Penultimi

di in: De libris (0)

Una recensione di “Penultimi” di Francesco Forlani, edito da Miraggi edizioni (2019), con traduzione francese a fronte di Christian Abel e nota critica di Biagio Cepollaro.

La Musa

di in: Bazar (0)

Mentre andavo così con un piede via via più veloce e svagato per una di quelle strade di bellezza difficile ho sentito qualcuno lamentarsi. Un po’ per intuito un po’ seguendo l’immaginazione, sono andato verso i cassonetti dell’immondizia. Ho pensato a un neonato di quelli lasciati a gelare o marcire nell’umido o nel secco. Era un’idea stupida, il lamento (femminile) era disperato, sì, ma di adulto.

Non compaiono mai persone nelle fotografie di Simone Nieweg: ma sempre ben percepibile è in esse la presenza dell’opera umana. Nieweg fotografa campi coltivati, giardini e orti di comunità, ortaggi, alberete preferendo molto spesso luoghi della sua regione natale, la Vestfalia, terra di grandi pianure costellate di città a forte vocazione industriale; ecco, allora, che [continua]

Un tempo il proletariato aveva la prole, il vivente del XXI secolo, almeno nel mondo Occidentale, ne fa a meno; non ha che il suo corpo e, benché questo corpo sia spesso sterile, egli desidera mantenerlo in vita. Un corpo chiede cibo, acqua, un tetto, medicine; ora chiede anche un vaccino.

Nessun esercito in Italia, Cn. Pompeo in terre lontane conduceva guerra; per una sua candidatura al consolato grande speranza, il senato senza alcuna preoccupazione: tutto tranquillo, tutelato, ma quella la vera opportunità per Catilina.

Seguendo l’intuizione di Carrera diventa allora necessario spostare il piano del discorso, ipotizzando contemporaneamente che il complottista stia già parlando di quello che teme realmente. Semplicemente non corrisponde al suo discorso manifesto. Chi è allora veramente il suo nemico?

Ah! I benedetti portoni di Schwarzschwarz, dietro i quali si diragnano esili ringhiere, scale e scalette di ferro, un dedalo di salite e discese, una grottesca di ferro e marmo vomitata in gola alla casa e, dietro l’intrico di ferraglia e gradini che salgono e scendono e sbandano e quasi sbatacchiano qua e la come falene intrappolate, il verde di una corte interna, come un sole preso tra le spine di un roveto invernale.

In esclusiva per Zibaldoni, due estratti da Nel nome dei “Malavoglia” di C. Cenini (Cleup, Padova 2020), in cui l’analisi onomastica permette di osservare rapporti di tipo per così dire cromosomico tra figure divoratrici dei Malavoglia e del Mastro-don Gesualdo.

Fetish/ 5

di in: Fetish

Aiuto le coppie sterili ad avere un figlio, confessò. Se fumo o faccio sesso con qualcosa di diverso da una provetta, la massa critica scende sotto la soglia di attenzione.

Noi bianchi cattivi e egoisti che non dividono, come fanno loro, tutto quello che hanno. Chi ha, deve dare, da quelle parti; ai parenti, ai vicini di casa o ai poveri del quartiere. C’è una porta aperta, all’ora dei pasti, e l’obbligo di nutrire chi passa, se ha fame e si siede con te.

C’è stato un tempo in cui le pandemie mietevano milioni di vittime; poi, diventavano malattie endemiche e latenti o sparivano senza far troppo rumore, come erano venute. I sopravvissuti stavano meglio, guadagnavano di più, acquistavano uno spazio vitale maggiore. Questa pandemia, invece, annuncia un esito diverso. Grandi affari già sono in corso: mascherine, vaccini, altro materiale sanitario, ecc. Tutti soldi spesi bene, s’intende, compreso il grande affare del secolo, i soldi prestati.

Zibook - gli ebook di Zibaldoni