Le jeu de la richesse et de la pauvreté

La sceneggiatura originaria di Gianni Celati e Mandiaye N'diaye per il progetto di un film su un villaggio africano.

di in: BazarGianni Celati
Celati Senegal

1. Il villaggio

Diol Kadd è un villaggio senegalese di 300 abitanti, nella provincia di Thiess, a tre ore di macchina da Dakar. È un villaggio senza elettricità e senza acqua corrente. La sua base di sussistenza è la coltivazione del miglio e delle arachidi. Ci si arriva attraverso piste di sabbia nella brousse, dove non si vedono automobili per un raggio di dieci chilometri. Gli spostamenti si fanno a piedi o su carretti con cavalli.

Qui la vita scorre lenta e pacifica, senza gravi aspetti di miseria e senza conflitti evidenti. La maggior parte degli uomini è andata a lavorare a Dakar o altrove, dunque le famiglie rimaste al villaggio sono prevalentemente composte da donne e bambini. Questo crea uno speciale clima di tranquillità nei cortili delle capanne, con momenti di allegria femminile che si notano a tutte le ore del giorno.

Diol Kadd sorge in una zona di etnia Serèr, dove si mantengono molte tracce d’una tradizione animista. La religione ufficiale è islamica, ma nella variante della dottrina dei Murid – dottrina molto tollerante, con figure di santi che incarnano una speciale apertura al mondo. È un tipo di religiosità poco dogmatica, spesso affidata a modi di vita nomadici, basata essenzialmente sui principi della carità islamica e dell’amore.

2. Una commedia per il villaggio

Nell’agosto 2003, l’attore senegalese Mandiaye N’Diaye ha organizzato a Diol Kadd due “Settimane di Cultura”, per preservare la cultura animista locale e creare un polo d’attrazione che freni l’esodo dei giovani. L’evento coincideva con un periodo di festività , tra cui la festa del sabar; perciò ha prodotto un grande fervore nel villaggio e richiamato a casa molti giovani ed altri emigrati a Dakar. Tutto questo ha aperto la strada al lavoro che ci proponiamo di fare l’anno prossimo. In occasione delle “Settimane di cultura” Gianni Celati e Mandiaye N’Diaye hanno riscritto una commedia di Aristofane, che È un dibattito sulla povertà e la ricchezza (titolo originale greco: Ploutos). Adattata alla vita africana e tradotta in lingua wolof, la commedia È destinata ad essere vista e rappresentata dagli abitanti di Diol Kadd nei luoghi stessi della loro vita quotidiana. Nell’agosto 2003 sono iniziate le prove con abitanti del villaggio e altre persone che saranno gli interpreti della commedia. Aristofane parla d’una condizione di povertà contadina, confrontata con la vita più agiata e con l’ordine politico della città greca. Questo ha suggerito un confronto simile, tra la vita contadina d’un villaggio africano e il modo di vita nelle ricche società dell’occidente. Il testo di Aristofane È stato usato come uno spunto narrativo, ma il suo sviluppo e le sue conclusioni sono stati notevolmente cambiati.

3. La commedia mescolata agli andamenti della vita quotidiana

La commedia sarà filmata nell’agosto 2004. Si tratta di far emergere tutte le scene da situazioni di vita quotidiana, per le strade, nei cortili, nei campi di miglio, e in questo modo la commedia verrà filmata insieme alle abitudini del luogo. Si prevede un film della durata di due ore, che dia l’idea d’una immersione completa nella vita del villaggio, a tutte le ore del giorno, con tutti i colori del cielo. Le prove 2003 si sono svolte in un cortile, per studiare i modi di recitazione, con tre attori e due grandi cori. Alcune scene sono state ripetute per le strade del villaggio, o ai limiti della brousse. Questo È il modo in cui la commedia sarà filmata nel 2004, in collaborazione con gli abitanti. Ogni scena va pensata in un contesto dove gli abitanti fanno i loro lavori o seguono la recita, mentre tutto continua come al solito, con bambini che guardano, gente che va al lavoro, asini, capre e carretti che passano. Il film si dovrebbe concludere con il viaggio in Italia di tre interpreti per portare la commedia ad emigrati senegalesi in Italia, specialmente alle comunità nei dintorni di Ravenna. Il tutto dovrebbe suggerire un’apertura all’esperienza, con un confronto tra diversi modi di vivere, africano ed europeo, per trovare una visione d’avvenire.

4. Il parlamento delle donne

Nell’estate 2003 durante le prove della commedia si È formata un’orchestra di donne che suonava ritmi africani su pentole, vassoi, catini. Questa ha scatenato le danze del sabar, che da 10 anni non avevano più luogo nel villaggio, proibite dai marabout di stretta osservanza islamica. È riemerso il loro significato rituale per le donne, come una specie di sfida agli uomini, in particolare ai mariti, attraverso momenti di raptus, di allegria collettiva e di scatenamenti nelle mosse di danza. Quelle danze hanno uno straordinario potere ipnotico, per le espressioni dei volti, per la tensione dei gesti e dei movimenti, per i passi che creano ritmi e controritmi. È come una gara a variare e sospendere il ritmo prefissato, con scarti improvvisi da cui emergono segni d’un erotismo molto diverso da quello occidentale. Nell’agosto 2004, lavorando con l’orchestra delle donne, studieremo meglio questo aspetto della cultura animista, che dovrebbe diventare un motivo centrale nel film. Nell’estate 2004 si prevede di formare dei gruppi di donne che si riuniscono per commentare la commedia e la situazione economica del villaggio. Anche queste riunioni saranno filmate. Sarà un parlamento delle donne, con al centro l’orchestra femminile; e si può prevedere che in questi raduni si passerà facilmente alla danza o al canto. I movimenti di danza serviranno allora a far emergere un altro modo di comunicare, un altro modo di pensare, meno astratto del solito.

5. La morte, la ricchezza e i cimiteri sotto i baobab

Un altro aspetto importante di questa cultura africana da mettere in luce È il culto degli antenati, che sono sepolti sotto i grandi baobab della brousse. Questo aspetto dovrà essere affrontato con visite e spiegazioni, per poter capire e mostrare come il culto dei morti cambia il modo di pensare alla vita; e come cambia anche il modo di pensare alla povertà e alla ricchezza, rispetto ai canoni della cultura occidentale. Là i morti sono sepolti nella nuda terra, e il luogo di sepoltura viene ricordato da figli, nipoti e altri discendenti. Finché dura questa memoria collettiva, È difficile che l’uomo africano abbia il nostro senso di smarrimento davanti al nulla che ci aspetta con la morte. Ma immaginiamo che le contaminazioni occidentali portino a sostituire il culto dei morti con il culto della ricchezza – come È successo da noi. Non succederà allora che la morte diventa anche per gli africani soltanto il nulla che ci aspetta? La commedia dovrebbe essere usata per far affiorare questioni del genere, attraverso i commenti di certi vecchi che sono orgogliosi della terra dove verranno sepolti, ai piedi d’un baobab. Bisognerà mettere in scena, negli intermezzi della commedia, il nostro sentimento del nulla davanti alla morte e anche la nostra idea della ricchezza come una forma di onnipotenza. Di qui può nascere un confronto serrato tra il nichilismo di fondo dell’uomo occidentale e i resti di questa cultura animista.

Riassunto della commedia

Prologo

Un agricoltore va dall’oracolo della Verità , e chiede: perché, lui che ha lavorato tanto ed È stato sempre onesto, È rimasto sempre così povero? Perché quelli che non hanno mai fatto la fatica dei campi sono invece sempre più ricchi? Perché c’ è questa ingiustizia nella distribuzione di ricchezza e di povertà ? L’oracolo risponde: “Domattina quando esci di casa segui il primo cieco che vedi, quello È il Dio della Ricchezza. Se lo guarisci della sua cecità , lui porterà la ricchezza a chi la merita”.

Prima scena

L’agricoltore e il suo servo inseguono il cieco Dio della Ricchezza, attraverso le case e i villaggi. Il servo protesta perché il suo padrone ha abbandonato il lavoro dei campi per correre dietro a un cieco. Tra i due si svolge il dibattito tra chi abbandona la vecchia via per inseguire le fantasie di ricchezza, e chi vede questa ricerca come una pazzia. Il dibattito si allarga con l’intervento del coro femminile a sostegno del servo, e di quello maschile a sostegno del padrone. È una grande scena con più di 100 comparse, come due eserciti schierati e urlanti.

Primo intermezzo

Le donne discutono la pazzia dell’agricoltore e la guida del coro fa un discorso sulla stupidità dei maschi. Poi suonano e ballano.

Seconda scena

Padrone e servo raggiungono il Dio della Ricchezza e il padrone se lo tira dietro con un laccio al collo. Incontrano il Dio delle Povertà su un asino, e questo gli grida: “Cosa credete che vi possa dare quel cieco là? Vi porterà fiumi di Cocacola, vi porterà montagne di sigarette Marlboro, e vi porterà banche americane in tutta la brousse”. L’agricoltore non vuol sentire quei discorsi, sembra anche un po’ ammattito e fugge tirandosi dietro il Dio della Ricchezza.

Secondo intermezzo

Due del villaggio parlano della ricchezza che sarà data loro, quando il Dio della Ricchezza non sarà più cieco, ma distribuirà i soldi alla persone oneste che se lo meritano. Tutti e due si considerano molto onesti (fanno ridere).

Terza scena

Un guaritore cura la cecità del Dio della Ricchezza. L’agricoltore dice: “Adesso che non sei più cieco dovrai distribuire la ricchezza a tutti gli uomini onesti che hanno lavorato sodo nella vita”. Così, padrone, servo e Dio della Ricchezza vanno nella brousse. Per strada incontrano ancora il Dio della Povertà , che grida: “Ma cosa vi aspettate da quello là? Credete che vi aiuti più di me? Non vi sono stato sempre vicino, io, nei momenti difficili?”

Terzo intermezzo

Le donne commentano l’apparizione del Dio della Povertà sull’asino. L’asino È il simbolo delle fatiche nei campi, l’animale che assiste gli uomini nei lavori invernali, ed È come le donne sempre al servizio dei mariti.

Quarta scena

Servo, padrone e Dio della Ricchezza vanno per la brousse. Quando incontrano qualcuno nei campi di miglio lo chiamano, e il Dio della Ricchezza gli regala dei soldi che tira fuori a manate dalle tasche, oppure gli regala degli assegni o delle carte di credito. Intanto arriva una donna bianca che va a piantare il cartello AMERICAN BANK in tutti i cimiteri sotto i baobab. Sotto i baobab adesso si vedono i nuovi ricchi che litigano tra di loro, si agitano in faccia l’un con l’altro i soldi o le carte di credito, finché si insultano e si prendono a pugni.

Quarto intermezzo

Uno che ha perso tutti i soldi avuti dal Dio della Ricchezza si lamenta con i suoi antenati sottoterra. Poi si spaventa, dice che senza soldi si È niente, e anche lui senza soldi È un niente, È un nulla assoluto come i morti sottoterra.

Quinta scena

Il coro maschile corre dietro al Dio della Ricchezza, che scappa. Tutti lo implorano, ma il Dio non ha più soldi da distribuire. L’agricoltore fa un discorso al popolo per dire che s’ È sbagliato, forse È meglio andare dietro al Dio delle Povertà . Ma ora È il Dio della Povertà che li manda via dicendo: “Andate dal cieco, io non ho più niente da darvi!” Nella prospettiva fuori dal villaggio si vedono alla fine due schiere di gente che corrono dietro agli Dei in fuga – al Dio della Ricchezza da una parte e al Dio della Povertà dall’altra – che non vogliono più aiutare nessuno.

Epilogo

Fuori dalle schiere di quelli che corrono per avere aiuto, restano solo il servo e la guida del coro femminile. E questi due si mettono in cammino per lasciare il villaggio e andare a ritrovare dei fratelli o amici in un altro continente.

I recitanti della commedia

L’agricoltore che ammattisce andando dietro al Dio della Ricchezza, È interpretato da Mandiaye N’Diaye, unico attore professionista del gruppo. Il servo che vuole riportarlo al lavoro dei campi È interpretato da un cantore delle vite dei santi Murid, che recita muovendosi o agitandosi come un derviscio.

Nelle prove 2003 il Dio della Ricchezza era interpretato da un ex portiere della nazionale senegalese di calcio, alto 1,90, che fa molto effetto quando arranca con una corda al collo. Il Dio della Povertà era interpretato da un bambino piccolo e minuto di 9 anni, che trasporta carichi sul suo asinello, e che fa effetto per il modo di parlare molto distaccato, mentre lancia le sue sfide al Dio della Ricchezza.

I recitanti sono affiancati dai cori maschile e femminile. Il coro femminile ha una guida che commenta i fatti, come nella tragedia greca. Questa guida – interpretata da un’insegnante di wolof nella scuola del villaggio – È la portavoce del parlamento delle donne, che enuncia le rivendicazioni femminili e apre le danze del sabar.