per Zibaldoni (dalle prime stesure dei romanzi alle traduzioni, dalle lettere ai sonetti e ai saggi), e un suo racconto pressoché inedito, pubblicato nel 1989 su Il Buon Paesano, una piccola rivista di Angri (SA), seguito da una nota di Enrico De Vivo.

WP_20150522_005

«Una volta noi avevamo questa abitudine di inventarci situazioni, metterci addosso quel che capita, parlarci per ore con gerghi e accenti strani, recitare senza copione e andare avanti per molto tempo così partendo da uno spunto casuale». Con queste parole si apriva La bottega dei mimi, libro ormai introvabile del 1977 di Gianni Celati, Lino Gabellone, Nicole Fiéloux e Carlo Gajani. La scomparsa nei giorni scorsi di Gabellone, ha spinto Antonio Prete a scrivere il seguente testo. Noi abbiamo aggiunto alcune foto che ritraggono Celati e Gabellone, tratte da La bottega dei mimi.

Opera di Emilio Isgrò

Carpi, “Festa del racconto”, 4 ottobre 2014: incontro con Gianni Celati, Antonio Prete, Ermanno Cavazzoni. Verso le 20:00, sul palco sistemato nei Giardini della Pretura, è il turno di Celati. Per il modo di vestire sciolto e casuale, e per la sciarpa – ma anche per la faccia lunga, oltre che per una certa luce negli occhi – Celati somiglia sempre più a uno scrittore francese del secolo scorso. Seduto su una sedia bianca, rilassato, esegue il suo intervento lucido, rigoroso e profondo – brioso, ritmato e incantato – che naturalmente soltanto “chi ha orecchie” può intendere. Alla fine della serata, un vecchio pittore commenta: «Bisognerebbe inventarsi più spesso messinscene sospese e folli come questa di Celati, per smontare la macchina per intrattenere rimbambiti che sta diventando la letteratura e l’arte in generale». A beneficio dei nostri lettori, trascriviamo qui (a modo nostro) l’intervento di Celati.

Opera di Anselm Kiefer

In esclusiva per i lettori di Zibaldoni il pezzo mancante di un vecchio mosaico: la quinta e ultima puntata di «Vita e pensieri dell’attore Attilio Vecchiatto – con testimonianze autentiche di Enrico De Vivo, che ha avuto l’onore di conoscerlo e ospitarlo, permettendogli un rinfrescante soggiorno napoletano», qui presentata nella sua stesura orginaria, prima della pubblicazione presso Feltrinelli. Anche le puntate precedenti sono leggibili su Zibaldoni gratuitamente, e tutte insieme sono raccolte nel volume di Gianni Celati Sonetti del Badalucco nell’Italia odierna (Feltrinelli, 2010).

René Magritte, Perspicacity

In seguito alla pubblicazione di Sibber (Effigie, 2014), di cui avevamo dato una breve anticipazione sulla nostra rivista (e anche a seguito di varie recensioni uscite sul libro, che hanno sollevato questioni degne di approfondimento nella riflessione sulla letteratura odierna), ho chiesto a Walter Nardon di parlare più direttamente della narrazione e di vari aspetti della pratica narrativa. Questo è il risultato della nostra conversazione, che è anche il primo testo di una nuova rubrica della nostra rivista.

Disegno di Franco Matticchio

Nei prossimi giorni gli studenti delle scuole di ogni ordine e grado saranno impegnati nello svolgimento dei cosiddetti test INVALSI. In questo saggio, pubblicato nell’ultimo volume del “Seminario Internazionale sul Romanzo” dell’Università di Trento, il lettore è invitato a interrogarsi su tutto quello che, con l’avvento della logica delle “crocette”, è andato perduto in termini di abilità compositive e creative.

Un bel ripasso di storia della letteratura dagli albori del web. Un concentrato spumeggiante di idee, proposte, visioni, alterchi, polemiche, contraddistinto dall’entusiasmo e dall’ingenuità che animano sempre tutti gli inizi. In questo “ZiBook” si incontrano scrittori e personaggi più e meno noti, tutti incredibilmente e irrimediabilmente attratti – come in un castello di Atlante d’oggigiorno – dalla magia dell’espressione immediata e improvvisa (il “commento”!) all’interno della Rete.