Per la comunità avvenire

Nel mese di agosto dell’anno 2003, agli albori del web e delle prime esperienze di scrittura in Rete, ci capitò di partecipare a diversi dibattiti e polemiche. Una discussione, in particolare, ebbe una certa eco, coinvolgendo scrittori ruotanti attorno alla rivista "Nazione Indiana" come Tiziano Scarpa, Antonio Moresco, Carla Benedetti, Raul Montanari e molti altri. Discutevamo, tra le altre cose, del termine “comunità”, prendendo spunto da alcuni libri allora molto in voga del filosofo Roberto Esposito. Qui di seguito pubblichiamo un passaggio (adattato) da uno dei nostri interventi, seguito da una breve lettera che ci scrisse lo stesso Roberto Esposito. Tutti i particolari del dibattito sono leggibili nello "ZiBook" intitolato "Polemiche, amicizia, estraneità", edito da "Zibaldoni e altre meraviglie" e scaricabile gratuitamente sul nostro sito o su tutti gli store online.

“Essere uniti è buono e divino; perché allora la brama

Tra gli uomini, che uno solo sia e una cosa sola?”

Hölderlin, La radice di ogni male

 

Il carattere di “gratuità doverosa” del ‘munus’ a noi interessa fortemente ai fini del nostro discorso perché implica una certa idea di responsabilità e di sacrificio che obbliga quasi naturalmente ogni uomo a “fare” insieme agli altri. È per questo che parlavamo della necessità di perder tempo ad ascoltare gli altri, della fatica di mettersi in relazione per allestire una comunità, etc. “Abolire la relazione”, impedire di “alterarsi”, invece, è il presupposto di qualsiasi potere contrattuale, fondato non a caso sull’“immunitas” (si vedano i bloggers, “immuni” perfino da loro stessi, o il sistema culturale dei mediatori, che pompa tanti “scrittori” ognuno con la sua “poetica immunitaria”), opposta in tutti i sensi alla “communitas” (l’origine di ‘munis’ è ‘munus’), la quale ha a che fare con un “dono” (“munus”) che non si può non fare (la “doverosità”) alla pari con gli altri (“cum”), in un circolo partecipativo che è l’esatto contrario del potere costituito, anche perché alla sua base dovrebbero esserci lo spreco e il nostro nulla costitutivo, ovvero il punto sempre sfuggente dell’orizzonte. La “comunità” come nostra radice più propria, verso cui si tende nonostante tutto, ma che non si afferra mai. […] ENRICO DE VIVO e GIANLUICA VIRGILIO

 

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“Cari Enrico e Gianluca, grazie dei testi che mi avete mandato. Grazie soprattutto per il lavoro che state facendo, per la passione comunitaria che lo anima. Mi pare una cosa importante, autentica, coraggiosa. Una cosa nuova, almeno in Italia. Anche le parti polemiche mi sembrano utili. Come diceva Heidegger, lo stesso conflitto è una forma, un modo, certo negativo, del ‘cum’. Anche i testi che negano il ‘munus’ sono comunque inscritti sul suo rovescio. Quanto a voi, avete colto assai bene le cose essenziali del mio lavoro, ma soprattutto gli state dando ‘corpo’ e ‘voce’. […] Seguirò con attenzione e piacere il vostro lavoro. A presto, Roberto Esposito”.

 

 

Qui si può scaricare gratuitamente lo ZiBook.

 

Polemiche, Amicizia, Estraneità