Bazar

Una donna entra ed esce da una storia misteriosa e banale, approda alla terra dei racconti incompiuti, infine forse svanisce. Un testo inedito di Antonio Prete, in omaggio a Julio Cortázar.

Déjà vu

di in: Bazar

Accade che la sala buia di un cinema, il senso di raccoglimento e di sospensione che ne deriva aiutino a traversare il fuori/dopo con un passo più preciso, a volte rendendo il piede quasi alato, solo in principio malfermo nella sua partenza timida e perplessa. E sono proprio i passi, i passi coi quali misuro [continua]

Come la vecchia signora finlandese della fiaba, come la vecchia signora finlandese, che vive in una casa senza entrate, che vive in una casa senza uscite, sulle bianche distese di gelo, nelle terre deserte, silenziose, del paese della Regina delle Nevi come la vecchia signora finlandese, dall’abito da sera verde scuro, che guarda il fuoco [continua]

L’ombra, il buio, i dadi, il coltello, il vino, la carne, la notte nel giorno. Piaga d’orrido coltello squarcio nel sospiro della carne – la morte sopravviene nella notte di Roma. Tutto ricomincia in disperazione in fuga. Spiegare il mondo? – A colpi larghi di pennello panneggiare rossi – rinfacciano a Dio quanto crudele la [continua]

Nella partitella di pallone del sabato pomeriggio nella pineta dantesca di Sant’Apollinare in Classe, ho la certezza di sempre giocare in compagnia del Belacqua di Beckett. Comunque in campo ci sono, e anche questa volta gioco, in un campo come questo voglio dire, con la pineta intorno, Belacqua in tuta aragosta che giocherà con noi. [continua]

Io non so descrivere la tristezza ma una volta ho pianto mentre facevo benzina. Erano circa le sette di sera di un giorno di fine aprile. Il cielo quasi completamente oscurato; stava per piovere e tirava un vento per niente amico. Ho iniziato a piangere quando avevo messo sì e no cinque litri di gasolio. [continua]

Come ci sei arrivato, a capire quello che serve sul serio?, Nan Bo chiese a Nü Yü. Eh, l’ho capito, rispose quello, dal figlio di quella roba lì copiata con l’inchiostro, il quale a sua volta l’aveva imparato dal nipote di quella roba lì letta a voce alta, che l’aveva appreso dagli occhi bene aperti, [continua]

“Era tutto un sogno”. Quante storie d’ogni genere si concludono con questa frase? Oppure con un fatto, un’acquisita consapevolezza da parte del protagonista che fa comprendere allo spettatore che tutto ciò che ha ascoltato era solo un mero volo onirico? “Era tutto un sogno”. Lascia l’amaro in bocca a chi ha ascoltato la storia fino [continua]

“Edith lo ama. Ma ci ritorneremo su”. È il sorprendente inizio del romanzo “Il brigante” di Robert Walser (1878-1956), che inspiegabilmente non è ancora stato tradotto in Italia (ma forse Adelphi, che ha pubblicato molte sue opere, colmerà presto la lacuna). Siccome non so il tedesco, mi sono procurato “Il brigante”, o meglio “Der rauber”, [continua]

II. L’essere umano perfetto (1) Ecco ch’un’altra volta, o valle inferna   (2) Un romanzo breve e fulmineo, un piccolo libro involuto come non volutamente teorizzato da Baudelaire in Razzi   Il mio cuore messo a nudo   (3) Personaggi: Il conte Rivetti Il conte Leopardi (Una contessa?)   Isabella…   (4) La via del [continua]