Archivi tag: Enrico De Vivo
Caimano a chi?
Parlare per compiacere… spero che questo finisca” Romano Prodi intervistato a RAI 3, 2 aprile 2006 Nel corso della trasmissione televisiva, il Presentatore Ridente fa la domanda più scontata alla Vecchia Scrittrice, la domanda che tutti si aspettano e vogliono sentire: “Secondo Lei, IL CAIMANO è un film contro Berlusconi?”. La Vecchia Scrittrice, senza esitare [continua]
Questo libro contiene innumerevoli storie piacevoli ed esemplari. Vi si ascoltano parlate fiorite, vi si narrano alte cortesie; vi si registrano stupefacenti saggezze, immense virtù e generosi doni, così come li facevano nel tempo passato molti uomini veramente nobili – così come oggi quasi nessuno fa più. Prologo “La lingua parla dell’abbondanza del cuore”: con [continua]
Note in condotta
Tutto è corpo, e ogni corpo deve assolvere un dovere; se non vuole essere nullificato deve avere una finalità, che si manifesta nell’obbedienza alle grandi leggi del respiro personale, e del respiro di tutti gli altri viventi. E queste leggi non possono essere trascurate”. Anna Maria Ortese, “Corpo celeste” Le “note in condotta” sono scritture raccolte [continua]
Gabbiani in assemblea
La realtà in larga misura si va trasformando sempre più in una colossale fotografia, e il fotomontaggio è già avvenuto: è nel mondo reale”. Luigi Ghirri Meno di niente Il nonno e la bambina sulla panchina mangiano il gelato. Un giovane soldato passeggia con il suo amore mano nella mano, cuore nel cuore… Queste [continua]
Michele Kolhaas
Dal 10 al 12 marzo 2005 si è tenuto a Roma, presso l’Università “La Sapienza”, un Convegno di studi sul tema dell’esilio, della migrazione e del “dispatrio”, organizzato da Silvia Tatti e Franca Sinopoli in collaborazione con il Dipartimento di Letteratura italiana.
Riportiamo la relazione di Antonio Prete.
Caro Enrico, una cosa che suggerisco è di cominciare questi ragionamenti rileggendo quel capitolo del Poema dei lunatici (di Ermanno Cavazzoni, ndr) in cui si dice che per descrivere i territori e relative popolazioni delle campagne (dove ci sono tutti quegli strani fenomeni, come le voci nei pozzi) bisognerebbe fare delle carte geografiche di acqua, [continua]
Sed qui certi esse possunt vidisse omnia?” G. B. Vico, De nostri temporis studiorum ratione, III A quanto pare, oggi l’unico modo di intendere la fantasia è quello insulso e frivolo legato alle suggestioni dell’infanzia o agli stordimenti del cinema: alla saga del Signore degli anelli o a Harry Potter, per intenderci. Dire “fantastico” equivale [continua]
Io credo che bisogna ripensare a tutta la questione di come si impara a scrivere quando si è bambini, e a quel passaggio che compiamo prima di arrivare alla lettura silenziosa, cioè la lettura sillabando con la voce le parole scritte, e quindi riflettere su quando si rompe quel filo che collega la voce alla [continua]





























