Bazar

Un lettore di professione è in primo luogo chi sa quali libri non leggere; è colui che sa dire, come scrisse una volta mirabilmente Scheiwiller, ‘non l’ho letto e non mi piace’. Il vero, estremo lettore di professione potrebbe essere un tale che non legge quasi nulla, al limite un semianalfabeta che compita a fatica [continua]

Nella incerta archeologia dei sentimenti si affacciano i ricordi. (Quanto tempo è passato?) Quanto è cambiato questo paese: le sue strade, le sue case i suoi cavalcavia le sue stagioni. Eppure ci affanniamo a ricercarli – i ricordi – a spolverarli soppesarli analizzarli. Che cos’è la prospettiva? – mi domandavi. Solo un banale punto di [continua]

… ai veri, i soli veri pensatori, gli uomini di ardente immaginazione!” E. A. Poe, Mellonta tauta 5 aprile 2848. La noia mi sfinisce. Guru è l’unico col quale riesco a fare due chiacchiere; e lui, povero caro!, sa solo parlare di anticaglie. Per tutto il giorno ha cercato di persuadermi che i mricani d’una [continua]

Trascrivere, ovvero trasferire un pensiero, un’idea, una scrittura altrui sul proprio quaderno, mentre, nel frattempo, in noi tutto tace. La scrittura altrui ospite del nostro supporto, cartaceo o virtuale che sia, cui cediamo volontariamente il posto, per sopperire alla nostra défaillance, al ritirarsi del nostro pensiero. Trascrivere non è citare, poiché citare significa ricorrere ad [continua]

ALCETA Odi, Melisso: io vo’ contarti un sogno Di questa notte, che mi torna in mente In riveder la luna. Io me ne stava Alla finestra che risponde al prato, Guardando in alto: ed ecco all’improvviso Distaccarsi la luna; e mi parea Che quanto nel cader s’approssimava, Tanto crescesse al guardo; infin che venne A [continua]

Due mazzarinesi, ‘mbriachi fino alle nasche come scimmie, uscirono dalla taverna ch’era notte; e per ragionarla meglio se n’andavano a braccetto a piacere dei piedi, un passo avanti e due indietro, che parevano a mare. A un punto, sul campanile della chiesa si levò la luna, tonda come una ruota e tutta raggiante; e quelli, [continua]

Dante Alighieri

di in: Bazar

Io sono nato negli anni Venti, proprio all’inizio, l’anno preciso non conta. Mio nonno bestemmiava spesso, soprattutto la domenica. Non bestemmiare, vilan bègher, diceva mia madre che voleva dargli del pecoraio, e tra bestemmie e rimproveri, sono andati in fretta gli anni Venti. Poi sono venuti gli anni Trenta. Io, per quello che mi consta, [continua]

Oggetti

di in: Bazar

Oggetti 1 Vorrei portare su questo foglio degli oggetti. Né più né meno / che degli oggetti: un asciugamano un piatto o una forchetta e poi mettermi a guardarli / questi oggetti cercando nel loro ordinato stare lì / di raccontarmi. Di dispormi anch’io in mezzo a loro di ritrovarmi là dove tutto inizia / [continua]

“La città è ovunque: dunque, non vi è più città (…). Non abitiamo più città, ma territori (territori da terreo, aver paura, provare terrore!?). La possibilità stessa di fissare confini alla città appare oggi inconcepibile, o, meglio, si è ridotta ad un affare puramente tecnico-amministrativo. Chiamiamo città questa ‘area’ per ragioni assolutamente occasionali. I suoi [continua]