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di in: Bazar (0)
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1. L’idea di un dipinto

Stamattina il mare nostro era grigio
Un nastro d’arancio all’alba
gli stava sopra e stasera
che le nubi tutte si sono dissipate
questi colori freddi di novembre,
prima di notte nuovamente
l’arancio, sono così tersi
che non ci sono versi

 

*

 

Mi dici della casa che vorresti
che vorresti un tetto
con le travi alte di legno
le finestre sul mare grandissime
e mentre dici di loro
il tuo volto si spalanca
Una brezza si solleva
mi salva

 

*

 

Dal nostro terrazzino
le serate tardi d’estate
dall’alto si vedono
le piante nel giardino
la strada di recente sistemata
i vecchi contenti a costeggiarla
Fa notte
Sulla collina di fronte
c’è un quadrilatero di luci gialle
con i lati corti piegati d’un poco
Nitida e lontana è la croce bianca
del camposanto

 

*

 

La luna sopra il palazzo
con i piccoli rettangoli
intermittenti delle finestre
Più in alto Venere che tremola
Stiamo seduti a fumare
sui gradini di una scala antincendio
e il graticcio regolare d’acciaio
ha un che d’insicuro
Vibra di più di quel tanto
che pare sicuro

 

*

 

Il balcone è in alto
I montanti legati al parapetto
il parapetto, la mantovana alta
definiscono un rettangolo
È notte
Le luci sui colli
non gli cadono dentro
Non gli cadono dentro
il canto dei grilli
il sorriso della madre
la notte buia a destra
la notte a sinistra
e tutto questo non è che l’idea
di un dipinto

2. Respiro, panchina, zucca, latte.

 

Respiro

Non ho saputo mai
nuotare
Quando l’acqua mi toccava sul collo
avevo paura
delle mie braccia scarne
Chiudevo gli occhi
mi buttavo dentro
sedevo sul fondo
toccavo la rena
Resistevo
tornavo su
respiravo

Panchina

A settembre i lungomare si svuotano
Ricominci a vedere l’ampiezza del mare
Costretto e solo nel tuo corpo rimani
finita l’estate

Zucca

I tigli di Viale Crollalanza
stanno perdendo le foglie
È la notte di allowen
Una comitiva di ragazzetti passa
titubante a quale uscio dire
dolcetto scherzetto
Noi vuotavamo la zucca
Luminosa figura

Latte

Alle cinque in punto di mattina
arriva il corriere FRESCOBLU
ma stamattina è tutta coperta
di silenziosa nitida neve
la strada. Scende. Scarica il latte
Un brivido lo scuote. Riparte
Necessità e gioventù gli bruciano
nelle mani questo gelido bianco

3. Un dipinto

Vederti così, non dico sempre,
né, tanto meno, per sempre.
Ogni tanto, soltanto ogni tanto.
Vederti ogni tanto come poco
fa che era tanto, e appena ti
vidi era un niente: tre secondi
dall’altra volta, i mesi in mezzo,
tutti di corsa, trascorsi per nulla.

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