Vita di René Caillié

di in: Timbuctù

René Caillié, il viaggiatore, autore del Journal d’un voyage à Timbuctù, nacque il 19 novembre 1799 nel villaggio di Mauzé-sur-le-Mignon, a poca distanza dall’Atlantico, nella regione di Poitou-Charentes, in Francia. Non conobbe mai il padre, morto mentre scontava una pena ai lavori forzati per il furto di uno scudo di sei franchi; la madre, rimasta con tre figli piccoli e nelle più grandi difficoltà economiche, morì poco tempo dopo. Lui andò a vivere con un zio, il suo tutore, il quale lo tolse da scuola e lo mise a imparare il mestiere paterno di panettiere; poi, dal momento che il suo fisico fragile non ne sopportava la fatica, quello di ciabattino. La piccola comunità del villaggio teneva sotto osservazione l’“orfano del forzato”, del panettiere ubriacone, spingendolo sempre più a prendere le distanze da quel mondo per rinchiudersi nella lettura di libri di viaggio e frequentare le banchine del porto, di fronte al mare aperto, tra i marinai e le merci che arrivavano dalle “Isole”, spezie, stoffe preziose, frutti esotici. Il suo eroe divenne Robinson Crusoe, il suo sogno Timbuctù, la “città misteriosa”, in cui, a parte uno schiavo francese, Paul Imbert d’Olonnais, che vi era stato portato dal padrone nel 1591, nessun cristiano aveva più messo piede dal XV secolo.

Il 27 aprile del 1816, a sedici anni, contro il volere suo tutore, Caillié si imbarcava come mozzo sulla Loire, una piccola nave che trasportava coloni nel Senegal, da poco, col trattato di Parigi, passato dagli Inglesi ai Francesi. Qui andò a lavorare a Gorea, al servizio del comandante del villaggio di Dakar. Il Journal ha inizio da questo momento.

In quel periodo si stava organizzando una spedizione britannica per ritrovare le tracce del viaggiatore scozzese Mungo Park, scomparso nel 1805 dopo aver scoperto e esplorato una parte del Niger. Spedizione guidata dal maggior Peddie il quale morì durante il percorso e fu sostituito dal capitano Campbell. Questi si diresse verso le alte montagne del Fouta-Djallon e là fu ucciso.

La terza spedizione, guidata dal capitano Gray, è quella in cui entrò Caillié. Sono i trecento terribili chilometri su “una sabbia ardente e quasi mobile”, di cui il Journal racconta. Tutto andò nel peggiore dei modi, non gli rimase che tornare a Gorea.

Da quel momento, per quattro anni, Caillié si spostò tra Senegal, Antille, dove lavorava per conto di un commerciante di vini di Bordeaux, e Mauzé, il villaggio natale, dove veniva periodicamente rimpatriato a causa delle continue e gravi malattie. Ma la lettura di Mungo Park, in una di queste soste a Mauzé, scatenò nuovamente il desiderio di raggiungere a ogni costo e come che fosse, anche a piedi e da solo, Timbuctù. Le mappe dell’Africa mostravano ancora ampie zone non segnate, ignote dunque agli occidentali: gli esploratori che vi si erano avventurati, Boodwich, Bolzoni, Laing, Mungo Park, erano morti lungo il percorso.

 

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La seconda parte di questo testo è stata rimossa. Tutto il libro di Caillié, curato e tradotto da Barbara Fiore, è stato pubblicato in formato EPUB, MOBI, PDF. Si può acquistare qui su ZIBALDONI o qui su AMAZON o su qualsiasi altro store online.

 

Viaggio a Timbuctù