Bazar

Come la vecchia signora finlandese della fiaba, come la vecchia signora finlandese, che vive in una casa senza entrate, che vive in una casa senza uscite, sulle bianche distese di gelo, nelle terre deserte, silenziose, del paese della Regina delle Nevi come la vecchia signora finlandese, dall’abito da sera verde scuro, che guarda il fuoco [continua]

L’ombra, il buio, i dadi, il coltello, il vino, la carne, la notte nel giorno. Piaga d’orrido coltello squarcio nel sospiro della carne – la morte sopravviene nella notte di Roma. Tutto ricomincia in disperazione in fuga. Spiegare il mondo? – A colpi larghi di pennello panneggiare rossi – rinfacciano a Dio quanto crudele la [continua]

Nella partitella di pallone del sabato pomeriggio nella pineta dantesca di Sant’Apollinare in Classe, ho la certezza di sempre giocare in compagnia del Belacqua di Beckett. Comunque in campo ci sono, e anche questa volta gioco, in un campo come questo voglio dire, con la pineta intorno, Belacqua in tuta aragosta che giocherà con noi. [continua]

Io non so descrivere la tristezza ma una volta ho pianto mentre facevo benzina. Erano circa le sette di sera di un giorno di fine aprile. Il cielo quasi completamente oscurato; stava per piovere e tirava un vento per niente amico. Ho iniziato a piangere quando avevo messo sì e no cinque litri di gasolio. [continua]

Come ci sei arrivato, a capire quello che serve sul serio?, Nan Bo chiese a Nü Yü. Eh, l’ho capito, rispose quello, dal figlio di quella roba lì copiata con l’inchiostro, il quale a sua volta l’aveva imparato dal nipote di quella roba lì letta a voce alta, che l’aveva appreso dagli occhi bene aperti, [continua]

“Era tutto un sogno”. Quante storie d’ogni genere si concludono con questa frase? Oppure con un fatto, un’acquisita consapevolezza da parte del protagonista che fa comprendere allo spettatore che tutto ciò che ha ascoltato era solo un mero volo onirico? “Era tutto un sogno”. Lascia l’amaro in bocca a chi ha ascoltato la storia fino [continua]

“Edith lo ama. Ma ci ritorneremo su”. È il sorprendente inizio del romanzo “Il brigante” di Robert Walser (1878-1956), che inspiegabilmente non è ancora stato tradotto in Italia (ma forse Adelphi, che ha pubblicato molte sue opere, colmerà presto la lacuna). Siccome non so il tedesco, mi sono procurato “Il brigante”, o meglio “Der rauber”, [continua]

II. L’essere umano perfetto (1) Ecco ch’un’altra volta, o valle inferna   (2) Un romanzo breve e fulmineo, un piccolo libro involuto come non volutamente teorizzato da Baudelaire in Razzi   Il mio cuore messo a nudo   (3) Personaggi: Il conte Rivetti Il conte Leopardi (Una contessa?)   Isabella…   (4) La via del [continua]

Mi riferisco a Nietzsche, e non al filologo che si è dedicato allo studio del verso ditirambico, ma proprio al filosofo, al teorico del nichilismo e dell’eterno ritorno, cioè il pensiero dei pensieri intuito durante una passeggiata nei boschi di Silvaplana, nell’alta Engadina, in Svizzera, cantone dei Grigioni, 6000 piedi di altezza, un luogo al [continua]

Finisce con l’arrivo in una grotta Le due parti tenderanno a unirsi   I. DUE SOLI 1.   (1) Lui-Lei e poi?   (togliere le Maiuscole)   (2) Un romanzo perfetto, un piccolo libro involuto come non volutamente teorizzato da Baudelaire in Razzi o Il mio cuore messo a nudo   Che poi desiderandolo quel [continua]

A Lerici tra i sei e i tredici anni di educazione invernale, guardando da riva il mare 1. Il cappello femminile offertomi getta un’ombra coloniale tra le onde grigie degli olivi s’insinua adesso il mare 2. Concerto per tortole a più voci circa alle sei di mattina e alla persiana luce di marina 3. Un [continua]