Articoli di Gianni Celati

Dove pare a te

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Gianni Celati ad Angri nel 2011 (foto di Enrico De Vivo)

Oggi è un giorno speciale, perché arriva un riconoscimento importantissimo per Gianni Celati: la pubblicazione delle sue opere narrative nella collana Meridiani di Arnoldo Mondadori. È un momento di grande gioia per Zibaldoni, che deve tanto allo scrittore ferrarese. Per festeggiare l’evento, proponiamo ai nostri lettori una nuova rubrica speciale, che raccoglie tutti i testi scritti da Celati per Zibaldoni (dalle prime stesure dei romanzi alle traduzioni, dalle lettere ai sonetti e ai saggi), e un suo racconto pressoché inedito, pubblicato nel 1989 su Il Buon Paesano, una piccola rivista di Angri (SA), seguito da una nota di Enrico De Vivo.

Opera di Anselm Kiefer

In esclusiva per i lettori di Zibaldoni il pezzo mancante di un vecchio mosaico: la quinta e ultima puntata di «Vita e pensieri dell’attore Attilio Vecchiatto – con testimonianze autentiche di Enrico De Vivo, che ha avuto l’onore di conoscerlo e ospitarlo, permettendogli un rinfrescante soggiorno napoletano», qui presentata nella sua stesura orginaria, prima della pubblicazione presso Feltrinelli. Anche le puntate precedenti sono leggibili su Zibaldoni gratuitamente, e tutte insieme sono raccolte nel volume di Gianni Celati Sonetti del Badalucco nell’Italia odierna (Feltrinelli, 2010).

ZIB CORPO 5

La maschera comica di Sordi dispiega una falsità che è impossibile condannare poiché è inseparabile dal comportamento quotidiano. Questa tipologia maschile è parte integrante della tradizione italiana della menzogna, che trova la sua forma più perfetta nella spettacolare teatralità della Roma papale; e le sue origini nel modo di concepire la religione e il potere come ostentazione spettacolare proprio della Chiesa cattolica.

Celati Fellini

Fellini era certamente consapevole del pensiero di Vico e nulla è più vicino alla sua presa di posizione poetica. Nelle interviste, tutti i suoi ricordi d’infanzia e adolescenza trascorse in un piccolo paese meta di vacanze balneari coincidono con quella sorta di “vigorosa immaginazione” descritta da Vico.

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11. Tempo e spazio, un’analogia con i tappeti d’Oriente Nei poemi cavallereschi manca quel termine di riferimento che è il tempo lineare della Storia, fatto di frazioni uniformi con cui misuriamo tutto in secoli, anni, mesi. Dunque non ci sarà la formula: “Nel tal giorno, o mese, Orlando arrivò nel luogo x”; bensì: “Orlando (di [continua]

Angelica e altri pupi

… ma seguitiamo Angelica che fugge. Fugge tra selve spaventose e oscure…” Ariosto, Orlando Furioso, I, 32-33 1. Eroi che girano a vuoto All’inizio del poema ariostesco, Angelica che fugge nella selva ci trascina subito in un mondo dove tutti agiscono in stati di incantamento o di fissazione prodotti dal gioco della sorte. La bella [continua]