Archivio

“Zibaldoni e altre meraviglie” è una rivista letteraria fondata nel dicembre 2002 da Enrico De Vivo e Gianluca Virgilio.

FRAGONARD, Le rocher (1765 ca.)

Chiudiamo la pubblicazione degli Atti del convegno dedicato a Robert Walser con un suo pezzo inedito in Italia. Stampato per la prima volta in Für die Frau, inserto della Frankfurter Zeitung (30 giugno 1929), Warum reise ich gerne – Antwort auf eine Umfrage, fa parte di un’inchiesta alla quale risposero anche Franz Hessel, Joseph Roth, Emmy Hennings, Hans Siemsen e altri. Ora è pubblicato in: Robert Walser, Feuer, unbekannte Prosa und Gedichte, a cura di Bernhard Echte (Frankfurt a. M. 2003). La traduzione è di Marianne Schneider (e di un suo amico).

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Robert Walser. La grazia e l’abisso/ 4 – Nel corso di un convegno svoltosi a Genova il 24 aprile 2015, quattro critici e scrittori contemporanei si sono interrogati sull’enigma degli ultimi anni di vita di un classico sommerso della letteratura del primo novecento, Robert Walser (Bien, 1878-Herisau, 1956), dal 1933 fino alla morte, mentre era ospite volontario del manicomio di Herisau. Autore di alcuni capolavori della letteratura tedesca, da La passeggiata a Jakob von Gunthen, da I Fratelli Tanner a Il Brigante, Walser (al quale Zibaldoni ha dedicato uno ZiBook scaricabile gratis qui sul nostro sito) ci appare oggi come uno scrittore estremo e appartato, che ha tentato di sottrarsi alle leggi dell’io e del mondo, scegliendo il mite silenzio della follia invece del vano rumore della ragione. Con l’intervento di Marco Ercolani concludiamo la pubblicazione degli Atti del convegno genovese. Il prossimo 25 dicembre, nell’anniversario della morte dello scrittore svizzero, pubblicheremo una traduzione inedita in italiano di un suo pezzo.

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Robert Walser. La grazia e l’abisso/ 3 – Nel corso di un convegno svoltosi a Genova il 24 aprile 2015, quattro critici e scrittori contemporanei si sono interrogati sull’enigma degli ultimi anni di vita di un classico sommerso della letteratura del primo novecento, Robert Walser (Bien, 1878-Herisau, 1956), dal 1933 fino alla morte, mentre era ospite volontario del manicomio di Herisau. Autore di alcuni capolavori della letteratura tedesca, da La passeggiata a Jakob von Gunthen, da I Fratelli Tanner a Il Brigante, Walser (al quale Zibaldoni ha dedicato uno ZiBook scaricabile gratis qui sul nostro sito) ci appare oggi come uno scrittore estremo e appartato, che ha tentato di sottrarsi alle leggi dell’io e del mondo, scegliendo il mite silenzio della follia invece del vano rumore della ragione. Con l’intervento di Giuseppe Zuccarino proseguiamo la pubblicazione degli Atti del convegno genovese. Seguiranno l’intervento conclusivo di Marco Ercolani e una traduzione inedita in italiano di un pezzo di Robert Walser.

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Robert Walser. La grazia e l’abisso/ 2 – Nel corso di un convegno svoltosi a Genova il 24 aprile 2015, quattro critici e scrittori contemporanei si sono interrogati sull’enigma degli ultimi anni di vita di un classico sommerso della letteratura del primo novecento, Robert Walser (Bien, 1878-Herisau, 1956), dal 1933 fino alla morte, mentre era ospite volontario del manicomio di Herisau. Autore di alcuni capolavori della letteratura tedesca, da La passeggiata a Jakob von Gunthen, da I Fratelli Tanner a Il Brigante, Walser (al quale Zibaldoni ha dedicato uno ZiBook scaricabile gratis qui sul nostro sito) ci appare oggi come uno scrittore estremo e appartato, che ha tentato di sottrarsi alle leggi dell’io e del mondo, scegliendo il mite silenzio della follia invece del vano rumore della ragione. Con l’intervento di Antonio Devicienti proseguiamo la pubblicazione degli Atti del convegno genovese. Seguiranno gli interventi di Giuseppe Zuccarino e Marco Ercolani – e, in conclusione, una traduzione inedita in italiano di un pezzo di Robert Walser.

Giorgio Morandi, Nevicata

Mentre pensavo in ascensore, l’ascensore è arrivato e ho pensato che ci aveva messo solo un secondo ad arrivare. Cosa è successo? Il tempo mentale accorcia o sospende il passaggio temporale effettivo, senza bloccare quello spaziale? Eppure un tempo c’è, cioè almeno una durata (Bergson). Oppure il susseguirsi è uno stratagemma della mente per gestire [continua]

Robert Walser disegnato da Davide Racca

Robert Walser. La grazia e l’abisso/ 1 – Nel corso di un convegno svoltosi a Genova il 24 aprile 2015, quattro critici e scrittori contemporanei si sono interrogati sull’enigma degli ultimi anni di vita di un classico sommerso della letteratura del primo novecento, Robert Walser (Bien, 1878-Herisau, 1956), dal 1933 fino alla morte, mentre era ospite volontario del manicomio di Herisau. Autore di alcuni capolavori della letteratura tedesca, da La passeggiata a Jakob von Gunthen, da I Fratelli Tanner a Il Brigante, Walser (al quale Zibaldoni ha dedicato uno ZiBook scaricabile gratis qui sul nostro sito) ci appare oggi come uno scrittore estremo e appartato, che ha tentato di sottrarsi alle leggi dell’io e del mondo, scegliendo il mite silenzio della follia invece del vano rumore della ragione. Con l’intervento di Luigi Sasso diamo inizio alla pubblicazione degli Atti del convegno genovese. Seguiranno gli interventi di Antonio Devicienti, Giuseppe Zuccarino e Marco Ercolani – e, in conclusione, una traduzione inedita in italiano di un pezzo di Robert Walser.

Joseph Mallord William Turner, Paesaggio

Sono a Sappada. Oggi mi sentivo infelice a Treviso e così ho deciso di ritornare nei luoghi della mia infanzia. La prima volta avevo dieci anni. Era l’estate dopo l’esame di quinta elementare. I miei genitori mi mandarono dai nonni – dalle persone che mi dicevano di chiamare i miei nonni –, e che, assieme [continua]

Opera di Mario Lanzione

“L’importante non è stabilire se uno ha ragione o meno, è saper convivere con la propria paura e non farsi condizionare dalla stessa. Ecco, il coraggio è questo, altrimenti non è più coraggio, ma incoscienza” – Giovanni Falcone   Carlo e Ada Sono le otto di un torrido venerdì di luglio, Carlo e Ada stanno [continua]

Lucien Freud

Una filosofia esistenziale scritta da una donna che ha partorito sarebbe tutt’altra cosa. Non c’è un essere gettati nel mondo senza quel legame e quella sfera che comprende due esseri fino alla scomparsa di uno. Non c’è volontà e progetto di sé senza quell’ostacolo su cui si inciampa continuamente e da cui continuamente si prende respiro.

GHELLI Racconto

Quello che m’ha salvato, penso, è stato il capitare in un quartiere dove si fa vita di paese, con la gente che ti riconosce e ti saluta per strada; e poi c’è l’incuria delle strade e dei palazzi, che chi viene da fuori dice ammazza quanto so’ brutti, ma che a me ispira un senso [continua]

Opera di Anselm Kiefer

In esclusiva per i lettori di Zibaldoni il pezzo mancante di un vecchio mosaico: la quinta e ultima puntata di «Vita e pensieri dell’attore Attilio Vecchiatto – con testimonianze autentiche di Enrico De Vivo, che ha avuto l’onore di conoscerlo e ospitarlo, permettendogli un rinfrescante soggiorno napoletano», qui presentata nella sua stesura orginaria, prima della pubblicazione presso Feltrinelli. Anche le puntate precedenti sono leggibili su Zibaldoni gratuitamente, e tutte insieme sono raccolte nel volume di Gianni Celati Sonetti del Badalucco nell’Italia odierna (Feltrinelli, 2010).

RANDACCIO Quarto

Welcome to Quarto, ti saluta un graffito colorato alla rotonda che porta in via Eritrea, appena sceso dal ponte Palizzi. Tu sei in macchina, ma pensi che se avessi preso la 57, adesso magari saresti seduto e tranquillo, a osservare la gente che si muove spedita da Quarto Oggiaro verso il centro, mentre tu faresti [continua]