DOMENICO CIPRIANO/ Abolisci
Abolisci la frattura
di Domenico Cipriano
                                      

Abolisci la frattura tra reale e virtuale
siamo fagocitati dalle immagini
e apparteniamo a quello che guardiamo.

Non credo più nella simbiosi
tra gli oggetti e il tatto (che fa vivo
il corpo) lasceremo che sia la memoria

a portare con sé gli odori delle cose.
Crediamo di essere uniti con il mondo
e conoscere ogni forma di esistenza:

la violenza non fa più orrore
e ricordiamo i corpi osservandoci
le mani, la tenerezza che avevamo.

(Avellino, 20 dicembre 2006)

*

Ho un calo di neuroni senza dieta
tu speri che il peso ceda e bruci
calorie. Produci così energia.
Io accendo la memoria e l’annullo:
i neuroni che cancello sono il peso
sottratto agli eventi, a fuoco spento.

(Avellino, 26 gennaio 2007)

*

Tronchi vuoti di vetro
tra siepi di numeri neri
quadrometrica decisione
di lancette sullo schermo
bluastro, una costa lasciata
laconica dalla pioggia sottile
e raccolgo numeri a cinque
sommando le ore.
                             Pendolando
scandisco il volto ai paesi.

(Napoli, 8 genn. 2003)

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