Bazar

Giardino, sera

di in: Bazar

“Quando, dopo un’altra notte, nel primo chiarore dell’alba vennero a prenderci, sentivo solo voci rincorrersi concitate come in un sogno, gli occhi erano velati, e nelle orecchie il vento s’era fatta una sua casa e ruggiva e gridava e nella mente non c’era nulla, solo una distesa di sabbia, eguale, infinita, senza cielo, senza orme nella sabbia, senza luce, perfino”. Un racconto di Antonio Prete dedicato ad Assia Djebar.

Tadmor

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Per guardare come ti offri al tramonto, fiore del deserto, ho corso e molto, mi sono precipitato oltre l’ingresso alle rovine per arrivare in tempo, pieno d’affanno, di ansia sovrana, il thé ho scansato che un beduino all’ombra del tempietto d’Adriano m’offriva, in cambio del mercimonio delle sue carabattole sparse tra le zampe di un [continua]

Sono al quarto piano di un palazzo, poggiato con la fronte al vetro. È grande quanto la parete, e sporco, adesso unto del grasso dei miei capelli e qua e là dei segni di insetti. Cinque centimetri di là del vetro un piano in cemento mai più calpestato dal termine dei lavori allo stabile. Il [continua]

Arianna

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Casupole bianche intorno, e un cerchio di donne,  in fondo allo stradone il mare, con le sue scaglie di luce che dopo il tramonto perdevano l’oro e si spegnevano. A quell’ora Arianna prendeva a raccontare, vecchia tra le vecchie donne dell’isola. Sulla parte vuota del lastricato fiori dipinti col gesso, e bambini seduti in cerchio [continua]

Una delle interrogazioni che ricorrono di fronte alla pittura di Ettore Frani, dentro al cuore della sua rivelazione, è se l’opera sia, nella sua essenza, una manifestazione simbolica o, al contrario, una pura concentrazione ermetica. Se, cioè, la sua proliferazione immaginale agisca come un rinvio a questioni che affondano nel mito secondo costellazioni già sperimentate [continua]

Gian Ruggero Manzoni

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Dopo quattro anni di mostre in Italia e nel mondo, GIAN RUGGERO MANZONI torna ad esporre nella sua città natale, Lugo di Romagna (RA), presso le ex Pescherie della Rocca (in centro città). A partire dal prossimo 16 marzo, presenterà opere inedite su tela e su tavola di legno, eseguite negli ultimi anni. La mostra resterà aperta fino al 7 aprile. ZIBALDONI E ALTRE MERAVIGLIE coglie l’occasione per rendere omaggio a un artista visionario e generoso, pubblicando le sette opere che GIAN RUGGERO MANZONI donò alla rivista nel 2003.

Una donna entra ed esce da una storia misteriosa e banale, approda alla terra dei racconti incompiuti, infine forse svanisce. Un testo inedito di Antonio Prete, in omaggio a Julio Cortázar.

Déjà vu

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Accade che la sala buia di un cinema, il senso di raccoglimento e di sospensione che ne deriva aiutino a traversare il fuori/dopo con un passo più preciso, a volte rendendo il piede quasi alato, solo in principio malfermo nella sua partenza timida e perplessa. E sono proprio i passi, i passi coi quali misuro [continua]