Articoli di Enrico De Vivo

Straordinari e sorprendenti commenti hanno accompagnato l’uscita dell’ultimo libro curato da Gianni Celati, Alice disambientata (Le Lettere, 2007), che per la precisione è la riedizione di una “macchina di scrittura”, avviata a Bologna nel 1976-1977 da un autore collettivo (per lo più studenti riuniti nel gruppo ALICE/DAMS, che all’epoca animava un corso universitario tenuto dallo stesso [continua]

Primi anni Settanta. In uno studio televisivo della RAI si trovano Enzo Biagi, conduttore del programma, Pier Paolo Pasolini e due suoi vecchi amici. Pier Paolo Pasolini: Il fatto di aver trovato i miei amici qui, alla televisione, non è bello. Per fortuna noi siamo riusciti ad andare al di là dei microfoni e del [continua]

Nella sua opera di ricognizione dell’antica sapienza italica, Giambattista Vico scriveva che conoscere significa mettere insieme tutti gli elementi di una cosa, dai quali si possa ricavare così la sua “idea perfectissima”. Da questo punto di vista, la metafisica – “donna con le tempie alate” e con lo sguardo rivolto al cielo e i piedi sulla [continua]

XXI. Il mondo dovunque è cambiato, ma qui . . . Alla corte dell’Imperatore Federico giungevano da ogni parte del mondo artisti, musici e favellatori, oltre che gente dotata in qualche misura di abilità varie: schermitori, giostratori. E questo perché Federico aveva fama di essere sommamente generoso verso uomini siffatti, dediti ossia alla cura delle arti. Durante [continua]

δι’ ένεργείας ές άργίαν… Carlo Michelstaedter I personaggi della raccolta di racconti Storie di solitari americani” (traduzione e cura di Daniele Benati e Gianni Celati – Edizioni BUR, Luglio 2006) li conosciamo da tempo, quasi tutti: quelli più famosi ed emblematici,come il Bartleby di Melville, il Wakefield di Hawthorne e l’Uomo della folla di Poe, [continua]

“Scrivere significa accalorarsi in silenzio”, dice Walser-Fritz Kocher. “Chi non sa star seduto tranquillo ma deve sempre far fracasso e darsi arie perché sta eseguendo un lavoro, non potrà mai scrivere in modo piacevole e vivace”.

“Aristotele dà questa definizione: il movimento è l’atto di una potenza in quanto potenza – quindi non il passaggio all’atto, ma l’atto di una potenza come potenza. Poi dice anche: il movimento è un atto imperfetto – a-telès – che non si possiede nella sua fine, non ha un fine”.

XI. Un discepolo infame C’era un medico molto rinomato, di nome Giordano, che aveva un discepolo. Un giorno veniva convocato al capezzale di un fanciullo molto ammalato, e il discepolo, per acquistar pregio ai danni del maestro, andava dicendo al padre del fanciullo che suo figlio sarebbe certamente morto. Poi faceva aprire la bocca al [continua]

Parlare per compiacere… spero che questo finisca” Romano Prodi intervistato a RAI 3, 2 aprile 2006 Nel corso della trasmissione televisiva, il Presentatore Ridente fa la domanda più scontata alla Vecchia Scrittrice, la domanda che tutti si aspettano e vogliono sentire: “Secondo Lei, IL CAIMANO è un film contro Berlusconi?”. La Vecchia Scrittrice, senza esitare [continua]

Abituati come siamo a considerarci sempre e comunque degli esseri cogitabondi, riusciremmo mai ad accettare un’ipotesi secondo cui “l’uomo non pensa”, perché il pensiero si trova staccato da noi, non dentro di noi? Molto difficilmente. Eppure, le conclusioni cui si giunge nel libro di Emanuele Coccia La trasparenza delle immagini (Bruno Mondadori, 2005), dedicato ad [continua]

Questo libro contiene innumerevoli storie piacevoli ed esemplari. Vi si ascoltano parlate fiorite, vi si narrano alte cortesie; vi si registrano stupefacenti saggezze, immense virtù e generosi doni, così come li facevano nel tempo passato molti uomini veramente nobili – così come oggi quasi nessuno fa più. Prologo “La lingua parla dell’abbondanza del cuore”: con [continua]

Tutto è corpo, e ogni corpo deve assolvere un dovere; se non vuole essere nullificato deve avere una finalità, che si manifesta nell’obbedienza alle grandi leggi del respiro personale, e del respiro di tutti gli altri viventi. E queste leggi non possono essere trascurate”. Anna Maria Ortese, “Corpo celeste” Le “note in condotta” sono scritture raccolte [continua]