Nel mese di agosto dell’anno 2003, agli albori del web e delle prime esperienze di scrittura in Rete, ci capitò di partecipare a diversi dibattiti e polemiche. Una discussione, in particolare, ebbe una certa eco, coinvolgendo scrittori ruotanti attorno alla rivista “Nazione Indiana” come Tiziano Scarpa, Antonio Moresco, Carla Benedetti, Raul Montanari e molti altri. Discutevamo, tra le altre cose, del termine “comunità”, prendendo spunto da alcuni libri allora molto in voga del filosofo Roberto Esposito. Qui di seguito pubblichiamo un passaggio (adattato) da uno dei nostri interventi, seguito da una breve lettera che ci scrisse lo stesso Roberto Esposito. Tutti i particolari del dibattito sono leggibili nello “ZiBook” intitolato “Polemiche, amicizia, estraneità”, edito da “Zibaldoni e altre meraviglie” e scaricabile gratuitamente sul nostro sito o su tutti gli store online.

Per chiudere l’anno in bellezza, Massimo Rizzante ci fa dono di un articolo che affronta la questione della letteratura e della sua necessità da un punto di vista inconsueto e, nonostante le apparenze, ben poco alla moda. Un testo che, mentre va al di là delle chiacchiere e delle elucubrazioni accademico-giornalistiche, cerca di raggiungere il “medio” tra Oriente e Occidente – rappresentando inoltre la migliore “razo” dell’ultimo libro di Rizzante, “Scuola di calore” (Effigie, 2013).

Sterminato e irripetibile taccuino di una creatura fantastica, “In cuniculum” verrà dato alle fiamme dallo stesso Lapin a Ibiza, il giorno di capodanno del 1985. “Zibaldoni e altre meraviglie” offre qui l’edizione integrale delle pagine sopravvissute a quel rogo, nelle quali ancora risuona l’incessante zampettio dell’ustionata e rauca fanfara di Lapin: pupazzi ventriloqui, fischietti, lepòradi, padri degeneri che incitano il proprio figlio all’assassinio e al colpo di stato, vampiri tirolesi, cani, tamburi, nacchere, ossa che crollano, artigli di gallina, testimoni estremi di un incenerito mondo delle meraviglie.


Ecco un libro al cospetto del quale bisogna svestire i panni dell’uomo moderno e disporsi a farsi rapire dai fantasmi di un altro mondo. In esclusiva per “Zibaldoni e altra meraviglie”, Barbara Fiore ha tradotto per la prima volta in italiano uno dei più sorprendenti diari di viaggio della letteratura moderna, il “Viaggio a Timbuctù” del mitico René Caillié, in cui un pellegrino innamorato dei propri sogni insegue il destino attraverso deserti e popolazioni africane sconosciute, sempre sul punto di morire e sempre pronto a resuscitare.


Un bel ripasso di storia della letteratura dagli albori del web. Un concentrato spumeggiante di idee, proposte, visioni, alterchi, polemiche, contraddistinto dall’entusiasmo e dall’ingenuità che animano sempre tutti gli inizi. In questo “ZiBook” si incontrano scrittori e personaggi più e meno noti, tutti incredibilmente e irrimediabilmente attratti – come in un castello di Atlante d’oggigiorno – dalla magia dell’espressione immediata e improvvisa (il “commento”!) all’interno della Rete.


Come un vero e proprio Almanacco d’altri tempi, da tenere sempre a portata di mano per trovare un po’ di sollievo dai ritmi frenetici della vita quotidiana, questo libriccino tocca il cuore senza alcuna leziosità. Adattissimo anche ai bambini, non fosse altro perché l’autore, tra le altre cose, è anche il più meraviglioso dei giocattolai italiani.


Esultanza. Sfrenatezza. Esultanza trattenuta a stento. Non potevo che rispondere in maniera sproporzionata davanti all’eccesso di materia cui mi ero trovato di fronte quando l’avevo sorpresa davanti alla porta del poggiolo a stirare. Avevo aperto la porta e me l’ero trovata di schiena, intenta a stirare una camicia, con tutto quanto di glorioso erompeva da [continua]

A ritroso

di in: De libris

Raccolgo, qui, una vasta selezione di versi e prose tratta dai volumi ad oggi pubblicati. A questa si aggiunge, in apertura, una scelta di componimenti per la quasi totalità inediti e, comunque, mai inseriti in una silloge. Fatta eccezione per alcuni testi provenienti dall’ultimo libro dato alle stampe, la stragrande maggioranza degli altri è stata sottoposta ad un lavoro, più o meno consistente, di revisione; una riorganizzazione, riordinazione e riscrittura con “la mano”, con “lo sguardo” ed il gusto di oggi. Per tutto quanto appena indicato si può quindi affermare che A ritroso è, per il sottoscritto ed in buona sostanza, un lavoro nuovo. Il titolo rimanda al modo in cui i singoli brani sono stati inseriti nell’opera: dai più recenti ai più datati, appunto. [DANILO MANDOLINI]

La parte segreta

di in: Bazar

Giulia Agricola al marito Publio Cornelio Tacito    Roma, anno LXXXIX, il 10 marzo   Se questi tempi sono crudelmente ostili agli esempi di dignitoso valore, se il narrare la propria stessa vita è un indizio di fiducia nel valore morale delle azioni più che un segno di presunzione, se è vero quello che scrivesti [continua]

In attesa dell’imbarco, tento di recuperare le poche notizie che ho di questo posto del mondo: lo Yemen, regno degli aromi, della mirra, dell’incenso; le tracce di Bilqis, la favolosa regina di Saba, saranno ancora leggibili? Il sito di Ma’rib, antica capitale del suo regno, pare sia ora visitabile anche se con qualche rischio. L’operazione [continua]

Zibook - gli ebook di Zibaldoni