Archivi tag: carlo cenini

(Lei ora taceva, fissandolo, le pareti della stanza elettrificate dalla sua rabbia, e senza un motivo apparente il plasma del televisore alle sue spalle si mise a crepitare e l’apparecchio si sintonizzò sullo spot di un nuovo software, insinuando il suo borbottio nella lite).

Cos’è che ho visto? Un’isola? Non era forse una penisola, tutta tracciata di sentieri, come quella che si dipana lungo la costa ovest del lago di Waltzwaltz? O forse era jl. Mata Hari di Jakarta? Al risveglio ho sentito dei rumori dall’ingresso dell’appartamento, rumori come un forziere di legno che viene aperto.

E quasi quasi avrebbe voluto cercare le telecamere. *** DECOR: ** gennaio 20**. Trovata semisepolta nella sabbia del lungomare di Waltzwaltz un’ostrica chiusa. Sorriso di vagina decrepita nella sabbia ingrigita dai riflessi impossibilmente azzurri della giornata. Nell’ostrica ballava qualcosa. L’ho sentito, scuotendola vicino all’orecchio come un bambino. Apertala, ho trovato un grumo insabbiato, solido. Lo [continua]

El Trinche non si è mai spostato dalla città dove è nato: Rosario, sul fiume Paranà. Raccontano che quando Menotti lo convocò come titolare della nazionale argentina, el Trinche accettò di raggiungerlo a Buenos Aires. Giunto alle porte di Rosario, però, attratto dalle acque del fiume, el Trinche decise di fermarsi a pescare…

Quello che non s’è mai visto prima è il mondo degli oppressori, che è il nostro e vostro mondo, agghindarsi a vittima con slogan così nauseanti. Andate nelle zone del pianeta dove ogni anno ci sono milioni di morti di ogni età per quanto di peggio si possa immaginare tra inedia, malattie e guerre, e provate un po’ a dire, “Certo che questa polmonite… una cosa mai vista prima, eh?”.

In cuniculum

di in: De libris

Presentiamo di seguito alcuni estratti da uno dei libri più sorprendenti degli ultimi anni, In cuniculum,di Lapin [Edizioni La Carmelina, 2009], del quale torneremo a parlare presto. Si tratta dei frammenti iniziali, di alcuni testi narrativi e poetici e dei frammenti conclusivi.   Frammento primo Prima di addormentarmi, attraverso la penombra delle palpebre mi sembra [continua]