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Il ricordo dedicato a Gianni Celati da Walter Nardon, suo amico caro e studioso della sua opera: “Nella sollecita attenzione che ha avuto per tanti e anche per me, citerei la condivisione di un assunto inevitabile, ossia che la disciplina non basta, che nella scrittura ci vogliono dedizione e il coraggio di mostrarsi vulnerabili, anche quando non si tratta di una questione puramente emotiva”.

Per ricordare Gianni Celati, scomparso il 3 gennaio scorso a Brighton, pubblichiamo il testo d’avvio di uno dei libri più importanti a lui dedicati, Il geografo e il viaggiatore di Massimo Rizzante. Per la verità non ci sarebbe bisogno di ricordare qui Celati perché la sua presenza in Zibaldoni e altre meraviglie è dappertutto fin dalle origini, anzi da prima che la rivista nascesse. Tuttavia, questo testo di Rizzante parla dell’amicizia, ossia di quel sentimento umano (che Celati chiamava anche Eros, riferendosi a Platone) che ha consentito a tanti di noi di stare in sintonia con un altro passo e un’altra visione sulle questioni della letteratura. Un passo e una visione comuni, cioè come se, mentre parlavamo discutevamo scrivevamo, fossimo non tanto degli scrittori individuabili, ma una comunità, un’unica mano che agiva, un unico intelletto che si manifestava nelle forme più diverse. Se Zibaldoni è nata ed è andata avanti, è solo grazie a questa amicizia (o Eros), con cui Celati ha avuto il merito di metterci in sintonia, aiutandoci a diventare così “almeno un po’ UOMINI PACIFICI”. (Edv)

Le teorie complottiste sono una risposta a questa contraddizione, risposta che può essere riassunta in questo modo: negare la stessa contraddizione. E come fanno a negarla? Facendo delle informazioni, a favore o no della teoria complottista, parte della teoria complottista. Ovvero, le prove che negano il complotto, sono prove a favore del complotto.

Il presente studio si concentra sulle forme di impegno etico-politico o etico-estetico nell’opera di Celati degli anni Duemila, anni che hanno dato vita, attraverso la collaborazione alla rivista Zibaldoni e altre meraviglie, a quella che si potrebbe chiamare una “linea leopardiana dell’impegno”. Tratteremo in particolare il ciclo di Vecchiatto… e faremo rapide ma decisive incursioni negli articoli apparsi in questi anni, a firma di Celati e di altri, sulla rivista Zibaldoni.

«Dovevo questo testo a Zibaldoni e altre meraviglie dal 22 dicembre 2002, giorno della sua fondazione. Ci sono voluti 15 anni esatti e un lungo apprendistato affinché venisse fuori. Ringrazio Walter Nardon per averlo indirettamente sollecitato e tutti coloro che hanno collaborato e contribuito alla crescita di Zibaldoni fin qui, fino alla fine della sua adolescenza, o forse più semplicemente fino alla fine». [Edv]

S’intitola Il geografo e il viaggiatore. Lettere, dialoghi, saggi e una nota azzurra sull’opera di Italo Calvino e di Gianni Celati (Effigie, 2017) l’ultimo libro di Massimo Rizzante, poeta, saggista, traduttore e docente di Letterature comparate all’Università di Trento. Lo stesso Rizzante l’ha definito un libro su un’amicizia, quella tra Calvino e Celati, ma anche sull’amicizia come forma, forse l’ultima, in grado di renderci meno scontenti e più in dialogo con il mondo, ovvero meno sentimentali e più sensibili.

ENRICO PALANDRI, Boccalone. Storia vera piena di bugie Bompiani editore, 2017 – Collana: Tascabili narrativa   Per Bompiani, con una foto di copertina d’Enrico Scuro, torna in libreria il debutto di Enrico Palandri, Boccalone, trentotto anni dopo la prima edizione per L’Erba Voglio, la creatura editoriale di Elvio Fachinelli. Ambientato a Bologna, negli anni del movimento, [continua]

Il 5 ottobre è uscito il nuovo libro di Massimo Rizzante, Il geografo e il viaggiatore (Effigie, 2017). In esclusiva per i lettori di Zibaldoni proponiamo la prosa conclusiva che riassume con maestria immaginifica il contenuto saggistico dell’opera, dedicata a Gianni Celati ed Enrico De Vivo, qui nelle vesti insospettate di personaggi del racconto. In coda, una lettera inedita di Gianni Celati.

“Il corpo è un organo per affondare nell’esterno, come pietra, lichene, foglia”. Gianni Celati, Verso la foce   In questi giorni sto rileggendo l’opera di Gianni Celati nel Meridiano Mondadori appena pubblicato (gennaio 2016).  Sono quasi duemila pagine (compresi gli apparati), nelle quali scorre l’intera vita dello scrittore, da Comiche a Selve d’amore, passando attraverso [continua]

Oggi è un giorno speciale, perché arriva un riconoscimento importantissimo per Gianni Celati: la pubblicazione delle sue opere narrative nella collana Meridiani di Arnoldo Mondadori. È un momento di grande gioia per Zibaldoni, che deve tanto allo scrittore ferrarese. Per festeggiare l’evento, proponiamo ai nostri lettori una nuova rubrica speciale, che raccoglie tutti i testi scritti da Celati per Zibaldoni (dalle prime stesure dei romanzi alle traduzioni, dalle lettere ai sonetti e ai saggi), e un suo racconto pressoché inedito, pubblicato nel 1989 su Il Buon Paesano, una piccola rivista di Angri (SA), seguito da una nota di Enrico De Vivo.

«Una volta noi avevamo questa abitudine di inventarci situazioni, metterci addosso quel che capita, parlarci per ore con gerghi e accenti strani, recitare senza copione e andare avanti per molto tempo così partendo da uno spunto casuale». Con queste parole si apriva La bottega dei mimi, libro ormai introvabile del 1977 di Gianni Celati, Lino Gabellone, Nicole Fiéloux e Carlo Gajani. La scomparsa nei giorni scorsi di Gabellone, ha spinto Antonio Prete a scrivere il seguente testo. Noi abbiamo aggiunto alcune foto che ritraggono Celati e Gabellone, tratte da La bottega dei mimi.