Come le rane in fila dentro il fosso che melliflua la biscia poi le ingoia dolcemente stordite e quasi a noia – quel che vi dico adesso è un paradosso – come le rane l’una all’altra appresso quasi liete a finire in quella gola – quel che vi dico è solo una parola… – come [continua]

 Il funzionale è il peggiore di tutti i valori” George Perec Accade a volte che accogliere e seguire una prospettiva rasoterra conduca molto più il là di quanto ci si aspetti. Fotografare uno specchio d’acqua, regalo di una pioggia improvvisa, può svelare una grazia impensata che neanche cento pose studiate riescono a catturare. Solo l’ascolto con [continua]

Non so, conosco scrittori che fanno man bassa di tutto o quasi quel che vivono – e lo fanno bene, appunto perché sono scrittori. Io invece, che sono sempre meno sicuro di aver imboccato la strada giusta, non ci riesco. C’erano almeno due o tre esperienze, ultimamente, che mi sarebbe piaciuto fissare in parole, sapendo [continua]

La maschera comica di Sordi dispiega una falsità che è impossibile condannare poiché è inseparabile dal comportamento quotidiano. Questa tipologia maschile è parte integrante della tradizione italiana della menzogna, che trova la sua forma più perfetta nella spettacolare teatralità della Roma papale; e le sue origini nel modo di concepire la religione e il potere come ostentazione spettacolare proprio della Chiesa cattolica.

Escono in questi giorni i primi due volumi della collana Questo è quel mondo, diretta da Enrico De Vivo per la casa editrice QuiEdit di Verona. Si tratta di Divagazioni stanziali, dello stesso De Vivo, e di Nessuno ti può costringere, di Francesca Andreini. I due volumi sono presentati, rispettivamente, da Gianni Celati e da Marianne Schneider. Abbiamo intervistato De Vivo sul progetto editoriale e sui programmi futuri.

Nella mente Noi siamo sempre in mezzo. Rocco Ronchi, “Liberopensiero”: “Limite” Giovedì ventidue gennaio 2009. Ore 07:00. Oggi dovevo essere a Roma. Ci sarebbero stati degli amici cari ad aspettarmi, ma è arrivata l’australiana: febbre a trentanove e mezzo, dolori muscolari, brividi, malessere generale, mancanza di appetito, in rari casi congiuntivite, nelle persone anziane anche [continua]

PREMESSA di E. D. V. Durante la preparazione della rubrica “Mosse false Mosse vere”, mi è venuto in mente il film diWerner Herzog sui Woodabe.  Ne ho parlato a Barbara Fiore, che mi ha scritto in risposta la lettera che segue, in cui sviluppa una serie di riflessioni molto utili ad approfondire il tema delle “mosse”. * Caro Enrico, [continua]

Fellini era certamente consapevole del pensiero di Vico e nulla è più vicino alla sua presa di posizione poetica. Nelle interviste, tutti i suoi ricordi d’infanzia e adolescenza trascorse in un piccolo paese meta di vacanze balneari coincidono con quella sorta di “vigorosa immaginazione” descritta da Vico.

Abbiamo fatto l’abitudine a certi sorrisi, non è così? Ai sorrisi dei conduttori televisivi, degli imbonitori mediatici – dei venditori in genere, dei venditori di denaro in particolare – dei personaggi politici più scaltri e furbi, degli autori dei romanzi più in voga… Sono sorrisi che non contagiano, come normalmente contagiano le persone che ridono; [continua]

Stavo proprio pensando che un perseguitato che non ha la gentilezza di farlo dimenticare che è perseguitato allora se lo merita di essere perseguitato, almeno un po’, quando è risuccesso. Chissà come mai, ma ogni volta, proprio ogni volta che tiro fuori di tasca il mio caro e venerabile pacchetto di nazionali senza filtro, ogni [continua]

1. la nostra vita è un uccello scappato dalla gabbia. noi ogni giorno continuiamo a portare l’acqua e il plasma, ogni giorno alimentiamo le piume del fantasma. 2. dunque, come dicono tutti, la vita politica è incompatibile con la vita lirica. l’italia ormai è un paese invaso dalla politica: dentro le case nei bar, dentro [continua]

Scelta di passi e traduzione dal francese del Livre des merveilles de l’Inde, edizione francese del Kitab al-‘aja’ib al-Hind del capitano Bozorg, figlio di Shahriyar di Ramhormoz, a cura di di L. Marcel Devic, Leide-E.J.Brill, 1883-1886. Traduzione e cura di Barbara Fiore.

Nel 1949 Michelangelo Antonioni realizza il suo terzo documentario, “L’amorosa menzogna”, dando vita ad un soggetto che tre anni dopo ispirerà lo “Sceicco bianco”, splendido debutto di Federico Fellini. Le prime immagini del cortometraggio mostrano magazzini pieni zeppi di riviste, pronte ad essere distribuite nelle edicole di città; la voce narrante esordisce elencando i nomi di [continua]

Era un pavillon, o ancora meglio una immensa voliera di legno traforato e bambù, aperto solo d’estate in mezzo a un parco, sotto l’ombra di tigli e ippocastani. C’era in effetti anche un cocorito, che però non scendeva mai da un suo altalenante trespolo da cui calava sui clienti certe sue chiacchierate condite di deiezioni e [continua]

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