
Quel che davvero è messo in questione nella scrittura dello Zibaldone è l’idea compiuta, omogenea, restaurativa di opera. Appunto: “je n’ai jamais fait d’ouvrage”. Nella sospensione del dire, nel bianco che separa un pensiero dall’altro, si rappresenta, in figura, il limite del pensiero, il suo incavo, il suo confine.

Le frasi prescritte, il pensiero confezionato, hanno perso il ricordo di questa mobilità eccitatoria delle parole, che in Leopardi viene in primo piano. Ed è questo il nucleo della sua “ultrafilosofia”, che pone in primo piano le affezioni, gli stati di sensibilità, messi a funzionare come il pennino oscillante d’un barometro.


