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“La difficoltà del comandamento bellico cinese di conoscere il proprio nemico sta nella sgradevolezza che quella conoscenza ci provoca. Così il più elementare degli stratagemmi può essere messo in atto dal più inumano, indifferente alla nausea, o dal santo, che per il proprio nemico non ha che amore. Per questo è il santo, il più perfetto assassino”.

Cene al veleno

di in: De libris

È uscito da qualche giorno Cene al veleno, l’ultimo romanzo di Omar Viel, accompagnato da una postfazione di Massimo Rizzante. Di seguito una sinossi, un piccolo estratto dal libro e il book trailer.

Quasi ogni giorno, o comunque ogni volta che torna ubriaco dal bar scozzese che si trova proprio all’angolo di uno dei quattro incroci che contornano il condominio in cui abitiamo, mio figlio poco prima di accasciarsi sul divano letto dove di solito dorme mi grida che le sue ginocchia si stanno incollando, e che solo [continua]

È uscito da poco in Italia il saggio di Lakis Proguidis I misteri del romanzo. Da Kundera a Rabelais (Mimesis, 2021), a cura e nella traduzione dal francese di Simona Carretta. Questo volume, che avvia una trilogia in progress dedicata a François Rabelais, esplora la categoria estetica del “riso romanzesco” ricorrendo agli strumenti del saggio letterario. Ne proponiamo un estratto dalla prima parte, La parola.

“Conosci la geologia della Transilvania?” Chiede Miloš a S. in una specie di estasi demente, lei ancora quasi una bambina, tutti e due anzi a dir la verità ancora giovanissimi, il broncio di S. come un’ala di farfalla ancora accartocciata dalla metamorfosi; e dietro di loro, perfettamente inquadrata tra i due volti, la smorfia di un marinaio vampirizzato e il grido vittorioso e triste dei galli di Jakarta che cercano di inghiottire il sole grigio.

Ah! I benedetti portoni di Schwarzschwarz, dietro i quali si diragnano esili ringhiere, scale e scalette di ferro, un dedalo di salite e discese, una grottesca di ferro e marmo vomitata in gola alla casa e, dietro l’intrico di ferraglia e gradini che salgono e scendono e sbandano e quasi sbatacchiano qua e la come falene intrappolate, il verde di una corte interna, come un sole preso tra le spine di un roveto invernale.

Fetish/ 4

di in: Fetish

Mi sforzai di ricordare. Ero quasi certa di avere indossato un completo da cameriera Contessa a un provino pubblicitario, due o tre anni prima, un abito di latex con i bordi ricamati in pizzo sangallo. Copriva per metà il sedere e per un terzo il seno, un capo davvero alternativo solo come antidoto a un eccesso di anticonformismo.

Una vera statuina vivente si muove solo quando tutti sono girati. Guardarla sempre è il modo più sicuro di ucciderla, o di diventare a propria volta statuina. Gli unici che la possono vedere quando si muove sono i bambini, recita il segreto catechismo delle statuine.

Fetish/ 3

di in: Fetish

Il Flaubert Dry era un esempio di spazio multiforme. L’interior design incitava alla violenza. Tutto era affilato, ma carezzevole, un luogo che ispirava desideri di elevazione e distacco. I clienti si specchiavano su modanature dorate, su lamine e superfici barocche, in cerca di qualità fisiche che non trovavano, inconsapevoli che la bellezza non sopporta repliche né riflessioni.

In altre parole, va in effetti riconosciuta al “viaggio” nel “futuro” una certa utilità, quando ad esempio esso venga effettuato per scopi politici: l’ambito politico infatti, a meno di non avere un’intera popolazione di psyche® artificiali consenzienti (un software, per così dire, totalitario), non permette correzioni di sorta all’interno del quadro di comando, estremamente rigido.

Fetish/ 2

di in: Fetish

Sono la sola a trovare sinistro il fatto che Re Constantinos si sia rassegnato a tramandare la parte più insignificante della sua esistenza? È possibile che il desiderio di sopravvivere geneticamente sia più forte della reputazione e del patrimonio? Quell’uomo stava morendo senza un erede. Anzi, un erede forse esisteva, ma lui non sapeva dove trovarlo. A parte questo, non aveva scuse.

Il presente accumulo di personaggi situazioni e battute che qui si sciorina a mo’ di “nelle-puntate-precedenti” non tragga in inganno il lettore. Molte cose nella penna, zero cose sullo schermo: è uno dei motti Bapak Rolex…

Ci meravigliamo di come i personaggi delle fiabe si lascino sempre scappare la seconda occasione, solo perché nelle fiabe i fatti minuscoli che senza pietà ci uncinano fuori dal nostro destino vengono mutilati dalla narrazione; la narrazione è il veleno che avvelena la storia ma di cui la storia non può fare a meno.