Biofabbrica transgenica di Ubik Allocata su per aria con il Crik Innesta il sembiante del Jolly Sul clone del clone della pecora Dolly. Cyborg dal sé digitalico Settimo senso peristaltico Pochi nanometri di intervallo E si innesta le cervella di un cavallo. Muscoli steroidei su un corpo potato Per l’atletico negromante Sialodato Direste voi sia [continua]

CESTINO passano mucche sulla lingua e crescono fili d’erba è l’ultimo giorno dell’umanità e passerà nel consueto dormiveglia. la morte dei miracoli e dei sogni la morte dei poeti e delle muse la morte messa in tasca come si metteva in tasca cento lire ad un bambino non fa più impressione a nessuno. dio non [continua]

Quasi ogni mattina vado a trovare qualche paese come si va a trovare un vecchio zio, vado a vedere che faccia ha, a che punto è la sua malattia o la sua salute. Vado per vedere un paese, ma alla fine è il paese che mi vede, mi dice qualcosa di me che non sa [continua]

Ritorti e Sarchioni sono famosi, nel rione dove vivo, quasi una leggenda. Il loro è un copione che possiede variazioni, improvvisazioni diciamo, dovute al tempo e alle stagioni, ma in fondo è sempre uguale. Spesso, non sempre, finisce che si accapigliano, e allora qualcuno li va a dividere. Anche a me è successo di alzarmi [continua]

Presentando il «pacchetto sicurezza» all’indomani dell’omicidio di Giovanna Reggiani a Roma, il ministro dell’Interno Giuliano Amato disse che non occorreva «tirare in ballo la filosofia». Ma che ne pensano i filosofi? Lo abbiamo chiesto a Giorgio Agamben, uno tra quelli che più hanno riflettuto sui dispositivi della politica.   CORTELLESSA – Le statistiche dicono che i delitti effettivamente perpetrati diminuiscono eppure nell’opinione [continua]

Anime

di in: Bazar

Tu mi dici: una sedia è una sedia. Io non sono affatto d’accordo.   Tu insisti: ma una sedia che cos’è? È soltanto un poggiaculo. Piano. Una sedia, intanto bisogna vedere chi l’ha fatta. Un artigiano? Un bricoleur? Un’industria? Magari laggiù in Cina, che costa niente.   Ah, questa è stata fatta nel Canton Ticino? [continua]

Fadimata

di in: Bazar

Fadimata la conoscevo da anni. Veniva da una zona nel nord del Mali dove il deserto è bianco, fatto di sabbia e minuscole conchiglie, issenen n’tufush, le chiamano, “i denti del sole”, denti che il sole perse nella sua battaglia contro la luna. Al tempo del mio lavoro con i guaritori dogon, a Bandiagara, una mattina un taxi-brousse aveva [continua]

Nel suo ultimo e imprescindibile saggio sulla storia del romanzo europeo, Milan Kundera afferma che Hitler ideò un regime politico la cui nefasta conseguenza è stata rendere impossibile la tragedia, vale a dire cortocircuitare la morale individuale al momento di farsi carico della responsabilità e della complessità delle decisioni. Hitler e i suoi epigoni si [continua]

Notturno

di in: Bazar

Ordinerò al mio ottico di fiducia lenti a contatto par vardar el scuro. Nel frattempo slungherò come sempre i brasi par rivàr a palpèta ad accaparrarmi il cuscino. Abbasso le palpebre tapparella: tanto io, l’ho già affittato il mio pezzo di cielo con rilevatore di meteore e Amministratore di Desideri. Lesème dislagàr tal materasso a [continua]

Da qualche giorno ho in casa un libro che aspettavo da tempo. Lo ha scritto il mio amico Livio Borriello. Si intitola “Micame” e lo ha stampato unacasa editrice di Napoli che si chiama Orientexpress. Detto questo adesso sono libero di scrivere quello che voglio e mi pare il miglior modo di aderire alla lezione del libro. Stamattina [continua]

Monete d’oro

di in: Bazar

Nata su un transatlantico diretto verso l’America, rimasta orfana di madre quando aveva pochi mesi, riportata in Europa dal padre poco dopo e infine cresciuta a castagne e polenta sulla Senna da una famiglia di sconosciuti, la zia Mane non ebbe quella che normalmente si definisce un’infanzia agiata. Forse anche per questo divenne una donna allo [continua]

Che cosa accade quando penso Se l’azalea che io vedo è effettivamente un’azalea, che cosa abbiamo in comune, io e l’azalea, perché il nostro incontro sia possibile? Così si esprime Peirce, ma se volessimo riformulare la questione nei termini fenomenologici che ci sono familiari grazie a Husserl e Heidegger dovremmo chiederci quale relazione si può [continua]

Via Municipio è una via centrale poco dietro Piazza dei Signori, cuore e vetrina della trevigianità che trascorre. I negozi che la animavano, o meglio le botteghe che abitavano i portici di questo breve tratto, erano tutti legati a necessità quotidiane di vita spicciola, disposti lungo la morbida discesa della via, affiancati alle tipiche osterie [continua]

Zibook - gli ebook di Zibaldoni