Amore non è il dio delle origini. Non sta all’inizio delle cose, ma sempre e solo alla loro fine. È il dio della rovina, non il nume tutelare della nascita o della genesi. Ogni rovina non è che lo stato di tutto ciò che è immagine. Perché immagine – è già l’etimologia latina del termine [continua]

Carattere

di in: Bazar

Non è una qualità di un individuo, né qualcosa che ne esprima i suoi modi, la sua natura, il suo garbo. Si imprime piuttosto su quello stesso volto di cui non è capace di rivelare alcunché, quasi fosse il trucco o il decoro di una cosmesi di cui solo i nostri demoni conoscono la vera [continua]

Oh Signore, rendici capaci di meraviglia e di stupore Non era mai stata al mare in inverno. Con un’amica ci aveva passato due settimane, nella bella stagione, qualche anno fa. Per la verità, questa non era la prima volta che  venivamo. C’eravamo già stati un giorno pieno di nebbia. Era un mese fa. Le case [continua]

È giornata d’andarci a Venezia portarse drio la morosa pagarci il biglietto la bottiglietta d’acqua spartirla uniformarle, le pupille, nella stessa rotta di là dal finestrino. I conti in tasca farseli dei soldi racimolati nel salvadanaio sotterrato sperando germogli prima o poi in un baleno il momento propizio del mutuo, risalga la china l’inflazione, cali [continua]

cado sull’erba ma qualcuno poi mi salva in modo inatteso sento per la prima volta il peso del mio corpo: lo sento tutto in un minuto e non parlo più, perché muoio di paura non capisco il senso di questa fregatura: cado svenuta sul manto bianco freddo che mi ha immediatamente risvegliata … se ci [continua]

Devo confessarvi che fin dalla prima giovinezza ho vissuto in mezzo a voi come uno straniero, e come un gentiluomo straniero ho rispettato le vostre leggi e le vostre usanze” Enrico Metz Nella stessa città, ma in due romanzi diversi, i destini di Enrico e Luisa giungono a naturale compimento. In una nebbiosa città del [continua]

Se vieni a Napoli e vedi Castellammare, poi non muori, non ti preoccupare – rivivi. Mentre dal mondo tutto sparisce a gran velocità, a Castellammare tutto riappare. Sparisce dal mondo inchiavardato la visione dell’interiore e della caducità. Ma ecco nel Castello Fatato sul Mare riappare la finestra spalancata sulla strada e quello che c’è dietro: [continua]

Il Sanfelese si ritirava dalla terra, e il sole si era già fatto due ore di sonno nella pancia della Vergine. Il Sanfelese e l’asina dormivano in piedi, squagliati dalla fatica, e si erano scordati la via. A tutti quelli che incontrava, il Sanfelese chiedeva: – Bell’uomo! Sapete per caso dov’è la capanna mia? E [continua]

Oggi

di in: Inattualità

1. Oggi c’era un vento che portava via ogni cosa dal suo posto. Si spostavano le case i lampioni. I rami degli alberi sembravano maestri d’orchestra. Tutto era animato da una mestizia incontenibile. Solo voi, miei simili, eravate fermi. 2. Oggi mi sono inutilmente arroventato perché non sono andato in giro perché sono rimasto fermo [continua]

A voce bassa

di in: Bazar

Io non la volevo, non sapevo che farmene. Sarà un ferro vecchio ormai, adesso. Ma il brigadiere ha insistito: “È sua!”, ha detto. È mia? * Barbara ha i capelli castani, lisci, la carnagione bianca, slavata e il colore nei suoi occhi è verde. Mi piace descriverla, ricostruire la sua immagine e ritrovarla familiare a [continua]

Il mattino seguente piombai sul letto della mamma. Il suo capo tra gli angoli del cuscino come nella storia di Wilhelm Busch. Santo cielo, e aveva giusto pensato che poteva dormire un altro po’. Era così bello, fra il sonno e la veglia. Rigirarsi di nuovo. «Ficca il naso nel cuscino», le diceva sempre suo [continua]

quanti propositi vani che sicumera farnetica e buffa angeli falsi e imposture vita confusionale stecche stonature io sono un insegnante cioè un muffologo incontro ogni giorno fantasmi afflosciati arance spremute la scuola è un agrume che a stento tiene insieme i suoi poveri spicchi la scuola non può essere arcobaleno incendio che danza basta con [continua]

Oggi il poeta francese Yves Bonnefoy viene festeggiato a Treviso in occasione del conferimento del Premio Europeo di Poesia 2006. Per l’occasione proponiamo un inedito di Bonnefoy (tradotto da Fabio Scotto), ispirato a Giacomo Leopardi e, a seguire, la motivazione del Premio, firmata da Paolo Ruffilli.

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