“Sono qui per rendere onore a Italo Calvino. È morto trent’anni fa. Ho come la sensazione che in Italia sia stato prima postmodernizzato, accusato cioè con frivolezza di tutte le derive di quella stagione che ormai nessuno ricorda più, poi canonizzato, quindi messo nel dimenticatoio dove stanno tutti i morti”. Massimo Rizzante ricorda Italo Calvino a trent’anni dalla morte.

Da quando lo disse quel tale, sempre più spesso, a proposito degli insegnanti, sento pronunciare la parola fannullone… Perché dovrei prendermela a male? Ci sono abituato. Da anni sento dire che diciotto ore di lavoro son poche: meno di quattro ore al giorno per cinque giorni la settimana. Chi è che lavora così poco? Piano [continua]

Per fortuna ci sono le scoperte astronomiche. «Ecco la notizia che tutti aspettavate», hanno sentenziato qualche mese fa gli scienziati della Nasa annunciando ai media e alla comunità internazionale la scoperta del “pianeta gemello” della Terra, Kepler 452-b. Una volta l’uomo aspettava notizie meravigliose dagli esploratori di terre sconosciute e remote, oggi le aspetta dagli [continua]

Alle venti e diciotto di venerdì 16 giugno c’erano quasi trentadue gradi, ma non era tanto il caldo a irritarlo, quanto l’intuizione improvvisa – e ormai improrogabilmente definitiva – che il ritardo di lei non dipendesse in alcun modo dal tempo impiegato a prepararsi, ma da qualche inspiegabile occupazione in cui doveva essersi impegnata fino [continua]

È appena uscita una nuova edizione del racconto di Franz Kafka Nella colonia penale (Zona Contemporanea) – traduzione, cura e disegni di Davide Racca. Ne presentiamo in anteprima due estratti.

La giostra

di in: Bazar

Prima stava male, poi stava peggio e quando sembrava migliorare è peggiorato ancora. Al funerale c’era tanta gente, i parenti, gli amici, quelli che lo conoscevano e qualcuno di passaggio. Una cerimonia come tante, ma non per lui. Non è facile quando muore tuo padre. Questo è successo ieri. Oggi è a casa, un giorno [continua]

Mentre pensavo in ascensore, l’ascensore è arrivato e ho pensato che ci aveva messo solo un secondo ad arrivare. Cosa è successo? Il tempo mentale accorcia o sospende il passaggio temporale effettivo, senza bloccare quello spaziale? Eppure un tempo c’è, cioè almeno una durata (Bergson). Oppure il susseguirsi è uno stratagemma della mente per gestire [continua]

Robert Walser. La grazia e l’abisso/ 1 – Nel corso di un convegno svoltosi a Genova il 24 aprile 2015, quattro critici e scrittori contemporanei si sono interrogati sull’enigma degli ultimi anni di vita di un classico sommerso della letteratura del primo novecento, Robert Walser (Bien, 1878-Herisau, 1956), dal 1933 fino alla morte, mentre era ospite volontario del manicomio di Herisau. Autore di alcuni capolavori della letteratura tedesca, da La passeggiata a Jakob von Gunthen, da I Fratelli Tanner a Il Brigante, Walser (al quale Zibaldoni ha dedicato uno ZiBook scaricabile gratis qui sul nostro sito) ci appare oggi come uno scrittore estremo e appartato, che ha tentato di sottrarsi alle leggi dell’io e del mondo, scegliendo il mite silenzio della follia invece del vano rumore della ragione. Con l’intervento di Luigi Sasso diamo inizio alla pubblicazione degli Atti del convegno genovese. Seguiranno gli interventi di Antonio Devicienti, Giuseppe Zuccarino e Marco Ercolani – e, in conclusione, una traduzione inedita in italiano di un pezzo di Robert Walser.

a chi dire questo vuoto… questa spessa orma di niente intorno dispersa sulla riva… non al mare, non al vento e neanche a me stessa. una scossa, uno strappo, un gorgo nell’intimo, e qualcuno ha rubato la mia anima, così faticosamente lavorata nel tempo… una lama, una luna tagliente penetrata tra le valve… un bagliore [continua]

Visto che mi avanza qualche ora e stare in casa mi deprime, metto la giacca ed esco in cerca di Madonne. Non è difficile scovarne: la città ne è piena. C’è da chiedersi perché: capisco le figure sacre nelle cappelle dei crocicchi di montagna, là dove la vita un tempo era più dura e grama, [continua]

Huetor Vega

di in: Bazar

Egli distruggerà la morte per sempre Isaia 25:8   1   Ah gli ultimi spasmi di umanità… Erano loro che condannavano Huetor Vega a soffrire di un dolore che saliva dal retto e, attraversandogli in un baleno la metà superiore del corpo appesantito dagli anni, lo costringevano a una smorfia così innaturale? Gli innumerevoli assalti [continua]

A tutela della rivista ZIBALDONI E ALTRE MERAVIGLIE da eventuali richieste da parte di detentori di diritti o altro, a scanso ovverosia di qualsiasi falla nell’esotismo che l’Autore fa bene a sottolineare, si segnala che la responsabilità della pubblicazione, nonché dell’elaborazione del seguente testo è a carico esclusivo del dott. Angelo Angera, al quale è opportuno eventualmente fare riferimento per qualsiasi informazione, scrivendo a: zibaldoni@zibaldoni.it [EDV]

L’intervista che segue è stata utilizzata, insieme ad altre, per un’inchiesta sulle riviste letterarie e la loro diffusione nel web (La cultura non è morta basta cercarla sul web) pubblicata su PAGINA99 del 22 novembre 2014. La presentiamo qui nella versione integrale.

INTRO – LETTERATURA IN CLASSE   In fondo, a scuola, non dobbiamo fare molto più di questo: leggere. Poi, intorno a “leggere” possiamo fare altre belle operazioni: capire, spiegare, creare dei contesti, interpretare, confrontare, scrivere e riscrivere. Questo è fare letteratura; poi, ci sono degli strumenti. L’analisi del testo, per esempio? Sì, certo. “Letteratura” però [continua]

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