Infinite Jest, la serie TV

A tutela della rivista ZIBALDONI E ALTRE MERAVIGLIE da eventuali richieste da parte di detentori di diritti o altro, a scanso ovverosia di qualsiasi falla nell’esotismo che l’Autore fa bene a sottolineare, si segnala che la responsabilità della pubblicazione, nonché dell’elaborazione del seguente testo è a carico esclusivo del dott. Angelo Angera, al quale è opportuno eventualmente fare riferimento per qualsiasi informazione, scrivendo a: zibaldoni@zibaldoni.it [EDV]

Lapin DFW

Chissà se l’autore del romanzo avrebbe trovato divertente la circostanza che l’idea di trarre una serie televisiva da Infinite Jest sia nata come uno scherzo.

Circa un mese fa, una pagina del blog americano http://thehowlingfantods.com (ora oscurata in seguito ad accordi con i produttori della serie televisiva: http://www.thehowlingfantods.com/dfw/infinite-jest-tv-series.html) aveva postato la notizia, poi rivelatasi falsa, che in una zona desertica tra il Texas e il Messico erano in corso alcune riprese per un telefilm che, secondo le pretese indiscrezioni raccolte dai gestori del sito, sarebbe stato appunto Infinite Jest. Gli howling fantods (d’ora in poi HF) sostenevano di aver lavorato o di essere in contatto con due non meglio identificati truccatori messicani che avevano lavorato alla puntata pilota della prima serie e al trailer del telefilm, e di essere pertanto in possesso di informazioni riservate e di prima mano.

Nonostante la facilità con cui oggigiorno informazioni come questa possono essere verificate, prima che la bugia degli HF venisse smascherata la notizia si era diffusa negli Stati Uniti sud-orientali, generando tra i fan dello scrittore una vera e propria valanga di ipotesi, illazioni, conferme, e infine smentite. Lo scherzo (o dovremmo dire il Jest…) degli infernali HF è tuttavia arrivato all’orecchio del regista italoamericano Martin Scorsese che, intrigato dalla faccenda, ha deciso di imbarcarsi realmente nella produzione di una serie televisiva tratta da Infinite Jest; pare che Scorsese sia stato affascinato dall’idea degli HF di fare dello sterminato romanzo una serie letteralmente d’autore, ovvero una serie televisiva in cui ogni puntata girata sarebbe (ma a questo punto potremmo dire sarà) girata da un regista importante: un’operazione ambiziosissima, cui Scorsese del resto non è nuovo, come sa chi conosce la serie di documentari sul blues da lui promossa. Attualmente intorno alla serie Infinite Jest viene mantenuto il più stretto riserbo, dato che si è ancora in fase di preproduzione e non è affatto certo che il progetto verrà realizzato  (il Washington Post e Variety, cui si devono le prime indiscrezioni riguardo la vera serie TV, hanno dovuto oscurare le loro pagine: http://www.washingtonpost.com/goingoutguide/movies/scorsese-will-produce-the-infinite-jest-tv-series/2015/02/26/dg11feac-bc77-117e4-bdff-b8e8f594e6e_story.html; qui la pagina di Variety: http://variety.com/2015/tv/news/martin-scorsese-will-produce-the-infinite-jest-tv-series-1201443569344/; le notizie qui riportate riguardo la serie provengono da quei due articoli, ora eliminati).

Ben Stiller

 

La cosa più difficile, naturalmente, sarà mettere insieme un cast di registi di primo livello, ma sembra comunque che si sia in fase avanzata di trattative con i fratelli Cohen (nominati anche nel post degli HF), con Iñarritu e con Werner Herzog (Herzog dovrebbe girare un mockumentary sul cinema di James Incandenza, uno dei protagonisti del romanzo, folle figura di scienziato e regista cinematografico d’avanguardia); Clint Eastwood e Wim Wenders avrebbero invece già rifiutato l’offerta di Scorsese (Eastwood, in particolare, avrebbe dovuto interpretare per l’appunto il personaggio di James Incandenza); per quanto riguarda il cast, l’unico nome pressoché certo (per quanto si possa essere certi di cose come questa prima del primo ciak) sarebbe quello di Sigourney Weaver, che (anche qui seguendo le indicazioni degli HF, che possiamo supporre stiano collaborando in modo attivo con Scorsese per la preparazione del soggetto) interpreterà il ruolo maschile del presidente USA Gentle, che nel romanzo è un ex cantante confidenziale che una volta eletto presidente degli USA decide di risolvere il problema dei rifiuti in un modo talmente radicale e aggressivo da trasformare il Canada in un covo di terroristi internazionali. Sulla presenza di un ingrassatissimo Di Caprio nei panni di Don Gately (co-protagonista del romanzo, ex tossicodipendente impiegato in un centro di recupero) non si sa nulla di certo, ma la parte di Hal Incandenza (protagonista del film, un adolescente campione di tennis con seri problemi di dipendenza dalla marijuana) sembra sia stata adocchiata la giovane promessa Alex Lawther.

Di seguito, il testo tradotto del post degli HF, attualmente oscurato e che a quanto ci risulta non è mai stato letto in Italia. Il relativo esotismo dell’Italia e di questo sito rispetto al mondo di Hollywood ci terranno al riparo, vogliamo sperare, da eventuali richieste da parte della produzione o del distributore per l’Europa di rimuovere questa pagina.

 

 *

 

“A DFW, che tanto amava le sigle, sarebbe piaciuto sapere che il nome in codice della serie tratta dal suo capolavoro è IJ. La serie televisiva verrà realizzata da un trust di registi in prevalenza americani e quasi tutti esordienti (eccettuati Lynch, Jarmusch e i fratelli Cohen). Bisogna riconoscere che l’idea di trarre una serie televisiva da uno dei più polimorfi, sconfinati e imperfetti capolavori degli ultimi tempi è temeraria e, nello stesso tempo, azzeccatissima. La serie televisiva è forse l’unico contenitore adatto per una materia come quella dell’incontenibile capolavoro di DFW. Egli stesso, nella memorabile intervista rilasciata a Lipsky, aveva dichiarato che l’unico modo per trarre un film dal suo romanzo sarebbe stato con un’opera colossale, lunga diverse decine di ore, una cosa mostruosa alla Andy Warhol. Strano non avesse pensato a una serie TV, lui che in uno dei capitoli più toccanti del libro ha raccontato la terrificante discesa di un uomo nel delirio ossessivo per la serie M.A.S.H. Naturalmente i risultati potranno essere giudicati solo sulla lunga distanza, se è vero che il progetto è di realizzare ben sei stagioni di circa quindici puntate ciascuna, per un totale di più o meno novanta puntate; resta anche da vedere quale sarà la risposta del pubblico se, come sembra, la serie seguirà fedelmente, capitolo per capitolo, la struttura balzana del romanzo, cosa che siamo certi avrà suscitato forti perplessità nei piani alti della produzione, dato che molto difficilmente il pubblico televisivo USA sarà in grado di seguire il labirinto di flashback e flashward allestito nel romanzo. È probabile che i produttori si siano lasciati convincere in considerazione del fatto che ogni puntata potrà essere considerata un’avventura più o meno a sé stante dei personaggi del telefilm, mentre i fan del romanzo potranno godere in modo più consapevole delle varie connessioni tra episodio e episodio (del resto anche tra i fan non sono poi molti quelli che possono dire di padroneggiare in modo anche sufficientemente chiaro la trama del romanzo; in ogni caso, qui i neofiti possono trovare una serie di link utili: http://www.thehowlingfantods.com/dfw/infinite-jest.html).

 

Alex Lawther

 

Trattandosi di una serie televisiva e quindi di un’operazione che coinvolge una piccola folla di persone, non si sono potute evitare le fughe di notizie e le indiscrezioni, come quella che qui vi offriamo. L’altro ieri [21 febbraio 2015, giorno del compleanno dell’autore, secondo noi un imprudente eccesso melodrammatico da parte degli HF, n.d.t.], davanti alla famiglia dell’autore e a un ristretto gruppo di persone, a Santa Teresa (dove sono state effettuate le riprese per la scena di dialogo tra l’agente segreto USA Steeply, interpretato da Woody Harrelson, e il terrorista senza gambe del Québec Marathe, interpretato da Ben Stiller) sono stati proiettati l’episodio pilota e il trailer della serie. Forse i produttori avevano pensato che la località relativamente fuorimano avrebbe garantito la segretezza della proiezione, ma non è facile per un americano tenere un segreto a Santa Teresa, specie se quell’americano ha assunto come truccatori due messicani…

Abbiamo una descrizione completa solo dei primissimi minuti del pilota e dell’intero trailer, ma ce n’è quanto basta per farsi venire la bava alla bocca dalla smania di vedere la serie completata. L’operazione sembra veramente di altissimo livello (si parla già di qualcosa che surclasserà definitivamente serie d’autore come Twin Peaks o persino Heimat).

All’inizio del pilota, girato da Scorsese, si sente il breve ronzio di una mosca. Quando il buio scompare, la telecamera è posizionata alle spalle di Hal Incandenza. Per ragioni che a chi conosce il romanzo risulteranno ovvie, non vediamo il volto del ragazzino; vediamo quello che lui sta probabilmente guardando, ossia una sezione del reparto Amministrazione dell’Università dell’Arizona: una finestra che dà sul giardino dell’università, e sulla destra una porzione del corpo di uno dei Decani, che parla con qualcuno di qualcosa che non si riesce a capire. La mosca cammina sul collo immobile del ragazzo. Lentamente, con un movimento à la Antonioni, la telecamera oltrepassa le spalle del ragazzo. Fuori campo, la voce di Hal recita le prime parole del romanzo, mentre la telecamera fa un lento zoom verso la finestra, avvicinandosi sempre di più al vetro. Alle parole “deLint and I”, la telecamera sembra quasi sul punto di sbattere contro il vetro, e non si vede altro che il giardino e gli stipiti della finestra. La voce qui fa una pausa, e dopo un po’ una mosca (forse la stessa che era sul collo di Hal) si posa contro il vetro e la voce di Hal dice “I am in here” [altra piccola imprudenza: la citazione del romanzo è anche il motto del sito degli HF, n.d.t.]. A questo punto iniziano i titoli di testa, accompagnati dal preludio alla suite per violino solo BWV 1006 di Johan Sebastian Bach nell’interpretazione di Yehudi Menuhin”.

 

“I titoli sembrano in qualche modo emergere dalla terra rossa di un campo da tennis inquadrato dall’alto. Mentre la musica prosegue, all’inizio compaiono solo le lettere I e J, poi tutte le altre.

Oltre a Bach, l’unica altra musica riconoscibile è La vie in [sic] rose cantata dalla Piaf, musica che a quanto ci è sembrato di capire accompagna le immagini dell’Intrattenimento, il micidiale film di James Incandenza, un film talmente bello da costringere chiunque ne guardi anche una sola scena a guardarlo e riguardarlo, incurante della fame, della sete, del sonno, fino a morire.

Il trailer del telefilm inizia nello stesso modo della puntata pilota [dal che credo si vorrebbe far dedurre che probabilmente i due messicani che hanno fatto la soffiata agli HF hanno potuto vedere soltanto il trailer, non l’episodio pilota, n.d.t.], e poi, mentre Menuhin continua a suonare, prosegue con alcune scene dei futuri episodi: la silouhette del terrorista senza gambe Marathe-Stiller, di spalle, mentre si stiracchia il braccio sinistro davanti all’alba del deserto, accanto alla silouhette in piedi di Steeply-Harrelson improbabilmente travestito da donna; il volto del presidente Gentle (interpretato, e dal poco che ci è stato descritto la scelta risulta azzeccata in modo quasi soprannaturale, da Sigourney Weaver) attaccato a una maschera d’ossigeno e circondato da collaboratori tesi e sorridenti; il gigantesco braccio di una delle catapulte ATHSCME che lancia un proiettile di rifiuti tossici luminoso, che rapidamente si innalza e rimpicciolisce in cielo, diretto verso il Canada; una partita a tennis inquadrata a perpendicolo dall’alto, la telecamera che oscilla in modo quasi impercettibile, come fosse stata attaccata al lampadario di una cattedrale; l’irruzione di Pemulis, il migliore amico di Hal, nello studio della bellissima e inquietante madre di Hal, Avril (Nicole Kidman); Avril che soffiando si solleva la frangetta; primo piano di Pemulis che le dice sorridendo: “Ci vorranno solo un paio di minuti”; dopo le parole di Pemulis, la musica si interrompe e segue una serie di immagini scandite da luci e rumori simili a quelle dei flash, in rapida sequenza: il fratello di Hal, il deforme e ingenuo e gentilissimo Mario Incandenza, una figura minuscola e nera che arranca facendo rumori da robot giocattolo in un corridoio lunghissimo e deserto; uno degli Antitoi (altri terroristi) con una scopa conficcata in gola, la bocca che trabocca sangue; un’inquadratura da lontano, à la Clockwork Orange, della rissa tra Gately (un Leonardo Di Caprio molto molto ingrassato) e i due scagnozzi canadesi; la punta di una lingua (certamente quella del misterioso guru del fitness Lyle) che si avvicina a una fronte sudata; l’amico di Gately, Fackelmann (a causa del trucco non si riesce a capire chi sia l’attore), con una delle orbite innaturalmente spalancata, le palpebre cucite contro il sopracciglio e contro lo zigomo; l’ombra di Joelle V., la più bella ragazza di tutti i tempi, dietro un paravento orientale in una stazione radiofonica; primo piano del volto di Gately-Di Caprio di profilo nel letto d’ospedale, e davanti a lui, sempre di profilo ma a testa in giù, il volto dello spettro di James Incandenza (Clint Eastwood). Dopo questi due profili lo schermo torna nero e compare la scritta con l’annuncio dell’imminente uscita della serie sugli schermi televisivi USA.

 

Sigourney Weaver

 

Poi ancora un’immagine: il corridoio di una casa borghese, in penombra. Sulla destra, da una porta socchiusa, si vedono le luci cangianti di uno spettacolo al televisore; si sente la canzone La vie en rose cantata da Edith Piaf; una donna mediorientale, inquadrata di spalle, si avvicina lentamente alla porta. Qualcosa nel suo atteggiamento fa capire che è confusa o terrorizzata; la donna appoggia una mano allo stipite della porta e sporge la testa verso l’interno della stanza, come irresistibilmente attratta dalla luce dello schermo… Dalla stanza si sente il ronzio di una mosca.

Restate collegati [stay tuned], vi terremo aggiornati con nuove indiscrezioni.”

Woody Harrelson

Non resta che incrociare le dita e sperare che Scorsese riesca a realizzare questa ambiziosissima serie. La nostra noticina e la traduzione della pagina degli HF vogliono testimoniare la simpatia per gli autori dello scherzo su Infinite Jest, autori che, come dice Danilo Kiš in Grobnica za Borisa Davidoviča, dal piacere di narrare sanno trarre “l’ingannevole impressione di creare il mondo, e di conseguenza, come si suol dire, di cambiarlo.”

 

2 commenti su “Infinite Jest, la serie TV

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